Anemone tomentosa 'Robustissima'

10,00 €
Iva incl.
Varietà di Anemone autunnale con stami gialli al centro, circondati da 5 sepali rosa chiaro con la pagina inferiore rosa scuro. Coltivare a mezzombra in terreno drenato, fertile, irrigato regolarmente. La condizione ideale di coltivazione è con un'esposizione di 3 o 4 ore di sole al giorno, perché in posizioni troppo ombreggiate le Anemone tendono a perdere struttura, a piegarsi e a fiorire meno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.
L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra. 

'' ...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

L'epiteto specifico deriva dal latino tomentum (tomèntum peluria): in riferimento alla peluria che ricopre i fusti e la pagina inferiore delle foglie.

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La pianta è in vaso di 16 cm di diametro

Quantità
Disponibile

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Scheda tecnica

Famiglia
Ranunculaceae Juss.
Nome botanico della specie
Eriocapitella tomentosa (Maxim.) Christenh. & Byng
Accentazione e pronuncia
Anèmone tomentòsa (femminile)
Sinonimo
Anemone tomentosa (Maxim.) C.Pei
Altezza Massima
120 cm
Esposizione
Mezzombra
Colore
Rosa
Fogliame
Spogliante
Colore fogliame
Verde
Fioritura
Agosto-Ottobre
Rusticità
Oltre -20°C

Riferimenti Specifici

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Beesia calthifolia

Erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Ranuncolaceae, originaria della Cina, introdotta in Occidente da Dan Hinkley, famoso 'cacciatore di piante'. A lui va infatti il merito per averla identificata nel 1996 sull' altopiano di Zhongdian, nella provincia dello Yunnan. Sempreverde, ha foglie a cuore, lucide, molto decorative, portate da steli sottili ed eleganti, ma ben strutturati. Il fogliame nasce bronzato in primavera, matura in verde e in inverno il fogliame tende ad assumere sfumature scure. Rustica ben oltre i -20°C è la scelta ideale per tappezzare zone del giardino ombrose e con terreno ricco, fertile, mai arido, ma tollera anche alcune ore di sole. Gli steli floreali spuntano durante la primavera, raggiungono i 45 cm e portano per tutta la stagione piccoli fiori bianchi, con un effetto simile alle infiorescenze di Heucherella e Tiarella.

In Cina sono conosciute fin dall'antichità le sue proprietà curative per dolori reumatici e influenza.

L'epiteto generico ricorda l'azienda inglese Bees of Chester, che finanziò diverse spedizioni di ricerca botanica in Cina guidate da George Forrest e Frank Kingdon-Ward, due tra i più famosi 'plant hunters' del XX secolo. Il merito per l'introduzione in occidente di questa pianta va comunque a Dan Hinkley.

L'epiteto specifico significa 'con foglie simili a quelle di Caltha' (C. palustris, altra appartenente alla famiglia delle Ranuncolaceae).

10,00 €

Narcissus 'White Marvel'

Una versione doppia del famosissimo Thalia, creata da G. Zandbergen-Terwegen nella prima metà del '900. Vincitore dell' Award of Merit 1953 e nel 1976. I fiori sono doppi: quando si schiudono hanno il centro verde/giallo ma matura velocemente in bianco puro.

L'epiteto generico ha origine dal greco νάρκη nárke torpore, secondo Plinio riferito al forte profumo (narcotico); ma richiama anche il mito di Narciso (Νάρcισσος Narcissos), che specchiandosi nell'acqua (con la testa inclinata verso il basso proprio come molti Narcisi) si innamorò del suo stesso riflesso.

E' molto resistente e reagisce bene anche a terreni difficili. Coltivare in posizioni da soleggiate a semiombreggiate, con irrigazioni nel periodo prima e durante la fioritura, sospese o comunque ridotte dopo gli ultimi fiori per evitare marciumi. Dove possibile si consiglia di garantire drenaggio.

Ogni vaso contiene 3 bulbi, già radicati e pronti a fiorire.

