Heuchera cylindrica 'Greenfinch'

8,00 €
Iva incl.

Varietà con bellissime foglie carnose, verdi, che durante l'estate porta steli alti e rigidi con pannocchie di fiori verdi molto compatte. Coltivare in terreno ben drenato e fresco a mezzombra o ombra luminosa. Avendo fiori più grandi è molto apprezzata dagli impollinatori.

L'epiteto generico ricorda il botanico tedesco Johann Heinrich von Heucher (1677-1747).
L'epiteto specifico deriva dal greco κύλινδρος (kiùlindros cilindro) 'di forma cilindrica'.

Il nome della varietà è il nome comune inglese del Chloris chloris, detto Verdone comune, un passeriforme con il piumaggio verde-giallo, colore che ricorda quello delle pannocchie fiorite di questa Heuchera.

La pianta è in vaso di 12 cm di diametro

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Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Heuchera cylindrica Douglas
Accentazione e pronuncia
Hèuchera cilìndrica
Altezza Massima
60 cm
Esposizione
Mezzombra
Colore
Bianco
Fogliame
Sempreverde
Colore fogliame
Verde
Fioritura
Maggio-Giugno

Riferimenti Specifici

Abbinamenti suggeriti

Cyclamen coum

Ciclamino invernale originario dell'Europa sud orientale e dell'Asia minore con foglie rotonde o a cuore segnate d'argento e fiori rosa, privi di profumo. Preferisce posizioni ombreggiate e terreno ricco, foglioso, ben drenato. Dall'autunno alla primavera fiorisce in abbondanza e durante l'estate va in riposo vegetativo perdendo la parte aerea. E' importante che il terreno sia ben drenato per evitare marciumi durante i mesi estivi, periodo in cui le irrigazioni possono essere ridotte notevolmente. Dopo la fioritura gli steli si attorcigliano a spirale, puntando verso il suolo e spingendo le capsule di semi a contatto col terreno, per proteggerli e favorire la germinazione.

L'esposizione ideale è ombra o mezzombra, ma il riposo vegetativo estivo permette alla pianta di sopportare anche un numero maggiore di ore di sole diretto.

L'epiteto generico corrisponde al nome latino del ciclamino, a sua volta dal greco κύκλος (kiùclos cerchio) in riferimento alla forma rotonda del tubero.


L'epiteto specifico indica la forma delle foglie, da hedera e folium (fòlium foglia): con le foglie simili a quelle dell'Hedera.
I Cyclamen si disseminano per mirmecoria : i semi sono resi appetibili per le formiche dalla presenza di appendici ricche di sostanza nutritive. Le formiche trasportano i semi nei nidi, utilizzano gli elaiosomi (le appendici nutrienti usate come esca dalle piante) per nutrire le larve e poi spingono fuori dai nidi il seme. Questo favorisce lo spostamento dei semi attorno alla pianta madre e aumenta le probabilità di germinazione.

6,00 €

Hosta 'Abiqua Drinking Gourd'

Varietà del 1989 (H. 'Tokudama' x H. sieboldiana) registrata da Charles Purtymun di Walden West Hostas in Oregon con foglie glauche dalla forma molto particolare che caratterizza questa cultivar, a coppa, con i margini rivolti verso l'alto quando le foglie si schiudono e che si aprono via via durante la stagione. L'aspetto cerato delle foglie, la consistenza rugosa e la forma a coppa sono i punti di forza di questa varietà, una delle più belle a foglia azzurra. La fioritura, portata da steli relativamente corti, è estiva, in colore bianco. Coltivare in ombra luminosa, in terreno fertile, drenato. 

L'epiteto generico deriva dal nome di Nicolaus Thomas Host (1761-1834), medico dell'imperatore d'Austria, studioso di graminacee e autore di una Flora dell'Impero Austro-Ungarico.

Drinking Gourd significa letteralmente 'mestolo per bere', in riferimento alla forma a coppa delle foglie. Abiqua fa riferimento al fiume americano Abiqua Creek e compare in diversi nomi assegnati a ibridi di Hosta di Walden West Hostas.

Hosta dell'anno nel 2014 Hosta per la American Hosta Growers Association.

Vedi le altre Hosta disponibili

15,00 €

Astrantia major 'Snow Star'

Un'introduzione del 2002 di Aad Geerlings di Future Plants, con fusti più corti rispetto ad altre cultivar e una abbondante fioritura bianca soffusa di verde sugli apici. L'infiorescenza è composta da piccoli fiori simili a spilli appuntati sul bottone centrale, circondati da brattee cartacee sfumate di verde. Preferisce terreni ricchi e freschi, ma ben drenati. Si consiglia di ridurre le irrigazioni durante l'estate, perché dopo la fioritura ha bisogno di una minore quantità di acqua.

