Campanula poscharskyana

7,00 €
Iva incl.

Perenne rizomatosa sempreverde dal portamento ricadente o strisciante per posizioni a mezzombra in vaso o in terra. Forma densi cuscini carichi di fiori a stella blu lavanda che si schiudono da Maggio a Settembre, specialmente se la pianta viene cimata dopo la prima fioritura. Preferisce terreni mediamente umidi e ben drenati, quando si dissemina nasce tra le pietre dei selciati, nei muretti e si rivela molto resistente anche a brevi periodi di siccità. Quando cresce vicino a un muro tende ad appoggiarsi e a crescere in altezza per una ventina di centimetri, come se si arrampicasse.

L'epiteto generico è il diminutivo del termine latino campana( campàna, campanella), in riferimento alla forma dei fiori.

L'epiteto specifico è dedicato al botanico tedesco Gustav Adolf Poscharsky (1832-1915).

La pianta è in vaso di 12 cm di diametro

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Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Campanula poscharskyana Degen
Accentazione e pronuncia
Campànula poscarschiàna
Altezza Massima
20 cm
Esposizione
Mezzombra
Colore
Viola
Fogliame
Sempreverde
Colore fogliame
Verde
Fioritura
Maggio-Settembre

Riferimenti Specifici

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Anemone x hybrida...

Varietà vigorosa con alti steli scuri e fiori rosa intenso formati da 6 (raramente 7) sepali. Necessita di alcune ore di sole ed irrigazioni dal basso per evitare eccessiva umidità sulle foglie che può favorire l'insorgere di malattie fungine. Coltivare a mezzombra in terreno drenato, fertile, irrigato regolarmente. La condizione ideale di coltivazione è con un'esposizione di almeno 3 o 4 ore di sole al giorno perché in posizioni troppo ombreggiate le Anemone tendono a perdere struttura, a piegarsi e a fiorire meno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra.

''...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

Le Anemone vennero introdotte dall' Oriente in Europa dal botanico Robert Fortune nel 1844. Le Anemone x hybrida, chiamate comunemente Anemone giapponesi sono tutte il risultato di ibridazione tra A. japonica e A. vitifolium.

12,00 €

Lamprocapnos spectabilis...

Il genere Dicentra è originario dell'Asia. I primi esemplari furono introdotti in Inghilterra a metà del 1800 da Robert Fortune, botanico scozzese e appassionato ricercatore di piante insolite. Questa varietà è caratterizzata dalla bellezza e dal vigore della specie, solitamente con fiori rosa carico o bianchi, uniti ad un colore intenso e insolito e a fusti e foglie soffusi di rosso. I fiori hanno la tipica forma a cuore che le ha fatto guadagnare il nome di 'Bleeding Heart' all'estero e 'Cuore di Maria' in Italia. E' conosciuta anche come 'Lady-in-a-bath' perché capovolgendo i fiori e aprendo i sepali rossi si può vedere una figura femminile bianca in una 'vasca da bagno'. Coltivare in ombra luminosa o mezzombra in terreno drenato e fertile. Talvolta la pianta va in riposo vegetativo durante l'estate per poi germogliare nuovamente all'inizio dell'autunno.

L'epiteto generico Lamprocapnos è formato dai termini greci λαμπρός (lamprós splendido, raggiante) e καπνός (kapnόs il nome della Fumaria in Dioscoride 4.109). E' stato scelto come nuovo nome da Tatsundo Fukuhara, ricercatore del Dipartimento di Botanica di Kyoto. Il significato del nome è incerto e non si trovano indicazioni, ma è stato scelto probabilmente  col significato di Fumaria dai fiori splendenti. Fumaria spectabilis è infatti il nome con cui Linneo registrò il Lamprocapnos spectabilis (come si trova nell' erbario di Linneo, LINN 881).

Il sinonimo ( e precedente nome generico) Dicentra deriva dal greco δίς (dìs doppio, due volte) e da κέντρον (chéntron sperone), per i sepali che si prolungano in due lunghi speroni.

L'epiteto specifico in latino significa spettacolare, ammirevole.

Varietà vincitrice dell' Award of Garden Merit della Royal Horticoltural Society nel 2014.

10,00 €

Trillium grandiflorum

Erbacea perenne originaria del Nord America, diiffusa nei boschi giovani di Acero e Faggio e in fiore all'inizio della stagione, prima che le chiome degli alberi portino ombra nel sottobosco. Ha un corto rizoma sotterraneo da cui spunta un peduncolo che porta brattee verdi e un singolo fiore bianco. Quello che viene talvolta definito 'stelo' è in realtà un peduncolo e quindi piuttosto che parlare di foglie (portate da uno stelo) si parla di brattee ( portate da un peduncolo). Richiede un terreno fertile, sciolto, ricco di sostanza organica, drenato, in ombra luminosa.

