Primula vulgaris 'Drumcliffe'

5,00 €
Iva incl.

Bellissima selezione di Primula vulgaris con foglie scure e fiori rosa cipria con la gola gialla. Coltivare in terreno fertile, drenato, a mezzombra, possibilmente sotto ad alberi e arbusti a foglia caduca: in questo modo riceverà luce nei mesi invernali e primaverili per poi essere protetta dalle chiome.

L'epiteto generico è un diminutivo di prímus (primo), per la precoce fioritura, essendo fra le prime specie a fiorire dopo l'inverno.

L'epiteto specifico deriva dal termine latino vulgus volgo, col significato di molto comune, diffusa.

La pianta è in vaso di 12 cm di diametro

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Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Primula vulgaris Huds.
Accentazione e pronuncia
Prìmula vulgàris
Altezza Massima
10 cm
Esposizione
Mezzombra
Colore
Rosa
Fogliame
Semi-Sempreverde
Colore fogliame
Porpora
Fioritura
Marzo-Aprile

Riferimenti Specifici

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Persicaria virginiana...

Una varietà di Persicaria con foglie bicolore, bianco crema e verde e fiori rossi. Perfetta per dare luce ad un punto ombroso del giardino o del balcone, senza esigenze particolari e ridotta manutenzione. Si dissemina meno di Persicaria virginiana filiformis e rispetto a quest'ultima è più alta e ha foglie più grandi.

Coltivare in ombra luminosa o mezzombra (al massimo sole del mattino presto).

L'epiteto generico deriva da malus persica (pesco) per le foglie simili a quelle del pesco di molte specie in questo genere.

L'epiteto specifico fa riferimento all'origine nord americana della specie.

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Tricyrtis hirta 'Alba'

L'epiteto generico deriva dall'unione del prefisso greco τρι- (tri- tre) e del termine κύρτος (chiùrtos curvo) con riferimento ai tre sepali esterni che hanno le basi ricurve.

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L'epiteto generico deriva dal termine greco ἐπὶμήδιον (epimédion) che si trova per la prima volta nel De Materia Medica di Dioscoride (IV, 19), usato per identificare una pianta originaria della Media (più o meno l'attuale Iran/Azerbaigian/Armenia). L'Epimedium, come lo intendiamo noi oggi, proviene invece da Cina, Giappone, Korea e Vietnam e sembra quindi improbabile che possa corrispondere a quello citato da Dioscoride, ma Linneo ne utilizzò il nome ed è diventato di uso comune.

Nella cultura orientale diverse specie di Epimedium sono considerate un potente afrodisiaco e una cura per i problemi ossei, per le riconosciute proprietà antiossidanti, cardioprotettive e stimolanti del sistema circolatorio.

9,00 €

Anemone tomentosa...

Varietà di Anemone autunnale con stami gialli al centro, circondati da 5 sepali rosa chiaro con la pagina inferiore rosa scuro. Coltivare a mezzombra in terreno drenato, fertile, irrigato regolarmente. La condizione ideale di coltivazione è con un'esposizione di 3 o 4 ore di sole al giorno, perché in posizioni troppo ombreggiate le Anemone tendono a perdere struttura, a piegarsi e a fiorire meno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.
L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra. 

'' ...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

L'epiteto specifico deriva dal latino tomentum (tomèntum peluria): in riferimento alla peluria che ricopre i fusti e la pagina inferiore delle foglie.

12,00 €

Polemonium yezoense 'Purple...

Steli e foglie scuri, violacei e fiori blu viola profumati, molto amati dagli impollinatori. Coltivare a mezzombra(sole del mattino) in terreno fertile e ben drenato.

L'epiteto generico secondo l'Etimologia Botanica di Alexandre de Thèis deriva dal greco πόλεμος (pòlemos, guerra). Plinio (Naturalis Historia XXV, 6) racconta che prende questo nome perchè fu all'origine di una guerra tra due re che si attribuivano la scoperta di questa pianta e delle sue proprietà. Era talmente rinomata che la si chiamava anche chilodiunàmia, da χίλιοι, mille e δύναμις, forza, potere, proprietà, cioè dotata di mille virtù, dal greco chílioi, mille, e dýnamis, potere.

L'epiteto specifico indica la provenienza geografica, di Yezo (o Ezo), antico nome dell'attuale isola di Hokkaido in Giappone.

9,00 €

Rodgersia podophylla 'Rotlaub'

Perenne con una interessante texture delle foglie e affascinante anche per il loro colore: nascono scure, rossastre, poi passano al verde in estate e in autunno sfumano di nuovo verso il rosso. Richiede posizioni ombreggiate e terreno fresco, ricco, drenato, mai arido. Rispetto ad altre Rodgersia è più vigorosa e più rapida nello sviluppo ed è considerata quella con il colore più intenso del fogliame. In Luglio-Agosto spuntano gli steli floreali, con infiorescenze bianche soffuse di rosa.