L'epiteto generico deriva dal greco αστήρ (astér stella, astro) e ἄνϑοϛ (ánthos fiore) in riferimento alla forma delle infiorescenze.

L'epiteto specifico è formato dal comparativo di magnus (grande), quindi maggiore, più grande, rispetto ad Astrantia minor. Il termine in latino sarebbe scritto maior, ma in latino botanico è stato utilizzato nella forma major ed è da considerarsi quindi valido, anche se linguisticamente scorretto.

La cultivar 'Snow Star' è sterile e non produce semi, riesce quindi a fiorire in modo più abbondante e prolungato. Consigliamo di recidere gli steli sfioriti per favorire la rifiorenza.

9,00 €

Brunnera macrophylla 'Mr....

5Varietà insolita di Brunnera, con fiori bianchi che ricordano la forma dei Non ti scordar di me e foglie a cuore, argentate. E' una selezione del vivaista belga Chris Ghyselen, nata dall'incrocio tra Brunnera macrophylla ‘Inspector Morse’ e Brunnera macrophylla ‘Betty Bowring’. Preferisce posizioni in ombra o ombra luminosa e terreni ricchi, ben drenati. Importante ridurre le irrigazioni durante l'estate, dopo la fioritura.

L'epiteto generico è dedicato al botanico ed esploratore svizzero Samuel Brùnner (1790-1844).

L'epiteto specifico è composto dai termini greci μακρόϛ (macrós lungo, grande) e da φύλλον (fiùllon foglia)in riferimento alla dimensione delle foglie.

9,00 €

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Umbilicus oppositifolius

Una perenne appartenente alla famiglia delle Crassulaceae purtroppo poco diffusa nei giardini! Ha foglie carnose che si sviluppano orizzontalmente grazie a radici rizomatose e steli rigidi, rossastri, che portano pannocchie pendule di fiori gialli. La forma di queste infiorescenze ha fatto guadagnare in inglese il nome di 'Lamb's tail', coda di agnello. Può essere coltivato in vaso o in piena terra, in terreno fertile, ben drenato, non arido. Preferisce posizioni in ombra luminosa o mezzombra.

L'epiteto generico deriva dal termine latino umbilicus, ombelico, per la forma delle foglie.

L'epiteto specifico è composto dai termini oppositus (oppòsitus, opposto) e folium (fòlium, foglia) per le foglie disposte a coppie su lati opposti del fusto.

Vincitore nel 1993 dell' Award of Garden Merit assegnato dalla Royal Horticoltural Society .

8,00 €

Polemonium reptans...

Un cespuglio morbido di foglie che nascono verdi, fortemente venate di bianco e soffuse sui bordi di rosa per poi maturare in bianco e verde dopo la fioritura.

I fiori, profumati, amati dagli impollinatori, sono azzurri e molto luminosi, portati da rami morbidi e flessuosi.

Coltivare in terreno fertile, drenato, a mezzombra, in posizioni raggiunte da poche ore di sole al mattino. Dopo la fioritura tagliare a metà altezza la vegetazione per favorire la produzione di nuove foglie.

Diminuire le irrigazioni dopo la fioritura.

L'epiteto generico secondo l'Etimologia Botanica di Alexandre de Thèis deriva dal greco πόλεμος (pòlemos, guerra). Plinio (Naturalis Historia XXV, 6) racconta che prende questo nome perchè fu all'origine di una guerra tra due re che si attribuivano la scoperta di questa pianta e delle sue proprietà. Era talmente rinomata che la si chiamava anche chilodiunàmia, da χίλιοι, mille e δύναμις, forza, potere, proprietà, cioè dotata di mille virtù, dal greco chílioi, mille, e dýnamis, potere.

L'epiteto specifico deriva dal verbo latino reptare (reptàre, strisciare a terra) in riferimento al portamento che differenzia la specie rispetto ad altre appartenenti al genere Polemonium, più slanciate e verticali.

9,00 €

Hosta 'Climax'

Varietà registrata nel 2000 da Gil Jones. Grandi foglie rugose leggermente increspate che nascono verdi e piano piano si colorano di verde acido sui bordi. La fioritura è bianca, soffusa di viola, in estate. Preferisce posizioni in ombra luminosa; il sole riduce la variegatura delle foglie e le sbiadisce.

L'epiteto generico deriva dal nome di Nicolaus Thomas Host (1761-1834), medico dell'imperatore d'Austria, studioso di graminacee e autore di una Flora dell'Impero Austro-Ungarico.