In natura è spesso a rischio perché molto apprezzato da alcuni cervidi, che brucano la parte aerea (e quindi delle tre brattee verdi, addette alla fotosintesi) impedendo lo sviluppo del rizoma e della pianta.

Nel 1803 Andè Michaux lo battezzò Trillium rhomboideum var. grandiflorum nel suo testo Flora Boreali-Americana. Il nome Trillium rhomboideum oggi è un sinonimo di Trillium erectum, caratterizzato da fiori rossi e fioritura precoce. Il primo ad utilizzare la forma attuale del nome botanico Trillium grandiflorum è stato Richard Anthony Salisbury nel 1805.

L'epiteto generico deriva dal latino trilix (trìlix, triplice). Presenta infatti due gruppi di tre stami all'interno del calice, composto da tre tepali, e il suo fusto ha tre brattee verdi, simili a foglie. Le vere foglie si trovano attorno al rizoma, sotto terra.

L'epiteto specifico è formato dai termini latini grandis (grande) e flos floris (fiore), per i grandi fiori tipici della specie.

Ha ricevuto il Garden Merit Award della Royal Horticoltural Society nel 1993.

10,00 €

Thalictrum delavayi...

Un ibrido dalla fioritura abbondante che da Giugno a Settembre illumina gli angoli ombreggiati del giardino.
L'effetto è quello di una Gypsophila(o velo di sposa) alto 2metri e carico di fiori di un delicato color glicine.
Si consiglia di coltivare a mezzombra in terreno drenato, ricco, fertile e di sostenere la pianta crescendola vicino a arbusti a cui si possa appoggiare oppure con rami secchi piantati nel terreno che creino un sostegno in cui la pianta possa svilupparsi appoggiandosi con i rami dalla tipica forma 'a gruccia', con cui si sostiene salendo in altezza.
L'epiteto generico deriva dal nome di questa pianta in greco, θάλικτρον (thálictron, pigamo), citato da Dioscoride nel De Materia Medica.
L'epiteto specifico fu assegnato in onore di Jean Marie Delavay (1834-1895), missionario francese in Cina, studioso della flora cinese e collezionista per il Museo Nazionale di Storia Naturale di Francia.

15,00 €

Hakonechloa macra 'Nicolas'

Cultivar selezionata dal vivaio francese L'Atelier Vert, caratterizzata da lunghe foglie che nascono verde chiaro e durante l'estate, con l'aumentare delle temperature, assumono toni rossastri. In autunno tutto il cespuglio si sfuma di giallo, arancio e rosso, per un effetto sorprendente! Preferisce un terreno fertile, umido, ma ben drenato, in posizioni a mezzombra, anche se tollera un po' di sole, magari al mattino, purchè abbia sufficienti irrigazioni. Si adatta benissimo anche al vaso.

L'epiteto generico deriva dal nome del monte Hakone (Prefettura di Kanagawa, Giappone) e dal greco χλόα (chlóa erba): erba del monte Hakone, in riferimento alla provenienza dei primi esemplari identificati in natura.

L'epiteto specifico macra deriva dal greco μακρόϛ (macrós lungo, grande) in riferimento alle lunghe foglie di questo genere.

10,00 €

Rodgersia podophylla 'Rotlaub'

Perenne con una interessante texture delle foglie e affascinante anche per il loro colore: nascono scure, rossastre, poi passano al verde in estate e in autunno sfumano di nuovo verso il rosso. Richiede posizioni ombreggiate e terreno fresco, ricco, drenato, mai arido. Rispetto ad altre Rodgersia è più vigorosa e più rapida nello sviluppo ed è considerata quella con il colore più intenso del fogliame. In Luglio-Agosto spuntano gli steli floreali, con infiorescenze bianche soffuse di rosa.

L'epiteto generico ricorda John Rodgers (1812-1882) della US Navy che comandò la spedizione americana di ricerca conosciuta come Rodgers-Ringgold Expedition (1853-1856) in Giappone e nel Nord Pacifico e collaborò con i naturalisti presenti nel suo squadrone insieme ai quali raccolse l'olotipo(cioè l'esemplare su cui si basa la descrizione originale di una specie) di Rodgersia podophylla a Hokkaido in Giappone.

