Geum 'Mango Lassi'

8,00 €
Iva incl.

Una gran quantità di fiori crema soffusi di rosa e di arancio, per un effetto finale che ricorda i colori del tramonto. Adatto alla coltivazione in vaso o in terra, si allarga velocemente. La posizione ideale è al sole o mezzombra, in terreno fertile, ben drenato, irrigato regolarmente. Per prolungare la fioritura si consiglia di recidere gli steli sfioriti.

L'epiteto generico deriva dal greco γεῦμα (gheúma assaggio, gusto, buon sapore). Plinio (XXVI, 7) dice che il geum ha delle radici di odore e sapore gradevoli e che può curare i disturbi della digestione. Questo gusto aromatico nella botanica antica gli aveva fatto attribuire il nome di caryophyllata, cioè 'erba dall'odore di chiodo di garofano'.

La pianta è in vaso di 14 cm di diametro

Quantità
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Scheda tecnica

Accentazione e pronuncia
Gèum
Altezza Massima
30 cm
Esposizione
Sole
Colore
Rosa
Fogliame
Sempreverde
Colore fogliame
Verde
Fioritura
Aprile-Maggio
Colore autunnale
Violaceo

Riferimenti Specifici

Abbinamenti suggeriti

Carex buchananii 'Firefox'

Uno dei Carex più belli, per il portamento e per il colore,un rosso rame intenso. Slanciato, verticale, ordinato e sempreverde è molto utile per dare colore e struttura in giardino, sia utilizzato in vaso che in piena terra. Preferisce terreni drenati, non aridi, in pieno sole. Se coltivato in posizioni ombreggiate o in terreno troppo fertile tende a perdere compattezza e ad aprirsi ad imbuto, restando comunque molto decorativo. Non si taglia in primavera, ma si ripulisce dalle foglie secche, se necessario. Un valore aggiunto è la facilità di autodisseminazione.

L'epiteto generico deriva dal nome classico latino carex (càrex carice, come si trova utilizzato da Virgilio nelle Bucoliche), derivato dal greco κείρω (keíro io taglio), per il bordo tagliente di molte specie di questo genere.

L'epiteto specifico è stato assegnato da Sven Berggren, botanico svedese che raccolse numerosi campioni in Nuova Zelanda, in onore di John Buchanan, botanico neozelandese.

9,00 €

Digitalis ferruginea...

Perenne a vita breve che si autodissemina facilmente. La specie è diffusa spontanea in molte regioni d'Italia, in particolare in boschi di caducifoglie e radure. Preferisce posizioni a mezzombra e terreno fertile, drenato, non arido.

Si consiglia di tagliare gli steli prima che i fiori vadano a seme per favorire l'allungamento della vita della pianta, che in questo modo si comporta come una perenne.

La cultivar 'Gelber Herold' diffusa sul mercato anche come 'Yellow Herold' (Gelber= Yellow in tedesco) ha fiori gialli, mentre la specie ha fiori più vicini all'arancio brunito.

Il genere Digitalis è recentemente entrato a far parte della famiglia delle Plantaginaceae, grazie ai nuovi metodi genetici di classificazione, mentre in precedenza era considerata un membro delle Scrophulariaceae.

L'epiteto generico fu assegnato da Leonhart Fuchs, botanico del '500, latinizzando il nome comune della digitale in tedesco. Da 'fingerhut', che ha il significato di 'ditale', ottenne Digitalis, da digitus dito, per la corolla a forma di ditale.

L'epiteto specifico deriva da ferrum (ferro), in riferimento al colore ferrugineo, color rosso bruno dei fiori della specie.

10,00 €

Iris sibirica 'Sarah Tiffney'

Varietà alta con fiori viola-fuchsia e gola gialla, di Marty Schafer/Jan Sacks, registrata nel 1999. Coltivare in pieno sole o al massimo mezzombra(non meno di 4 o 5 ore di sole al giorno) in terreno fertile, drenato, irrigato regolarmente prima e durante la fioritura. Dopo la fioritura si possono ridurre le irrigazioni.