L'epiteto generico ricorda John Rodgers (1812-1882) della US Navy che comandò la spedizione americana di ricerca conosciuta come Rodgers-Ringgold Expedition (1853-1856) in Giappone e nel Nord Pacifico e collaborò con i naturalisti presenti nel suo squadrone insieme ai quali raccolse l'olotipo(cioè l'esemplare su cui si basa la descrizione originale di una specie) di Rodgersia podophylla a Hokkaido in Giappone.

L'epiteto specifico ha origine dai termini greci πούς, ποδός (pùs, podós piede) e da φύλλον (fiùllon foglia), cioè 'foglie dalla forma di zampa'.

15,00 €

Filipendula rubra 'Venusta...

Perenne rizomatosa originaria degli habitat umidi, preferisce un terreno moderatamente fertile in pieno sole, irrigato regolarmente, non arido. In terreni umidi in pieno sole forma grandi cespi di foglie pennate, irregolarmente divise in foglioline dentate. Gli steli sono rossastri e portano fitti corimbi di fiori profumati che sbocciano rosa intenso e maturano diventando rosa più chiaro.

Tra i Nativi americani la specie era utilizzata per trattare i problemi di cuore e come afrodisiaco. Inoltre la radice ha un alto contenuto di tannini e ha forti capacità astringenti.

Assieme al salice, è considerata l' 'aspirina vegetale': l'acido salicilico fu scoperto nel 1839 nei fiori di una Filipendula, a quel tempo inclusa nel genere Spiraea, per cui fu chiamato 'acido spirico', poi battezzato dalla Bayer 'aspirina'.

Questa varietà è stata premiata nel 1993 con il Garden Merit dalla Royal Horticoltural Society.

L'epiteto generico è formato dai termini latini filum (filo) e  pendulus (pendente, penzolante), probabilmente in riferimento agli ingrossamenti tuberiformi che pendono dalle radici di alcune specie.

L'epiteto specifico deriva dal latino ruber (rosso) per il colore degli steli.

Il nome della varietà è sempre in latino: Venusta (bella, da Venus, dea romana della bellezza) e Magnifica (da magnificus, glorioso,eccelso).

18,00 €

Athyrium filix-femina var....

Felce robusta, eretta, molto rustica e resistente con fusti rossastri. E' una delle prime a spuntare a primavera e i pastorali, le giovani foglie arrotolate su se stesse, sono particolamente interessanti, per via dei toni scuri del fusto e talvolta delle giovani foglie ancora chiuse. Richiede posizioni ombreggiate e tollera poco l'esposizione diretta al sole nei mesi estivi. Il terreno deve essere fertile, fresco, drenato e se leggermente acido aiuta lo sviluppo ottimale della pianta e la colorazione.

L'epiteto generico deriva dal greco ed è composto dal prefisso greco α- (alfa, prefisso privativo, nel senso di 'senza') e ϑυρεός (tiureòs scudo), privo di scudo, in riferimento alla veloce scomparsa dell'indusio(la membrana che ricopre gli sporangi, le cavità che contengono le spore, nei primi periodi dello sviluppo vegetativo).

L'epiteto specifico deriva dal latino fĭlix felce e femĭna (o foemĭna) femmina, felce femmina. 

La sottospecie angustum(in latino 'stretto, corto')  è caratterizzata da:

-spore gialle, che conferiscono lo stesso tono alla pagina inferiore delle fronde.
-rizomi ascendenti.
-fronde con la parte più larga in corrispondenza della parte centrale della fronda stessa.
-piccioli (o steli) fogliari lunghi circa quanto la fronda.
15,00 €

Lysimachia congestiflora...

Tappezzante perenne e molto rustica con foglie verde scuro sfumate di color cioccolato. I nuovi germogli sono più scuri e inverdiscono col tempo, per questo un taglio periodico favorisce la produzione di nuovi getti e garantisce una migliore colorazione della pianta. La fioritura è molto appariscente, giallo oro. Diversamente da Lysimachia nummularia tollera meno i ristagni di acqua: ombra o mezzombra e terreno ricco, drenato sono le condizioni ideali per la coltivazione.

L'epiteto generico deriva dal nome greco Λυσίμαχος (Lisìmachos) Lisimaco, generale macedone al seguito di Alessandro Magno, poi re di Tracia, Asia Minore e Macedonia: la leggenda narra che Lisimaco alimentasse i suoi buoi con foglie di Lysimachia per calmarli. Secondo Linneo potrebbe derivare invece da Lysimachus, re di Sicilia, di cui scrive anche Plinio. Il nome Lisimaco deriva comunque da λύσις μάχη (lùsis máche, che scioglie la battaglia), lo stesso significato di loosestrife, nome comune inglese di questo genere.