Vedi le altre Hosta disponibili

15,00 €

Aquilegia vulgaris 'Alba'

Una selezione con fiori bianco puro e fogliame verde glauco. La specie è tipicamente diffusa anche in Italia in zone boschive ombreggiate. In giardino la posizione migliore è in terreno fertile, drenato, a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da alcune ore di sole che permettano lo sviluppo di piante sane e forti. In ombra troppo intensa tendono a perdersi nel tempo e disseminandosi cercano posizioni più soleggiate e terreno ben drenato, anche ghiaioso.

L'epiteto generico deriva da 'aquilina' , il nome utilizzato nei suoi testi da Alberto Magno, vescovo domenicano del 1200 appassionato di botanica. E' nel '500 che Carolus Clusius, nome latinizzato di Charles de L’Écluse riprende il nome Aquilina e cita il nome Aquilegia(libro VI, cap. 27), che verrà poi reso ufficiale da Linneo. È derivato dal latino aquila per i suoi nettarii, (le ghiandole che producono il nettare) uncinati come gli artigli dell'aquila.

L'epiteto specifico deriva da vulgus e in latino significa comune, ordinario, in riferimento alla grande diffusione in natura della specie.

8,00 €

Dryopteris affinis

Felce semi-sempreverde di grandi dimensioni, spontanea in Europa occidentale e Asia sudoccidentale, tipica di boschi ombrosi e umidi. In Italia è diffusa in diverse regioni tra i 1000 e i 1800 mt. La posizione ideale in ombra, in terreno drenato, fertile, irrigato regolarmente. Una volta ambientata tollera brevi periodi di siccità e nel tempo forma una base legnosa che ricorda la struttura delle felci arboree, raggiungendo in pieno sviluppo i 100-150 cm di altezza.

L'epiteto generico era inizialmente epiteto specifico di Polypodium dryopteris. In seguito sono stati definiti due generi diversi e 'Dryopteris' è diventato il nome di questo nuovo genere di felci. Deriva dal greco δρῦς (driùs quercia) e da πτέρις (ptéris felce): felce delle querce(o degli alberi), riferimento ai boschi di caducifoglie, luoghi in cui è possibile trovare le felci appartenenti a questo genere.

L'epiteto specifico in latino significa 'affine, parente' per la stretta parentela con Dryopteris filix-mas.

15,00 €

Anemone hybrida 'Elfin Swan'

Una delle Anemone della serie Swan, selezionata da ibridazioni spontanee da Eizabeth MacGregor nel suo vivaio in Scozia e lanciata dal vivaio Hardy's Cottage Garden Plants nel 2001 al Chelsea Flower Show. 'Elfin Swan' ha fiori semplici formati da sepali bianchi con la pagina inferiore sfumata di rosa e come tutte le altre cultivar di questa serie ha portamento compatto e non si allarga tramite rizomi. La posizione ideale è a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da 3 o 4 ore di sole, meglio se al mattino. Rispetto ad Anemone x hybrida (le classiche e più diffuse, conosciute come Anemone giapponese o autunnale) fiorisce più abbondantemente, iniziando già da Giugno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra.

'' ...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

12,00 €

Acorus gramineus...

Perenne sempreverde con foglie verdi striate di bianco, riunite in ventagli. Preferisce terreni umidi e si può utilizzare anche per bordi di laghetti e corsi d'acqua in posizioni in ombra o mezzombra.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄκορος o ἄκορον (àkoros o àkoron) pianta aromatica (probabilmente un'iris) citata da Dioscoride nel De Materia Medica. In seguito è stato assegnato, forse per somiglianza delle foglie e per l'aroma emanato dalle foglie, al genere Acorus, l'unico componente della famiglia delle Acoraceae, caratterizzate da un'infiorescenza tipica, detta 'spadice'.

L'epiteto specifico deriva dal latino gramen (gràmen, erba) per le foglie sottili che ricordano quelle delle graminacee.

La cultivar 'Argenteostriatus' è una selezione della specie originaria del Giappone ed è caratterizzata da foglie verdi bordate di bianco e da dimensioni ridotte che la rendono perfetta anche per la coltivazione in vaso.

9,00 €

Ophiopogon planiscapus 'Niger'

Tappezzante sempreverde con foglie a nastro praticamente nere. Produce fiori rosati seguiti da bellissime bacche violaccee. Lento nell'accrescimento, deve essere piantato con una densità abbastanza alta se si vuole un effetto di copertura. Molto interessante anche come elemento unico in bordure basse e come prima linea. Coltivare in ombra/mezzombra in terreno drenato, preferibilmente acido.