I fiori sono grandi (12 cm)L'epiteto generico deriva dal nome della dea Iris (Iride, nella mitologia greca Ἶρις Iris), messaggera degli dei il cui nome deriva da quello dell’arcobaleno (ἶρις, iris).

L'epiteto specifico sibirica( dal latino sibiricus, della Siberia) fa riferimento all'origine geografica di questa specie.

Premi:

Honorable Mention, 2003

18,00 €

Aquilegia vulgaris 'Alba'

Una selezione con fiori bianco puro e fogliame verde glauco. La specie è tipicamente diffusa anche in Italia in zone boschive ombreggiate. In giardino la posizione migliore è in terreno fertile, drenato, a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da alcune ore di sole che permettano lo sviluppo di piante sane e forti. In ombra troppo intensa tendono a perdersi nel tempo e disseminandosi cercano posizioni più soleggiate e terreno ben drenato, anche ghiaioso.

L'epiteto generico deriva da 'aquilina' , il nome utilizzato nei suoi testi da Alberto Magno, vescovo domenicano del 1200 appassionato di botanica. E' nel '500 che Carolus Clusius, nome latinizzato di Charles de L’Écluse riprende il nome Aquilina e cita il nome Aquilegia(libro VI, cap. 27), che verrà poi reso ufficiale da Linneo. È derivato dal latino aquila per i suoi nettarii, (le ghiandole che producono il nettare) uncinati come gli artigli dell'aquila.

L'epiteto specifico deriva da vulgus e in latino significa comune, ordinario, in riferimento alla grande diffusione in natura della specie.

8,00 €

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Briza media 'Limouzi'

Graminacea semi-sempreverde con foglie verde glauco sfumate di rosso sugli apici e infiorescenze pendule giallo-verdi spesso soffuse di porpora. Coltivare al sole in terreno drenato, non arido. Tollera anche terreni poveri e mediamenti asciutti. La varietà Limouzi è più alta rispetto alla specie.

L'epiteto generico  deriva dal greco βρίζα (brίza un tipo di cereale), da βρίζειν (brízein, annuire) in riferimento alle spighe che dondolando nel vento, come se annuissero. In inglese la Briza è detta quaking grass, in riferimento al suono che producono le spighe mosse dal vento.

L'epiteto specifico fa riferimento alla dimensione delle spighe, più piccole rispetto a quelle di Briza maxima e più grandi di quelle di Briza minor. Deriva dall'aggettivo medius medio, intermedio.

Il nome della cultivar potrebbe fare riferimento alla regione francese del Limousin, Limouzi in forma arcaica. La Briza media è diffusa in gran parte dell' Europa, compresa la Francia. Che sia una cultivar selezionata da qualche vivaista francese della zona? 

9,00 €

Scabiosa columbaria...

Una selezione di una erbacea perenne diffusa in tutta Italia, molto resistente e fiorifera, amata da tutti gli impollinatori.

Coltivare in pieno sole e terreno drenato.

L'epiteto generico deriva dal latino scabies (scàbies scabbia) perché la pianta veniva usata in passato come cura contro la scabbia.

L'epiteto specifico potrebbe derivare da calumbarius (columbàrius, colombaria, sepolcreto, un tipo di sepoltura romana in cui le nicchie, semicircolari, erano sovrapposte a file) e riferirsi alla somiglianza del centro del fiore della Scabiosa a questo motivo geometrico. Un'altra possibile (ma dubbia) etimologia riconduce l'origine del nome alla somiglianza del fiore con una colomba.

7,00 €

Muhlenbergia capillaris...

Una varietà particolare e insolita, leggermente più tardiva rispetto a Muhlenbergia capillaris. Ha spighe che iniziano ad aprirsi a Novembre, piumos,e  bianche soffuse di verde, con un effetto molto luminoso e persistono per gran parte dell'inverno. Bellissima sia per la bellezza delle spighe che per gli effetti delle gelate che decorano, rivestono, intarsiano ogni singolo piumino.

Coltivare in pieno sole in terreno ben drenato.