L'epiteto specifico ha origine dai termini greci πούς, ποδός (pùs, podós piede) e da φύλλον (fiùllon foglia), cioè 'foglie dalla forma di zampa'.

15,00 €

Polemonium yezoense 'Purple...

Steli e foglie scuri, violacei e fiori blu viola profumati, molto amati dagli impollinatori. Coltivare a mezzombra(sole del mattino) in terreno fertile e ben drenato.

L'epiteto generico secondo l'Etimologia Botanica di Alexandre de Thèis deriva dal greco πόλεμος (pòlemos, guerra). Plinio (Naturalis Historia XXV, 6) racconta che prende questo nome perchè fu all'origine di una guerra tra due re che si attribuivano la scoperta di questa pianta e delle sue proprietà. Era talmente rinomata che la si chiamava anche chilodiunàmia, da χίλιοι, mille e δύναμις, forza, potere, proprietà, cioè dotata di mille virtù, dal greco chílioi, mille, e dýnamis, potere.

L'epiteto specifico indica la provenienza geografica, di Yezo (o Ezo), antico nome dell'attuale isola di Hokkaido in Giappone.

9,00 €

Athyrium filix-femina var....

Felce robusta, eretta, molto rustica e resistente con fusti rossastri. E' una delle prime a spuntare a primavera e i pastorali, le giovani foglie arrotolate su se stesse, sono particolamente interessanti, per via dei toni scuri del fusto e talvolta delle giovani foglie ancora chiuse. Richiede posizioni ombreggiate e tollera poco l'esposizione diretta al sole nei mesi estivi. Il terreno deve essere fertile, fresco, drenato e se leggermente acido aiuta lo sviluppo ottimale della pianta e la colorazione.

L'epiteto generico deriva dal greco ed è composto dal prefisso greco α- (alfa, prefisso privativo, nel senso di 'senza') e ϑυρεός (tiureòs scudo), privo di scudo, in riferimento alla veloce scomparsa dell'indusio(la membrana che ricopre gli sporangi, le cavità che contengono le spore, nei primi periodi dello sviluppo vegetativo).

L'epiteto specifico deriva dal latino fĭlix felce e femĭna (o foemĭna) femmina, felce femmina. 

La sottospecie angustum(in latino 'stretto, corto')  è caratterizzata da:

-spore gialle, che conferiscono lo stesso tono alla pagina inferiore delle fronde.
-rizomi ascendenti.
-fronde con la parte più larga in corrispondenza della parte centrale della fronda stessa.
-piccioli (o steli) fogliari lunghi circa quanto la fronda.
15,00 €

Heuchera cylindrica...

Varietà con bellissime foglie carnose, verdi, che durante l'estate porta steli alti e rigidi con pannocchie di fiori verdi molto compatte. Coltivare in terreno ben drenato e fresco a mezzombra o ombra luminosa. Avendo fiori più grandi è molto apprezzata dagli impollinatori.

L'epiteto generico ricorda il botanico tedesco Johann Heinrich von Heucher (1677-1747).
L'epiteto specifico deriva dal greco κύλινδρος (kiùlindros cilindro) 'di forma cilindrica'.

Il nome della varietà è il nome comune inglese del Chloris chloris, detto Verdone comune, un passeriforme con il piumaggio verde-giallo, colore che ricorda quello delle pannocchie fiorite di questa Heuchera.

8,00 €

Thalictrum delavayi...

Una varietà di Thalictrum con piccoli fiori doppi che formano una nuvola leggerissima color glicine.
Si consiglia di coltivare a mezzombra in terreno drenato, ricco, fertile e di sostenere la pianta crescendola vicino a arbusti a cui si possa appoggiare oppure con rami secchi piantati nel terreno che creino un sostegno in cui la pianta possa svilupparsi appoggiandosi con i rami dalla tipica forma 'a gruccia', con cui si sostiene salendo in altezza.
L'epiteto generico deriva dal nome di questa pianta in greco, θάλικτρον (thálictron, pigamo), citato da Dioscoride nel De Materia Medica.
L'epiteto specifico fu assegnato in onore di Jean Marie Delavay (1834-1895), missionario francese in Cina, studioso della flora cinese e collezionista per il Museo Nazionale di Storia Naturale di Francia.

15,00 €

Dodecatheon meadia f. album

Erbacea perenne della famiglia delle Primulaceae che fiorisce in primavera con steli rigidi che portano fiori bianchi, simili a quelli del Ciclamino, lunghi circa 2 cm, con i petali ricurvi all'indietro e lunghi stami appuntiti soffusi di giallo. In inglese è chiamata 'Shooting Star' per l'effetto dei fiori che sembrano stelle cadenti seguite da una scia bianca, luminosa. L'effetto in piena fioritura è bellissimo, elegante e molto decorativo. Durante l'estate la pianta va in riposo vegetativo e si devono ridurre drasticamente le irrigazioni. La posizione ideale è in ombra luminosa, in terreno fertile, ricco di sostanza organica, ben drenato.