L'epiteto generico è formato dalle parole greche ὄφις (ófis serpente) e πώγων (pógon barba) probabilmente in riferimento alle foglie lunghe e sottili.

L'epiteto specifico deriva da l latino planus (piatto) e da scapus (fusto, gambo) 'con stelo piatto'

8,00 €

Persicaria filiformis

Foglie bicolore, verdi, macchiate di porpora. Perfetta per angoli ombrosi del giardino o del balcone, senza esigenze particolari e ridotta manutenzione. Si dissemina abbondantemente e a fine estate fiorisce abbondantemente con una gran quantità di piccoli fiori rossi portati da lunghi steli flessuosi molto decorativi.
Coltivare in ombra luminosa o mezzombra (al massimo sole del mattino presto).

L'epiteto generico deriva da malus persica (pesco) per le foglie simili a quelle del pesco di molte specie in questo genere.

L'epiteto specifico fa riferimento all'origine nord americana della specie.

8,00 €

Cyclamen hederifolium

Ciclamino diffuso in natura in Italia in boschi umidi di caducifoglie. A fine estate inizia a produrre fiori rosa quando la pianta non ha ancora foglie, che spuntano solo a fine fioritura e hanno una punta ben definita e forma che ricorda quelle di Hedera. Possono avere dimensioni, spessore, venature e sagoma molto diversi da pianta a pianta e questa variabilità rende Cyclamen hederifolium affascinante anche quando non è fiorito. Dalla primavera inizia il riposo vegetativo e le foglie spesso scompaiono. I fiori non presentano profumo e si schiudono fino ad autunno inoltrato. La loro conformazione, con corolla auricolata, segnata cioè da 10 protuberanze attorno alla parte centrale, rende facilmente identificabile la specie. Dopo la fioritura gli steli si attorcigliano a spirale, puntando verso il terreno e favorendo un'abbondante disseminazione.

Coltivare in terreno sciolto, ricco e foglioso, leggero, tipico del sottobosco. Rispetto ai Cyclamen a fioritura invernale è più adatto per essere utilizzato in combinazione con erbacee e arbusti a fioritura estiva, perché le irrigazioni per queste piante non danneggia i tuberi, che anzi beneficiano di un terreno fresco nel periodo estivo.

L'epiteto generico corrisponde al nome latino del ciclamino, a sua volta dal greco κύκλος (kiùclos cerchio) in riferimento alla forma rotonda del tubero.

L'epiteto specifico indica la forma delle foglie, da hedera e folium (fòlium foglia): con le foglie simili a quelle dell'Hedera.

I Cyclamen si disseminano per mirmecoria : i semi sono resi appetibili per le formiche dalla presenza di appendici ricche di sostanza nutritive. Le formiche trasportano i semi nei nidi, utilizzano gli elaiosomi (le appendici nutrienti usate come esca dalle piante) per nutrire le larve e poi spingono fuori dai nidi il seme. Questo favorisce lo spostamento dei semi attorno alla pianta madre e aumenta le probabilità di germinazione.

9,00 €

Geranium 'Bob's Blunder'

Geranium tappezzante sempreverde con foglie color bronzo e una gran quantità di fiori rosa. Pianta perenne versatile, adatta sia al vaso che alla coltivazione in piena terra, rustica e resistente alle malattie. Fiorisce abbondantemente e copre in poco tempo il terreno, creando tappeti fioriti. Coltivare a mezzombra in terreno fertile, drenato, irrigato regolarmente, non arido.

Il nome della varietà tradotto suona come 'la svista di Bob' o 'l'errore di Bob', ma Bob Brown, di Cotswold Garden (il vivaio che ha lanciato questa varietà), non ha mai dato delucidazioni sull'origine del nome.

L'epiteto generico ha origine dal greco γεράνιον (gherànion geranio) come si trova scritto nel 'De Materia Medica' di Dioscoride. Il nome deriva da γέρανος (ghéranos gru): per i frutti simili al becco delle gru.

10,00 €

Anemone tomentosa...

Varietà di Anemone autunnale con stami gialli al centro, circondati da 5 sepali rosa chiaro con la pagina inferiore rosa scuro. Coltivare a mezzombra in terreno drenato, fertile, irrigato regolarmente. La condizione ideale di coltivazione è con un'esposizione di 3 o 4 ore di sole al giorno, perché in posizioni troppo ombreggiate le Anemone tendono a perdere struttura, a piegarsi e a fiorire meno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.
L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra. 

'' ...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

L'epiteto specifico deriva dal latino tomentum (tomèntum peluria): in riferimento alla peluria che ricopre i fusti e la pagina inferiore delle foglie.