L'epiteto generico rimanda al botanico americano G.H.E. Muhlenberg, mentre l'epiteto specifico viene dal latino capillus (capello) con riferimento agli elementi sottilissimi che compongono la spiga.

12,00 €

Ratibida columnifera f....

La specie è originaria del Nord America, con una fioritura insolita e affascinante che le ha fatto guadagnare il nome Mexican Hat in inglese: steli alti con fiori formati da un disco centrale prominente e un gonnellino di petali rivolti verso il basso. Ratibida columnifera f. pulcherrima ha petali rossi macchiati di giallo con variazioni nella percentuale di rosso e giallo date dalla facilità con cui le piante si ibridano e disseminano.

Il nome Ratibida fu assegnato dall' esploratore Constantine Rafinesque-Schmaltz (1783-1840) probabilmente senza una ragione precisa se non per similitudine con il termine rathibida (dal sanscrito rattrī notte e weid vedere, cioè 'che si vede/si fa notare/brilla di notte') , utilizzato dai Daci per indicare Aster amellus, i cui fiori brillano nel buio. Queste notizie, da prendere con la dovuta cautela, ci arrivano dal De materia medica o Περί ύλης ιάτρικης (Perì iùles iatrikès) di Dioscoride, in cui l'autore riporta molti nomi di piante in lingua Daca. 

E' una perenne a vita breve, anche se in terreno ben drenato è decisamente più longeva. Si autodissemina facilmente e ogni anno il numero di piante aumenta attorno alla pianta madre, con una notevole varietà di combinazioni cromatiche nel giallo, arancio e rosso.

L'epiteto specifico fa riferimento al disco centrale prominente, a colonna, dal latino columna (colùmna colonna) e ferere (fèrere portare), 'che porta/sostiene una colonna' letteralmente.

Il nome della forma (una modifica occasionale della specie, spesso correlata ad un determinato luogo), 'pulcherrima', in latino significa 'bellissima'.

8,00 €

Lychnis flos-cuculi 'Petite...

Una fioritura appariscente e molto abbondante in primavera che prosegue, anche se in tono ridotto, fino all'autunno. Si consiglia di coltivare a mezzombra, raggiunta da almeno 3 o 4 ore di sole diretto per favorire un portamento compatto e una maggiore rigidità degli steli. Si sviluppa velocemente formando un denso cespuglio basale di foglie dalla forma allungata e ogni anno produce un numero maggiore di steli. Preferisce terreno drenato e fertile, non arido, anche se si è rivelata molto più resistente del previsto a periodi di siccità, ovviamente però a discapito della fioritura.

L'epiteto generico deriva dal greco λύχνoς (liùcnos lampada, lucerna): gli steli di alcune piante di questo genere erano impiegati come stoppini per le lucerne. In realtà i Greci attribuivano questo nome a una pianta dalle foglie cotonose che, come dice Plinio (XXV, 10), servono per fare dei lucignoli alle lampade. Secondo lui è una specie di Verbascum e secondo Dioscoride (III, 98) è un Agrostemma, genere con foglie spesse e pelose simili a quelle del Verbascum. In seguito Agrostemma e Lychnis sono diventati sinonimi e quindi è lecito pensare che il riferimento nei testi classici potesse essere alle Lychnis come ad esempio Lychnis coronaria( syn. Agrostemma coronaria). 

L'epiteto specifico ha origine dubbia. E' composto dai termini flos(fiore) e cuculus (cucùlus, cucùlo). Alcuni autori sostengono faccia riferimento alla presenza frequente sugli steli di questa pianta della schiuma della sputacchina, la larva dell’insetto Philaenus spumarius, chiamata anche saliva di cuculo. Altri, come ad esempio Alexandre de Théis (Glossaire de Botanique, 1810) interpretano il nome come un riferimento alla credenza popolare diffusa in tutta Europa per cui al canto del cuculo corrisponda l'arrivo della primavera.