7,00 €

xHeucherella 'Sunrise Fall'

Un nuovo gruppo di Heucherella, frutto del lavoro di ibridatori americani, con portamento ricadente o tappezzante in fiore tutta l'estate e talvolta fino ad autunno inoltrato. Questa cultivar ha foglie verde acido macchiate di porpora. Coltivare in terreno fertile, drenato, in ombra luminosa, per uno sviluppo ideale. Fare attenzione a non coprire troppo il colletto della pianta al momento del trapianto per evitare marciumi.

L'epiteto generico è un diminutivo di Heuchera, genere dedicato al botanico tedesco Johann Heinrich von Heucher (1677-1747). Le Heucherella sono il frutto di ibridazione intergenerica (indicata dal simbolo x prima del nome di genere) tra Heuchera e Tiarella e il primo esemplare fu ottenuto nel 1912 da Emile Lemoine, che creò un ibrido sterile tra Heuchera × brizoides e Tiarella cordifolia.

Il nome Heucherella è quello che Lewis Carrol (in 'Through the Looking-Glass, and What Alice Found There') definisce un portmanteau ((por'mantò, dal francese 'valigia')) o in italiano una parola macedonia o neologismo sincratico, cioè la parola che nasce dall'unione di due termini tra loro diversi.

10,00 €

Astrantia major 'Roma'

Un ibrido del 2000 di Aad Geerlings di Future Plants, con alti steli che portano fiori rosa dalla fine della primavera all'inizio dell'estate. L'infiorescenza è composta da piccoli fiori simili a spilli appuntati sul bottone centrale, circondati da brattee cartacee sfumate di rosa. L'effetto finale è un colore rosa traslucido che aumenta con la maturazione del fiore e con una maggiore esposizione al sole. Preferisce terreni ricchi e freschi, ma ben drenati. Si consiglia di ridurre le irrigazioni durante l'estate, perché dopo la fioritura ha bisogno di una minore quantità di acqua.

L'epiteto generico deriva dal greco αστήρ (astér stella, astro) e ἄνϑοϛ (ánthos fiore) in riferimento alla forma delle infiorescenze.

L'epiteto specifico è formato dal comparativo di magnus (grande), quindi 'maggiore, più grande', rispetto ad Astrantia minor. Il termine in latino sarebbe scritto maior, ma in latino botanico è stato utilizzato nella forma major ed è da considerarsi quindi valido, anche se linguisticamente scorretto.

La cultivar 'Roma' fiorisce in modo abbondante e prolungato. Consigliamo di recidere gli steli sfioriti per favorire la rifiorenza.

8,00 €

Hakonechloa macra 'Naomi'

Una varietà scoperta nel trial garden di Olivier Bennato Chez ('padre' di H. macra 'Nicolas') in Francia e diventata popolare per la bellezza autunnale e il portamento compatto. Il fogliame è verde e presenta striature crema irregolari. Molto simile nel colore primaverile a Hakonechloa macra 'Aureola' si distingue però per i toni rossi che assume in autunno e che la rendono molto decorativa. Coltivare a mezzombra in terreno fertile, umifero, mai arido.

L'epiteto generico deriva dal nome del monte Hakone (Prefettura di Kanagawa, Giappone) e dal greco χλόα (chlóa erba): erba del monte Hakone, in riferimento alla provenienza dei primi esemplari identificati in natura.

L'epiteto specifico macra deriva dal greco μακρόϛ (macrós lungo, grande) in riferimento alle lunghe foglie di questo genere.

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10,00 €

Strobilanthes rankanensis

La più bella nel suo genere! Molti sono i pregi: resistenza, vigore, fioritura tardiva, quantità impressionante di fiori e infine il colore dei fiori.

Coltivare a mezz'ombra, in terreno fertile, irrigato regolarmente. Si consiglia di cimare con decisione in primavera (e se necessario anche in seguito fino all'inizio di Luglio)per favorire l'accestimento e un portamento più compatto. La fioritura è molto tardiva e inizia dalla metà di Ottobre, regalando un guizzo di colore al giardino autunnale. Facilissima da coltivare, dà grandi soddisfazioni e si è rivelata molto più rustica di quanto riportato dalla letteratura botanica.