12,00 €

Actaea simplex

Una fioritura per la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno con infiorescenze bianche formate da piccoli fiori piumosi e alti steli. La posizione ideale è in ombra luminosa o mezzombra, in terreno fresco, drenato, ricco di sostanza organica. Se il terreno asciuga eccessivamente la pianta sopravvive, ma il fogliame si rovina, accartocciandosi. Lenta a insediarsi, ma una volta che ha sviluppato bene l'apparato radicale forma bellissimi macchie, decorative anche quando non sono in fiore, per la texture delle foglie.

L'epiteto generico deriva dal termine greco ἀκτῆ (aktè sambuco) formato da alfa privativa e κτῶ (ctò) 'io faccio morire', cioè 'pianta che restituisce la salute'. Dioscoride (De Materia Medica IV, 168) racconta che veniva utilizzata per per guarire dal morso della vipera . Linneo utilizzò questo nome per ribattezzare una pianta chiamata fino ad allora Christophoriana (cioè erba di San Cristoforo), con bacche nere simili a quelle del Sambuco e la chiamò Actaea, perché sosteneva che 'La botanica non deve distinguere i suoi generi con dei nomi di santi o di uomini che sono diventati illustri in un'altra arte' (Philosophia botanica).

L'epiteto specifico in latino significa 'semplice', in riferimento alla forma della spiga, non ramificata.

9,00 €

Epimedium x warleyense...

Ibrido tra Epimedium alpinum ed Epimedium pinnatum subsp. colchicum, identificato per la prima volta a Warley Place, il giardino di Ellen Willmott, appassionata di piante e membro influente della Royal Horticoltural Society che ricevette nel 1897 la Victoria Medal of Honour. Ha fiori di un arancio più intenso rispetto alla specie e fogliame che spunta rossastro, matura in verde e in autunno si tinge nuovamente di toni rossastri .  Semisempreverde, è perfetto in ambienti ombreggiati, sia in vaso che in piena terra. Preferisce terreni ricchi e ben drenati.

L'epiteto generico deriva dal termine greco ἐπὶμήδιον (epimédion) che si trova per la prima volta nel De Materia Medica di Dioscoride (IV, 19), usato per identificare una pianta originaria della Media (più o meno l'attuale Iran/Azerbaigian/Armenia). L'Epimedium, come lo intendiamo noi oggi, proviene invece da Cina, Giappone, Korea e Vietnam e sembra quindi improbabile che possa corrispondere a quello citato da Dioscoride, ma Linneo ne utilizzò il nome ed è diventato di uso comune.

Nella cultura orientale diverse specie di Epimedium sono considerate un potente afrodisiaco e una cura per i problemi ossei, per le riconosciute proprietà antiossidanti, cardioprotettive e stimolanti del sistema circolatorio.

9,00 €

Clematis serratifolia

Una Clematis a fioritura autunnale. Originaria della Cina, ha boccioli venati di bianco che si schiudono in fiori gialli leggermente profumati. Dopo la fioritura la pianta si copre di soffici pappi piumosi carichi di semi. Coltivare a mezzombra in terreno fertile, drenato.

L'epiteto generico deriva dal greco κλῆμα (clèma tralcio di vite), per la presenza di lunghi rami sarmentosi come quelli della vite.

L'epiteto specifico è composto dai termini latini serratus (serràtus a forma di sega) e folium (fòlium foglia): con foglie seghettate.

15,00 €

Ajuga reptans 'Purple Torch'

Tappezzante semi-sempreverde della famiglia delle Lamiaceae dal rapido sviluppo con fiori rosa. Adatta alla coltivazione in piena terra come coprisuolo o in vaso come ricadente. Si adatta ad ogni tipo di terreno, purchè drenato, preferibilmente a mezzombra. Da Aprile a Maggio fiorisce abbondantemente con spighe cariche di fiori rosa malva alte circa 15cm. Il fogliame, verde in primavera, si sfuma di porpora in autunno e inverno.

L'epiteto generico è composto dal prefisso privativo a- e da jugum (iùgum giogo), ad indicare probabilmente l'assenza del labbro superiore della corolla altrimenti presente nelle altre piante della stessa famiglia. Plinio il Vecchio cita anche un'altra origine del nome, dal verbo latino abigere (abìgere espellere) con riferimento alle proprietà curative per le quali è ancora oggi conosciuta per il fegato, lo stomaco e l'intenstino.

L'epiteto specifico deriva dal verbo latino reptare (reptàre strisciare) per il portamento della pianta.

5,00 €

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