L'epiteto specifico 'congestiflora' è formato dalle parole latine congestus(compatto, ammucchiato) e flos(fiore) per le infiorescenze formate da numerosi fiori che si schiudono vicinissimi tra loro.

7,00 €

Asparagus verticillatus

Una specie insolita, poco diffusa, molto resistente. Dopo circa 3 anni dalla piantumazione inizia a svilupparsi in modo rapido e ad ogni primavera si sviluppa in altezza fino a diversi metri. Necessita di supporti o di essere cresciuto vicino ad altre piante che forniscano sostegno e all'interno della cui struttura possa crescere e salire. Il fogliame è fine, verticillato e ricorda quello delle varietà coltivate ad uso ornamentale per gli interni (ad esempio Asparagus densiflorus). Quando la pianta si è ambientata e ha raggiunto un adeguato apparato radicale inizia a fiorire ogni primavera. Per la fruttificazione è necessario coltivare una pianta femminile e una maschile. Si dissemina facilmente. Coltivare in terreno fertile, drenato, in posizione ombreggiata. Può tollerare alcune ore di sole al mattino presto, ma un'eccessiva esposizione ai raggi solari rovina il colore delle foglie.

In autunno il fogliame assume bellissime colorazioni dal giallo all'arancio prima di cadere.

I giovani getti sono commestibili e vengono mangiati dopo essere stati sbollentati, nello stesso modo in cui si utilizza Asparagus officinalis.

L'epiteto generico è di origine incerta. Potrebbe derivare dal greco ἀσπάραγος (aspáragos, come si trova scritto in Teofrasto) a sua volta derivato dal persiano asparag (aspàrag, germoglio) a confermare l'origine geografica di questo genere. Un'altra possibile etimologia da σπαράσσειν (sparássein  lacerare) per le spine di cui sono provviste molte specie di questo genere.

L'epiteto specifico deriva da vertere (vèrtere girare attorno) in riferimento alle foglie verticillate, disposte cioè attorno al fusto centrale.

15,00 €

Polemonium reptans...

Un cespuglio morbido di foglie che nascono verdi, fortemente venate di bianco e soffuse sui bordi di rosa per poi maturare in bianco e verde dopo la fioritura.

I fiori, profumati, amati dagli impollinatori, sono azzurri e molto luminosi, portati da rami morbidi e flessuosi.

Coltivare in terreno fertile, drenato, a mezzombra, in posizioni raggiunte da poche ore di sole al mattino. Dopo la fioritura tagliare a metà altezza la vegetazione per favorire la produzione di nuove foglie.

Diminuire le irrigazioni dopo la fioritura.

L'epiteto generico secondo l'Etimologia Botanica di Alexandre de Thèis deriva dal greco πόλεμος (pòlemos, guerra). Plinio (Naturalis Historia XXV, 6) racconta che prende questo nome perchè fu all'origine di una guerra tra due re che si attribuivano la scoperta di questa pianta e delle sue proprietà. Era talmente rinomata che la si chiamava anche chilodiunàmia, da χίλιοι, mille e δύναμις, forza, potere, proprietà, cioè dotata di mille virtù, dal greco chílioi, mille, e dýnamis, potere.

L'epiteto specifico deriva dal verbo latino reptare (reptàre, strisciare a terra) in riferimento al portamento che differenzia la specie rispetto ad altre appartenenti al genere Polemonium, più slanciate e verticali.

9,00 €

Digitalis ferruginea...

Perenne a vita breve che si autodissemina facilmente. La specie è diffusa spontanea in molte regioni d'Italia, in particolare in boschi di caducifoglie e radure. Preferisce posizioni a mezzombra e terreno fertile, drenato, non arido.

Si consiglia di tagliare gli steli prima che i fiori vadano a seme per favorire l'allungamento della vita della pianta, che in questo modo si comporta come una perenne.

La cultivar 'Gelber Herold' diffusa sul mercato anche come 'Yellow Herold' (Gelber= Yellow in tedesco) ha fiori gialli, mentre la specie ha fiori più vicini all'arancio brunito.

Il genere Digitalis è recentemente entrato a far parte della famiglia delle Plantaginaceae, grazie ai nuovi metodi genetici di classificazione, mentre in precedenza era considerata un membro delle Scrophulariaceae.

L'epiteto generico fu assegnato da Leonhart Fuchs, botanico del '500, latinizzando il nome comune della digitale in tedesco. Da 'fingerhut', che ha il significato di 'ditale', ottenne Digitalis, da digitus dito, per la corolla a forma di ditale.