L'epiteto generico deriva dalle parole greche στρόβιλος(stròbilos, cono) e ἄνθος(ànthos, fiore), in riferimento al particolare modo in cui le foglie e le brattee avvolgono i fiori.

L'epiteto specifico deriva invece dai termini latini ater (scuro) e purpureus (purpureo), cioè color porpora, per il colore scuro dei fiori.

12,00 €

Eomecon chionantha

Unico appartenente al genere Eomecon, affascinante e insolito per aspetto e comportamento. Erbacea perenne originaria della Cina, si diffonde con stoloni e produce foglie a cuore lunghe circa 30 cm e glauche, cerate, idrorepellenti, spesso sfumate di rosso sulla pagina inferiore. Gli steli floreali si alzano in primavera, rossastri e portano fiori bianco puro, formati da 4 petali attorno ad un centro formato da stami con antere gialle. La pianta contiene una sostanza tossica per le lumache e quindi non è per loro appetibile.

Si coltiva in ombra luminosa o mezzombra, in terreno fertile, ricco di sostanza organica e umifero, non arido, oppure vicino a corsi d'acqua o laghetti. Un terreno irrigato senza eccedere può essere una pratica per contenere l'espansione, anche se l'altezza finale della pianta potrebbe essere più contenuta. Si dissemina in modo limitato e la diffusione avviene in modo più evidente con le radici stolonifere.

L'epiteto generico è composto dalle parole greche ἠώς (èos alba, ma anche l'Est) e μήκων (mècon papavero), cioè Papavero dell' Est, in riferimento alle zone di provenienza di questa perenne, la Cina.

L'epiteto specifico deriva dal greco χιών(chiòn neve) e ἄνϑοϛ (ánthos fiore), cioè dai fiori bianchi come la neve.

12,00 €

Lamium galeobdolon susbp....

Erbacea perenne sempreverde utilissima come tappezzante o ricadente per posizioni ombreggiate. Tollera brevi periodi di siccità una volta ben radicata e si sviluppa molto rapidamente, specialmente se trova terreni fertili.

L'epiteto generico deriva dal greco λαιμός (laimós gola) per la forma del fiore, che ricorda una bocca aperta. Plinio (XXI, 15, Historia Naturalis) parla di una pianta simile all'ortica, ma che non punge e la chiama Lamium. Interessante il nome comune in francese, 'ortie morte', cioè ortica morta, che non punge.

L'epiteto specifico deriva dal greco γᾰλεόβδολον (galeòbdolon una specie di ortica fetida citata da Dioscoride nel De Materia Medica). Il nome deriva da γᾰλέη (galée  puzzola) e da βδόλος (bdólos fetore): per l’odore fetido delle foglie stropicciate.

7,00 €

Digitalis parviflora

Varietà perenne con fiori color cioccolato. Porta spighe di fiori più basse rispetto ad altre varietà, raggiungendo al massimo i 70 cm. Coltivare al sole o mezzombra in terreno ben drenato, fertile, non arido. La fioritura in Maggio-Giugno produce una gran quantità di semi. Si consiglia di lasciar arrivare a maturazione alcuni steli per favorire l' autodisseminazione. La forma allungata delle foglie, simili a quelle del salice, le ha fatto guadagnare il nome inglese di 'willow-leaved foxglove'.

Il genere Digitalis è recentemente entrato a far parte della famiglia delle Plantaginaceae, grazie ai nuovi metodi genetici di classificazione, mentre in precedenza era considerata un membro delle Scrophulariaceae.

L'epiteto generico fu assegnato da Leonhart Fuchs, botanico del '500, latinizzando il nome comune della digitale in tedesco. Da 'fingerhut', che ha il significato di 'ditale', ottenne Digitalis, da digitus dito, per la corolla a forma di ditale.

L'epiteto specifico è formato dai termini latini parvus (pàrvus, piccolo) e da flos floris (fiore) perché ha fiori più piccoli rispetto ad altre specie di Digitalis.

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10,00 €

Aquilegia chrysantha...