L'epiteto generico è composto dalle parole greche δώδεκα (dòdeca dodici) e θεός (theós divinità): Plinio (XXV, 4) chiama con questo nome una primula diffusa in Campania, perché, dice, racchiude in sé la bellezza e la maestosità di tutti e 12 gli dei romani. Il Dodecatheon come lo intendiamo oggi non ha nulla a che vedere con la pianta di cui parla Plinio nella sua Naturalis Historia, perché Dodecatheon meadia è originario del Nord America e sembra molto improbabile che Plinio lo conoscesse. Il nome è stato utilizzato in tempi più recenti per chiamare questa perenne che su ogni stelo porta 12 fiori, come 12 divinità.

L'epiteto specifico ricorda il fisico inglese Richard Mead (1673-1754). Mark Catesby nella sua Natural History of Carolina aveva attribuito a questo genere il nome di Meadia. Linneo sostituì questo nome con Dodecatheon (perché Richard Mead non era un botanico) e conservò meadia solo per identificare la specie.

8,00 €

Heuchera 'Marmalade'

Varietà con bellissime foglie increspate sui bordi. Il colore durante l'anno passa dal bronzo all'arancio acceso sfumato di rosso e la pagina inferiore è di un bel tono rosato. La caratteristica principale è la presenza sulla pianta di foglie nelle sfumature di diversi colori (verde, arancio, bronzo, rosso) in toni delicati. Produce fusti rossastri con spighe di fiori bianchi. Sempreverde, rustica e di rapido accrescimento, richiede terreni freschi, ben drenati e posizioni in ombra luminosa o mezzombra.

Varietà premiata al Royal Dutch Flower Bulb Association show nel 2008.

L'epiteto generico ricorda il botanico tedesco Johann Heinrich von Heucher (1677-1747).

8,00 €

Heuchera 'Southern Comfort'

Un ibrido tra Heuchera 'Sparkling Burgundy' ed Heuchera villosa, con bellissime foglie grandi, che nascono arancio e maturano in rosso rame. I fiori sono bianchi, portati da steli rossi, e si aprono alla fine dell'estate.

Coltivare a mezzombra, dove possa essere raggiunta da alcune ore di sole che favoriscono la colorazione delle foglie, in terreno fertile, drenato. Fare attenzione a non interrare eccessivamente il colletto al momento del trapianto per evitare marciumi.

L'epiteto generico ricorda il botanico tedesco Johann Heinrich von Heucher (1677-1747).

18,00 €

Lysimachia congestiflora...

Tappezzante perenne e molto rustica con foglie verde scuro sfumate di color cioccolato. I nuovi germogli sono più scuri e inverdiscono col tempo, per questo un taglio periodico favorisce la produzione di nuovi getti e garantisce una migliore colorazione della pianta. La fioritura è molto appariscente, giallo oro. Diversamente da Lysimachia nummularia tollera meno i ristagni di acqua: ombra o mezzombra e terreno ricco, drenato sono le condizioni ideali per la coltivazione.

L'epiteto generico deriva dal nome greco Λυσίμαχος (Lisìmachos) Lisimaco, generale macedone al seguito di Alessandro Magno, poi re di Tracia, Asia Minore e Macedonia: la leggenda narra che Lisimaco alimentasse i suoi buoi con foglie di Lysimachia per calmarli. Secondo Linneo potrebbe derivare invece da Lysimachus, re di Sicilia, di cui scrive anche Plinio. Il nome Lisimaco deriva comunque da λύσις μάχη (lùsis máche, che scioglie la battaglia), lo stesso significato di loosestrife, nome comune inglese di questo genere.

L'epiteto specifico 'congestiflora' è formato dalle parole latine congestus(compatto, ammucchiato) e flos(fiore) per le infiorescenze formate da numerosi fiori che si schiudono vicinissimi tra loro.

7,00 €

Bergenia 'Harzkristall'

Varietà recente caratterizzata da portamento compatto, foglie verde intenso e fiori bianchi soffusi leggermente di rosa. La posizione ideale è in ombra o mezzombra, in terreno fertile, drenato.

L'epiteto generico è stato assegnato in onore del botanico tedesco Karl August von Bergen (1704-1759).

9,00 €