9,00 €

Hemerocallis 'Voodoo Dancer'

Varietà registrata da John P. Peat nel 2001. Pianta forte, rifiorente e semi-sempreverde che produce bellissimi fiori doppi color porpora scuro con la gola giallo oro. Ama terreni fertili, freschi, ben drenati e posizioni in pieno sole, possibilmente schermate dal sole nelle ore più calde dei mesi estivi per migliorare la durata dei fiori durante il giorno.  Una buona concimazione ad inizio stagione è alla base di un'abbondante fioritura per le Hemerocallis.

I fiori sono commestibili, ottimi crudi, usati su insalate, gelati o per decorare i piatti.

L'epiteto generico è composto dalle parole greche ἠμέρα (eméra giorno) e κάλλος (cállos bellezza) 'bello di un giorno' in riferimento alla durata di ogni singolo fiore.

10,00 €

Sanguisorba officinalis...

Una fioritura dall'aspetto insolito, dei pompon rossi portati da steli alti che spuntano in mezzo a un cespuglio di foglie verde-glauco. Coltivare in pieno sole, in terreno fertile, drenato, non arido. Le giovani foglie appena nate sono ottime in insalata, con un leggero retrogusto di cetriolo.

L'epiteto generico deriva dai termini latini sanguis (sangue) e sorbeo (assorbire), per le proprietà antiemorragiche riconosciute a questa pianta.

L'epiteto specifico ha origine dal latino medievale: il termine offícina identificava il laboratorio di trasformazione delle erbe e di conseguenza l'epiteto assume il significato di 'usabile in farmaceutica, erboristeria'.

10,00 €

Anemone x hybrida 'Honorine...

Perenne rustica, resistente e molto vigorosa con fiori bianchi, semplici, portati da alti steli. Ha radici rizomatose e tende ad allargarsi velocemente formando grandi cespugli. Coltivare a mezzombra in terreno drenato, fertile, irrigato regolarmente. La condizione ideale di coltivazione è con un'esposizione di 3 o 4 ore di sole al giorno perché in posizioni troppo ombreggiate le Anemone tendono a perdere struttura, a piegarsi e a fiorire meno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.

E' una delle varietà più vecchie e interessanti, scoperta a Verdun in Francia nel 1858. Ha ricevuto il Garden Merit Award della RHS nel 1993 ed è stata scelta come Perennial of the Year nel 2016 dalla Perennial Plant Association.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra.

'' ...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

Le Anemone vennero introdotte dall' Oriente in Europa dal botanico Robert Fortune nel 1844. Le Anemone x hybrida, chiamate comunemente Anemone giapponesi sono tutte il risultato di ibridazione tra A. japonica e A. vitifolium.

12,00 €

Narcissus triandrus 'Hawera'

Una selezione orticola registrata nel 1928 da W.M.Thomson in Nuova Zelanda. Appartiene al gruppo 5 e il colore è un giallo (Y-Y) chiaro.

L'epiteto generico ha origine dal greco νάρκη nárke torpore, secondo Plinio riferito al forte profumo (narcotico); ma richiama anche il mito di Narciso (Νάρcισσος Narcissos), che specchiandosi nell'acqua (con la testa inclinata verso il basso proprio come molti Narcisi) si innamorò del suo stesso riflesso.

L'epiteto specifico triandrus deriva dal greco τρεῖς treís tre e da ἀνήρ, ἀνδρός anér, andrós maschio, elemento maschile:' con tre stami'.

Il nome della varietà corrisponde a quello di un comune della Nuova Zelanda, Hàwera, nella regione di Taranaki e in lingua Mahori significa 'Respiro di fuoco'.

Coltivare in posizioni da soleggiate a semiombreggiate, con irrigazioni nel periodo prima e durante la fioritura, sospese o comunque ridotte dopo gli ultimi fiori per evitare marciumi. Dove possibile si consiglia di garantire drenaggio.

Ogni vaso contiene 3 bulbi, già radicati e pronti a fiorire.

7,00 €

Monarda 'Beauty of Cobham'

Bellissima varietà storica, una delle prime a essere coltivate in Inghilterra, con fiori rosa e brattee viola. Ibridio di Monarda didyma e Monarda fistulosa, si distingue per il contrasto cromatico della fioritura, per la resistenza e per il vigore. Per evitare l'insorgere di oidio deve essere coltivata in pieno sole con irrigazioni regolari, in terreno drenato, anche argilloso, ricco, umido. Le foglie sono aromatiche e ottime per tisane rilassanti, i fiori sono commestibili.