Una perenne di origine nordamericana, vigorosa e che si dissemina facilmente. Ha foglie glauche e fiori gialli, con lunghi speroni, inizialmente piegati verso il basso e poi disposti in orizzontale alla sommità degli alti steli. La specie è tipicamente diffusa anche in Italia ai margini di zone boschive. In giardino la posizione migliore è in terreno fertile, drenato, a mezzombra o pieno sole. Rispetto ad altre specie sopporta bene anche posizioni molto soleggiate, mentre in ombra fatica ad ambientarsi.

L'epiteto generico deriva da 'aquilina' , il nome utilizzato nei suoi testi da Alberto Magno, vescovo domenicano del 1200 appassionato di botanica. E' nel '500 che Carolus Clusius, nome latinizzato di Charles de L’Écluse riprende il nome Aquilina e cita il nome Aquilegia(libro VI, cap. 27), che verrà poi reso ufficiale da Linneo. È derivato dal latino aquila per i suoi nettarii, (le ghiandole che producono il nettare) uncinati come gli artigli dell'aquila.

L'epiteto specifico deriva dal greco χρυσόϛ (criusós oro) e da ἄνϑοϛ (ánthos fiore): con fiori giallo oro.

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9,00 €

Houttuynia cordata var. plena

Erbacea perenne con foglie dalla forma a cuore e fiori doppi, simili a piccole gardenie. La posizione ideale per la coltivazione è a mezzombra, in terra fertile, ricca di sostanza organica, irrigata regolarmente. Può essere coltivata al sole aumentando la quantità di acqua a sua disposizione.

Ha foglie caratterizzate da un forte aroma, un misto di agrumi e pesce, che le ha fatto guadagnare tra gli altri il nome comune di fish leaf(foglia pesce). In oriente è utilizzata per aromatizzare zuppe e  insalate. La radice viene utilizzata nella preparazione di un particolare tipo di chutney e le foglie sono usate in alternativa a quelle del The.

L'epiteto generico celebra il naturalista e botanico olandese Maarten Houttuijn (1720-1798), mentre l'epiteto specifico deriva dal latino cor, cordis(cuore) con riferimento alla forma delle foglie.

L'accentazione di questa pianta è motivo di animata discussione. Noi de 'I Giardini dell'Indaco' adottiamo nel modo più fedele possibile la pronuncia e accentazione latine degli epiteti generici e specifici. Per maggiori informazioni puoi trovare un articolo nel nostro blog sull'accentazione e sulla pronuncia dei nomi botanici.

10,00 €

Chasmanthium latifolium

Conosciuta anche come Avena selvatica, è originaria del Nord America. Ha foglie verdi durante l'estate, arancio brunite in autunno. Alla fine dell'estate produce pannocchie di spighe verdi, appiattite, pendule, molto decorative, che col procedere della stagione virano al bronzo. Se coltivata in pieno sole ha portamento più ordinate, mentre a mezzombra tende a piegarsi, ma ha foglie più verdi e fresche.

Basionimo (cioè sinonimo da cui il nome più corretto e aggiornato prende parte del nome): Uniola latifolia, battezzata così dal botanico francese della fine del '700 André Michaux.

L'epiteto generico è composto dalle parole greche χὰσμη (csàsme, bocca aperta) e ἄνθεμον (ánthemon fiore) in riferimento al comportamento delle glume (le brattee cartacee che rivestono i semi delle graminacee) che si aprono, come una bocca che sbadiglia, quando il seme è maturo.

L'epiteto specifico deriva dal latino latus (largo, esteso) e da folium (foglia) in riferimento alla forma delle foglie.

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12,00 €

Persicaria virginiana...

Una varietà di Persicaria con foglie bicolore, bianco crema e verde e fiori rossi. Perfetta per dare luce ad un punto ombroso del giardino o del balcone, senza esigenze particolari e ridotta manutenzione. Si dissemina meno di Persicaria virginiana filiformis e rispetto a quest'ultima è più alta e ha foglie più grandi.

Coltivare in ombra luminosa o mezzombra (al massimo sole del mattino presto).

L'epiteto generico deriva da malus persica (pesco) per le foglie simili a quelle del pesco di molte specie in questo genere.

