Aquilegia vulgaris var. stellata 'Black Barlow'

8,00 €
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Cultivar con fiori scurissimi appartenente al gruppo delle Aquilegia stellata, caratterizzate da forma del fiore a stella e assenza di speroni. In giardino la posizione migliore è in terreno fertile, drenato, a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da alcune ore di sole che permettano lo sviluppo di piante sane e forti. In ombra troppo intensa tendono a perdersi nel tempo e disseminandosi cercano posizioni più soleggiate e terreno ben drenato, anche ghiaioso.

L'epiteto generico deriva da 'aquilina' , il nome utilizzato nei suoi testi da Alberto Magno, vescovo domenicano del 1200 appassionato di botanica. E' nel '500 che Carolus Clusius, nome latinizzato di Charles de L’Écluse riprende il nome Aquilina e cita il nome Aquilegia(libro VI, cap. 27), che verrà poi reso ufficiale da Linneo. È derivato dal latino aquila per i suoi nettarii, (le ghiandole che producono il nettare) uncinati come gli artigli dell'aquila.

L'epiteto specifico deriva da vulgus e in latino significa comune, ordinario, in riferimento alla grande diffusione in natura della specie.

La pianta è in vaso di 16 cm di diametro

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CR001A001

Scheda tecnica

Famiglia
Ranunculaceae Juss.
Nome botanico della specie
Aquilegia vulgaris stellata 'Black Barlow'
Accentazione e pronuncia
Aquilègia vulgàris
Altezza Massima
90 cm
Esposizione
Mezzombra
Colore
Almost Black
Fogliame
Semi-Sempreverde
Colore fogliame
Glauco
Fioritura
Aprile-Maggio

Riferimenti Specifici

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Cultivar con fiori candidi appartenente al gruppo delle Aquilegia stellata, caratterizzate da forma del fiore a stella e assenza di speroni. In giardino la posizione migliore è in terreno fertile, drenato, a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da alcune ore di sole che permettano lo sviluppo di piante sane e forti. In ombra troppo intensa tendono a perdersi nel tempo e disseminandosi cercano posizioni più soleggiate e terreno ben drenato, anche ghiaioso.

L'epiteto generico deriva da 'aquilina' , il nome utilizzato nei suoi testi da Alberto Magno, vescovo domenicano del 1200 appassionato di botanica. E' nel '500 che Carolus Clusius, nome latinizzato di Charles de L’Écluse riprende il nome Aquilina e cita il nome Aquilegia(libro VI, cap. 27), che verrà poi reso ufficiale da Linneo. È derivato dal latino aquila per i suoi nettarii, (le ghiandole che producono il nettare) uncinati come gli artigli dell'aquila.

L'epiteto specifico deriva da vulgus e in latino significa comune, ordinario, in riferimento alla grande diffusione in natura della specie.

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Hosta plantaginea 'Venus'

Hosta con foglie verdi e fiori bianchi, formati da tre giri di petali, profumati. E' una varietà a fioritura tardiva, registrata nel 1993 dalla Walter Gardens. Coltivare in terreno fertile, drenato a mezz'ombra. Posizioni troppo ombreggiate non favoriscono la fioritura.

L'epiteto generico deriva dal nome di Nicolaus Thomas Host (1761-1834), medico dell'imperatore d'Austria, studioso di graminacee e autore di una Flora dell'Impero Austro-Ungarico.

L'epiteto specifico indica la somiglianza delle foglie di questa specie a quelle di Plantago major, per la forma e le evidenti venature.

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Clematis serratifolia

Una Clematis a fioritura autunnale. Originaria della Cina, ha boccioli venati di bianco che si schiudono in fiori gialli leggermente profumati. Dopo la fioritura la pianta si copre di soffici pappi piumosi carichi di semi. Coltivare a mezzombra in terreno fertile, drenato.

L'epiteto generico deriva dal greco κλῆμα (clèma tralcio di vite), per la presenza di lunghi rami sarmentosi come quelli della vite.

L'epiteto specifico è composto dai termini latini serratus (serràtus a forma di sega) e folium (fòlium foglia): con foglie seghettate.

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Disporum longistylum 'Green...