L'epiteto specifico deriva da ferrum (ferro), in riferimento al colore ferrugineo, color rosso bruno dei fiori della specie.

10,00 €

Euphorbia amygdaloides...

Sempreverde con foglie oblunghe verde scuro, lucide e steli verde chiaro che portano piccoli fiori giallo lime. Si adatta a posizioni in ombra e mezzombra, in terreni di diverso tipo, anche argillosi o poco irrigati. Una pianta che richiede pochissime attenzioni e non delude mai le aspettative. Si sviluppa rapidamente tramite rizomi sotterranei e forma bellissimi cespugli alti circa 30 cm da cui in primavera spuntano gli steli floreali, molto adatti anche per il reciso.

L'epiteto generico deriva da Εὔφορβος (èuforbos) Eufòrbo, medico greco, che secondo Plinio scoprì le proprietà medicinali di questa pianta. Il nome Eufòrbo deriva dal greco "ἐῧ éu" bene e "φέρβω férbo" nutrire: ben nutrito.

L'epiteto specifico è composto dai termini dal greco ἀμυγδάλη (amiugdále mandorla) e εἷδος (èidos sembianza) per la somiglianza delle foglie di questa Euphorbia con quelle di Prunus dulcis (mandorlo).

9,00 €

Brunnera macrophylla

Bellissima perenne della famiglia delle Boraginaceae originaria del Nord America, caratterizzata da grandi foglie a cuore ruvide coperte da una corta peluria e fiori azzurri che ricordano i Non ti scordar di me. Preferisce posizioni in ombra o ombra luminosa e terreni ricchi, ben drenati. Importante ridurre le irrigazioni durante l'estate, dopo la fioritura. Si dissemina facilmente ed è perfetta per angoli di sottobosco dove possa allargarsi liberamente formando fitti cuscini di foglie molto decorative.

L'epiteto generico è dedicato al botanico ed esploratore svizzero Samuel Brùnner (1790-1844).

L'epiteto specifico è composto dai termini greci μακρόϛ (macrós lungo, grande) e da φύλλον (fiùllon foglia)in riferimento alla dimensione delle foglie.

9,00 €

Lysimachia atropurpurea...

Lysimachia atropurpurea è una perenne a vita breve originaria dei Balcani. La cultivar Beaujolais ha aspetto molto simile alla specie, con foglie argento e fiori molto scuri riuniti in pannocchie leggermente curvate che ricordano un collo d'oca (da qui il nome comune in inglese Gooseneck loosestrife). Coltivare a mezzombra in terreno ben drenato e fertile.

L'epiteto generico deriva dal nome greco Λυσίμαχος (Lisìmachos) Lisimaco, generale macedone al seguito di Alessandro Magno, poi re di Tracia, Asia Minore e Macedonia: la leggenda narra che Lisimaco alimentasse i suoi buoi con foglie di Lysimachia per calmarli. Secondo Linneo potrebbe derivare invece da Lysimachus, re di Sicilia, di cui scrive anche Plinio. Il nome Lisimaco deriva comunque da λύσις μάχη (lùsis máche, che scioglie la battaglia), lo stesso significato di loosestrife, nome comune inglese di questo genere.

L'epiteto specifico è composto dalle parole latine ater(scuro) e purpureus(purpureo) con riferimento al colore porpora scuro dei fiori.

8,00 €

Acanthus hungaricus 'White...

Perenne rustica con foglie verde brillante e pannocchie di fiori formati da una parte superiore viola e un labbro inferiore bianco. In natura l'Acanthus è tipico di luoghi asciutti e terreni sassosi, resiste benissimo alla siccità e forma grandi cespugli molto decorativi. In giardino mostra la sua resistenza e affidabilità e si adatta ad ogni tipo di terreno, purchè abbia un buon drenaggio, preferibilmente a mezzombra. Questo ibrido di Acanthus è apprezzato per le dimensioni più contenute rispetto alla specie ed è quindi la scelta ideale anche per giardini più piccoli e per la coltivazione in vaso.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄκανϑα (ácantha) formato da ακέ (aké punta, ago) e ἄνϑοϛ (ánthos fiore): fiore spinoso, per via delle estremità aculeate delle foglie e delle capsule che racchiudono i semi. La mitologia greca parla inoltre della ninfa Acanto, amata da Apollo, ma non ricambiata. Il dio cercò di rapirla, ma lei reagì, graffiandolo in volto. Per punirla Apollo la trasformò nell'omonima pianta. Un'altra versione del mito racconta che l'amore del dio del sole venisse ricambiato dalla ninfa e che alla morte di Acanto Apollo decise di trasformarla nell'omonima pianta.

L'epiteto specifico indica la provenienza geografica della specie, originaria dell' Ungheria. Si trova talvolta indicata anche come Acanthus balcanicus.

15,00 €