L'epiteto specifico fa riferimento all'origine nord americana della specie.

8,00 €

Trollius x cultorum 'Cheddar'

Una perenne troppo poco apprezzata dai giardinieri italiani, forse perchè considerata ( a torto) difficile. Possiamo dire invece che si è rivelata forte, vigorosa e sorprendentemente fiorifera! La posizione ideale per il Trollius è a mezz'ombra, raggiunto da alcune ore di sole del mattino o del tardo pomeriggio (evitando le ore di sole più intenso), in terreno drenato, fertile, umifero, irrigato regolarmente. I fiori si schiudono dalla primavera all'inizio dell'estate e poi sporadicamente fino all'autunno, specialmente se la pianta trova le condizioni ottimali.

L'epiteto generico è stato creato da Linneo riprendendo il nome 'flos trollius' dato al Trollius europaeus dal naturalista svizzero Conrad Gessner (1516-1565). Flos trollius è la latinizzazione del nome volgare locale 'trollblume', cioè fiore globoso, (dal tedesco trol/trolen rotondo, globoso).

L'epiteto specifico è il genitivo plurale di cultor (coltivatore), cioè alla lettera 'dei coltivatori, dei giardinieri', in riferimento all'origine orticola (non spontanea) di questa specie.

9,00 €

Deschampsia cespitosa

Graminacea ornamentale a spigatura precoce, diffusa in natura in gran parte d'Italia. In inglese le graminacee come la Deschampsia vengono chiamate 'cool season grasses': graminacee che hanno una spigatura all'inizio della stagione, quando le temperature non sono ancora alte. Ha foglie semi-sempreverdi e alti steli con spighe piumose, con un effetto d'insieme leggero e molto elegante. Preferisce terreni ricchi, non aridi, anche argillosi e posizioni al sole o mezzombra.

L'epiteto generico è stato assegnato in ognore di Louis Auguste Deschamps (1765-1842), medico, naturalista e botanico francese.

L'epiteto specifico deriva da caespes (cèspes, zolla erbosa): cespitoso, accespito, per il portamento della pianta, che cresce a fitti ciuffi. In alcuni vecchi testi si trova scritta con il binomio -ae-, caespitosa (cespitosa), ormai in disuso.

Linneo l'aveva battezzata Aira cespitosa, da Αἶρα (àira, nome greco di Lolium temulentum come si trova in Dioscoride II,93), che Linneo probabilmente aveva erroneamente considerato affine alla Deschampsia. 

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10,00 €

Epimedium 'Mandarin Star'

Fiori bianchi con il centro giallo, bellissimo!La posizione ideale per la coltivazione è in ombra luminosa o mezz'ombra, in terreno fertile e drenato. Una volta ambientati gli Epimedium si rivelano piante molto forti e versatili, capaci di sopportare anche brevi periodi di siccità. Se però le irrigazioni sono regolari, specialmente durante e dopo la fioritura, molte varietà sono capaci di rifiorire.

L'epiteto generico deriva dal termine greco ἐπιμήδιον (epimédion) che si trova per la prima volta nel De Materia Medica di Dioscoride (IV, 19), usato per identificare una pianta originaria della Media (più o meno l'attuale Iran/Azerbaigian/Armenia). Le maggior parte delle specie proviene da Cina, Giappone, Korea e Vietnam. Ma sono presenti specie in Italia, Balcani e Medio Oriente(la Media di Dioscoride). Si può supporre che, per la coincidenza tra fonti classiche e rinvenimenti botanici, Linneo decidesse quindi di utilizzare il nome Epimedium dei testi classici per battezzare tutti gli appartenenti a questo raggruppamento botanico che si estendeva dal Mediterraneo fino all'Oriente, considerando probabile che Dioscoride conoscesse gli Epimedium del Medio Oriente, ma non avesse avuto esperienza diretta delle specie di Cina e Giappone.Nella cultura orientale diverse specie di Epimedium sono considerate un potente afrodisiaco e una cura per i problemi ossei, per le riconosciute proprietà antiossidanti, cardioprotettive e stimolanti del sistema circolatorio.

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