Perfetto come molti altri Disporum per arricchire zone ombreggiate del giardino, grazie anche al fogliame sempreverde che persiste fino a primavera, quando spunta la nuova vegetazione e i vecchi rami possono essere tagliati. Erbacea longeva, alta e slanciata è stato scoperto e battezzato da Dan Hinkley nella provincia cinese di Sichuan. Ha fogliame verde lucido, sfumato di porpora nei mesi invernali e nuovi germogli verde scuro, sfumati di toni scuri. Raggiunge i 150/180 cm e alla sommità degli steli porta in Giugno- Luglio fiori bianco crema. Inizialmente è stato considerato un Disporum cantoniense, insieme a D. 'Night Heron', ma grazie al contributo di Bleddyn Wynn-Jones di Crug Farm entrambi sono stati identificati come Disporum longistylum. Coltivare in ombra luminosa o meglio a mezz'ombra, in terreno fertile, non arido.

L'epiteto generico è formato dalle parole greche δίς (dìs, doppio) e σπόρος (spòros, seme): perché ogni cella dell'ovario accoglie due semi al suo interno.

L'epiteto specifico deriva dall'unione delle parole latine longus lungo e stylus stilo, cioè dal lungo stilo, il prolungamento dell'ovario

12,00 €

Geranium 'Rozanne'

Una delle perenni più famose per la sua resistenza e per la durata della sua fioritura. Forma dei cespugli morbidi di foglie verde chiaro carichi di fiori blu malva con il centro bianco, luminoso, dalla primavera fino all'autunno inoltrato, per 6 mesi! Spogliante, vegeta nuovamente ogni primavera, raggiungendo in poco tempo le dimensioni finali. Preferisce terreni ben drenati e posizioni a mezzombra,dove può ricevere alcune ore di sole diretto. Può essere utilizzato nelle bordure o in vaso,anche come ricadente.

I fiori sono commestibili e possono essere usati a crudo su insalate, dolci, macedonie.

L'epiteto generico ha origine dal greco γεράνιον (gherànion geranio) come si trova scritto nel 'De Materia Medica' di Dioscoride. Il nome deriva da γέρανος (ghéranos gru): per i frutti simili al becco delle gru.

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Brunnera macrophylla...

Bellissima perenne con foglie a cuore argentate venate di verde. I fiori sbocciano in primavera e ricordano i Non ti scordar di me per colore e forma. Preferisce posizioni in ombra o mezzombra e terreni ricchi, ben drenati. Nella nostra esperienza è una delle varietà più resistenti all'esposizione a qualche ora di sole. Importante ridurre le irrigazioni durante l'estate, dopo la fioritura. Questa varietà è stata introdotta sul mercato nel 2012 dal vivaio olandese Spitsbergen-Willemsen, ottenuta come miglioramento delle qualità di Brunnera macrophylla 'Jack Frost'.

L'epiteto generico è dedicato al botanico ed esploratore svizzero Samuel Brùnner (1790-1844).

L'epiteto specifico è composto dai termini greci μακρόϛ (macrós lungo, grande) e da φύλλον (fiùllon foglia)in riferimento alla dimensione delle foglie.

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Primula vulgaris 'Drumcliff'

Bellissima selezione di Primula vulgaris proposta sul mercato nel 2011. Scoperta dal collezionista Joe Kennedy, è stata lanciata da Fitzgerald Nurseries e battezzata in onore del poeta William Butler Yeats. Drumcliff è infatti il nome della località irlandese che ospita la sua tomba. Ha foglie scure e fiori rosa cipria con la gola gialla e un sorprendente vigore se paragonata ad altre cultivar a foglia scura, molto meno forti e stabili nel tempo. Coltivare in terreno fertile, drenato, a mezzombra, possibilmente sotto ad alberi e arbusti a foglia caduca: in questo modo riceverà luce nei mesi invernali e primaverili per poi essere protetta dalle chiome.

L'epiteto generico è un diminutivo di prímus (primo), per la precoce fioritura, essendo fra le prime specie a fiorire dopo l'inverno.

L'epiteto specifico deriva dal termine latino vulgus volgo, col significato di molto comune, diffusa.

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Aquilegia vulgaris

Erbacea perenne a fiori blu diffusa allo stato spontaneo in Italia. In giardino la posizione migliore è in terreno fertile, drenato, a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da alcune ore di sole che permettano lo sviluppo di piante sane e forti. In ombra troppo intensa tendono a perdersi nel tempo e disseminandosi cercano posizioni più soleggiate e terreno ben drenato, anche ghiaioso.

L'epiteto generico deriva da 'aquilina' , il nome utilizzato nei suoi testi da Alberto Magno, vescovo domenicano del 1200 appassionato di botanica. E' nel '500 che Carolus Clusius, nome latinizzato di Charles de L’Écluse riprende il nome Aquilina e cita il nome Aquilegia(libro VI, cap. 27), che verrà poi reso ufficiale da Linneo. È derivato dal latino aquila per i suoi nettarii, (le ghiandole che producono il nettare) uncinati come gli artigli dell'aquila.

L'epiteto specifico deriva da vulgus e in latino significa comune, ordinario, in riferimento alla grande diffusione in natura della specie.

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Brunnera macrophylla 'Betty...

Bellissima perenne della famiglia delle Boraginaceae, caratterizzata da grandi foglie argentate, a cuore, ruvide, coperte da una corta peluria e fiori bianchi che ricordano nella forma i Non ti scordar di me. Preferisce posizioni in ombra luminosa o mezz'ombra e terreni ricchi, ben drenati. Se cresciuta più al sole richiede irrigazioni costanti, mentre se coltivata in ombra deve essere bagnata un po' meno dopo la fioritura, per non incorrere in marciumi. Si dissemina facilmente ed è perfetta per angoli di sottobosco dove possa allargarsi liberamente formando fitti cuscini di foglie molto decorative.

L'epiteto generico è dedicato al botanico ed esploratore svizzero Samuel Brùnner (1790-1844).

L'epiteto specifico è composto dai termini greci μακρόϛ (macrós lungo, grande) e da φύλλον (fiùllon foglia)in riferimento alla dimensione delle foglie.

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Hosta 'Orion's Belt'

Introdotta nel 2003 da Dick e Jane Ward come ibrido di H. 'Pin Stripe' x H. montana f. macrophylla. Ha un fogliame sorprendente, verde azzurro, bordato di bianco crema. Col progredire della stagione le foglie diventano più verdi e i margini più bianchi. I bordi delle foglie sono elegantemente ondulati e il portamento è tondeggiante e armonioso. Coltivare a mezzombra o ombra luminosa in terreno fertile, drenato. Come tutte le Hosta si adatta benissimo alla coltivazione in vaso.

L'epiteto generico deriva dal nome di Nicolaus Thomas Host (1761-1834), medico dell'imperatore d'Austria, studioso di graminacee e autore di una Flora dell'Impero Austro-Ungarico.

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10,00 €

Geranium macrorrhizum...

Luminosa e abbondante fioritura bianca soffusa di rosa per questa tappezzante di rapido sviluppo. 'Spessart' è una selezione orticola a fiore bianco della specie diffusa anche in Italia allo stato spontaneo (con fiori rosa intenso). Il fogliame è molto aromatico, sempreverde e in autunno/inverno si tinge di rosso diventando ancora più bello. Si coltiva a mezz'ombra, ma tollera bene posizioni più ombreggiate o più soleggiate rivelandosi particolarmente versatile e resistente. Una volta ambientato sopporta anche irrigazioni ridotte. Le giovani foglie possono essere usate per aromatizzare insalate, tagliate in strisce sottili. I fiori sono commestibili e vengono usati a crudo per arricchire e decorare.

L'epiteto generico ha origine dal greco γεράνιον (gherànion geranio) come si trova scritto nel 'De Materia Medica' di Dioscoride. Il nome deriva da γέρανος (ghéranos gru): per i frutti simili al becco delle gru.

L'epiteto specifico deriva dal greco μακρόϛ (macrós, grande) e da ῥίζα (ríza, radice): con grandi radici.

10,00 €

Anemone 'Ruffled Swan'

Una delle Anemone della serie Swan, selezionata da ibridazioni spontanee tra A.hupehensis e A.rupicola da Eizabeth MacGregor nel suo vivaio in Scozia e lanciata dal vivaio Hardy's Cottage Garden Plants nel 2001 al Chelsea Flower Show. 'Ruffled Swan' ha fiori doppi formati da sepali bianchi con la pagina inferiore sfumata di blu/viola e come tutte le altre cultivar di questa serie ha portamento compatto e non si allarga tramite rizomi. La posizione ideale è a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da 3 o 4 ore di sole, meglio se al mattino. Rispetto ad Anemone x hybrida (le classiche e più diffuse, conosciute come Anemone giapponese o autunnale) fiorisce più abbondantemente, iniziando già da Giugno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra.

'' ...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

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12,00 €

Asparagus verticillatus

Una specie insolita, poco diffusa, molto resistente. Dopo circa 3 anni dalla piantumazione inizia a svilupparsi in modo rapido e ad ogni primavera si sviluppa in altezza fino a diversi metri. Necessita di supporti o di essere cresciuto vicino ad altre piante che forniscano sostegno e all'interno della cui struttura possa crescere e salire. Il fogliame è fine, verticillato e ricorda quello delle varietà coltivate ad uso ornamentale per gli interni (ad esempio Asparagus densiflorus). Quando la pianta si è ambientata e ha raggiunto un adeguato apparato radicale inizia a fiorire ogni primavera. Per la fruttificazione è necessario coltivare una pianta femminile e una maschile. Si dissemina facilmente. Coltivare in terreno fertile, drenato, a mezz'ombra, evitando posizioni troppo ombreggiate.

In autunno il fogliame assume bellissime colorazioni dal giallo all'arancio prima di cadere.

I giovani getti sono commestibili e vengono mangiati dopo essere stati sbollentati, nello stesso modo in cui si utilizza Asparagus officinalis.

L'epiteto generico è di origine incerta. Potrebbe derivare dal greco ἀσπάραγος (aspáragos, come si trova scritto in Teofrasto) a sua volta derivato dal persiano asparag (aspàrag, germoglio) a confermare l'origine geografica di questo genere. Un'altra possibile etimologia da σπαράσσειν (sparássein  lacerare) per le spine di cui sono provviste molte specie di questo genere.

L'epiteto specifico deriva da vertere (vèrtere girare attorno) in riferimento alle foglie verticillate, disposte cioè attorno al fusto centrale.

18,00 €

Strobilanthes rankanensis

La più bella nel suo genere! Molti sono i pregi: resistenza, vigore, fioritura tardiva, quantità impressionante di fiori e infine il colore dei fiori.

Coltivare a mezz'ombra, in terreno fertile, irrigato regolarmente. Si consiglia di cimare con decisione in primavera (e se necessario anche in seguito fino all'inizio di Luglio)per favorire l'accestimento e un portamento più compatto. La fioritura è molto tardiva e inizia dalla metà di Ottobre, regalando un guizzo di colore al giardino autunnale. Facilissima da coltivare, dà grandi soddisfazioni e si è rivelata molto più rustica di quanto riportato dalla letteratura botanica.

L'epiteto generico deriva dalle parole greche στρόβιλος(stròbilos, cono) e ἄνθος(ànthos, fiore), in riferimento al particolare modo in cui le foglie e le brattee avvolgono i fiori.

L'epiteto specifico deriva invece dai termini latini ater (scuro) e purpureus (purpureo), cioè color porpora, per il colore scuro dei fiori.

12,00 €

Bergenia 'Bressingham White'

Perenne rizomatosa sempreverde con foglie verde scuro di dimensioni ridotte rispetto a quelle di Bergenia crassifolia, diffusa nei nostri giardini. In primavera gli steli floreali rossi portano fiori bianchi che persistono a lungo sulla pianta. In autunno e inverno il fogliame assume toni rossastri. La posizione ideale è in ombra o mezzombra, in terreno fertile, drenato, non eccessivamente bagnato in estate. Le Bergenia sopportano infatti più facilmente periodi di siccità (una volta ambientate)che irrigazioni troppo abbondanti.

L'epiteto generico è stato assegnato in onore del botanico tedesco Karl August von Bergen (1704-1759).

8,00 €

Petasites japonicus var....

Cutivar variegata con fogliame molto decorativo, variegato, per terreni ricchi, fertili, umidi. Perfetta a bordo lago oppure in terreni argillosi irrigati regolarmente, soprattutto in estate. Gli steli floreali spuntano dal terreno prima delle foglie, in Marzo, e i fiori continuano a schiudersi finchè le prime foglie non cominciano ad aprirsi. Si sviluppa con stoloni formando fitte colonie. La variegatura si mantiene ed è più evidente se coltivato in posizioni raggiunte per alcune ore dal sole.

L'epiteto generico deriva da petasus (in greco πέτᾰσος pétasos) un cappello a grandi falde, per le foglie di grandi dimensioni.

L'epiteto specifico indica il luogo in cui è stata identificata la specie.

L'epiteto varietale fa riferimento alle dimensioni di questa varietà spontanea.

9,00 €