Monarda didyma è originaria del Nord America e per uno sviluppo ideale richiede terreno drenato, non arido, in pieno sole. Tollera anche terreni umidi, bagnati, argillosi e si allarga abbondantemente se trova le condizioni adatte. L'epiteto generico fu assegnato da Linneo in onore del botanico spagnolo Nicolas Bautista Monardes. L'epiteto specifico invece dal greco δίδυμος dídymos doppio, gemello: i suoi fiori hanno infatti un paio di stami sterili oltre a quelli fertili.

8,00 €

Symphyandra armena

Erbacea perenne a vita breve della famiglia delle Campanulaceae, originaria dei rilievi montuosi di Iran, Turchia e Armenia. Coltivare in terreno ben drenato o giardino roccioso, al sole o mezzombra.

L'epiteto generico deriva dal greco ed è formato dalle parole συν (siùn, insieme), φυή (fiuè, statura) e  ἀνήρ, ἀνδρός (anèr, andrós maschio), per estensione elemento maschile, stame: con stami tutti della stessa altezza.

L'epiteto specifico fa riferimento alla provenienza della specie, diffusa sulle montagne del Caucaso.

8,00 €

Hesperantha coccinea 'Mrs....

Originaria di Sud Africa e Zimbabwe è una perenne rizomatosa a fioritura autunnale che fiorisce quando la maggior parte delle altre piante inizia il riposo vegetativo. Della stessa famiglia delle Iris, richiede posizioni a mezzombra e terreno fertile, drenato, non arido.

L'epiteto generico è formato dalle parole greche ἑσπέρα (espèra, sera) e ἄνθος (anthos, fiore) 'che si schiude la sera'. Il sinonimo Schizostylis deriva dal greco  σχίζω (schízo dividere) e στύλος (stiùlos stilo) 'con lo stilo diviso'.

L'epiteto specifico in latino significa 'rosso' in riferimento al colore della specie.

9,00 €

Eutrochium dubium 'Baby Joe'

Ibrido nato dall' incrocio spontaneo tra due varietà di Eutrochium (syn. Eupatorium) purpureum in un vivaio olandese di Rijpwetering, registrato nel 2008 da Future Plants. E' molto simile a Eutrochium maculatum 'Purple Bush', con fusti rossastri e fiori piumosi color glicine, ma ha dimensioni ridotte e per questo ha riscosso grande successo sul mercato. Sul nome si continua a discutere, perché l'ibrido è stato registrato come Eupatorium purpureum 'Baby Joe' (clicca qui), ma la nomenclatura aggiornata e corretta considera come nome valido Eutrochium dubium 'Baby Joe'. Questo è quanto riporta il Missouri Botanical Garden, che insieme a Kew Gardens è uno dei riferimenti per la ricerca e la definizione della corretta nomenclatura delle piante a livello mondiale.

La posizione ideale in giardino è al sole, in terreno drenato, fertile, mai arido.

L'epiteto generico deriva dai termini greci εὖ (èu, qui nel senso di 'molto') e τροχός (trokhòs ruota, spirale) 'simile a una ruota' in riferimento alle foglie verticillate, attaccate cioè attorno al fusto sullo stesso asse (in pratica in cerchio attorno al fusto).

Le piante appartenenti al genere Eupatorium sono state riassegnate negli ultimi anni e battezzate con specifici epiteti generici (Eutrochium, Conoclinium, Ageratina...).

L'epiteto specifico in latino significa 'dubbio, di incerta attribuzione', in riferimento all'origine casuale di questo ibrido, nato in modo incontrollato dall'incrocio di due piante di Eutrochium, senza che sia stato possibile risalire nel dettaglio alle caratteristiche di ognuna.

Il nome della cultivar (letteralmente 'piccolo Joe') fa riferimento al nome comune di Eupatorium purpureum, 'Joe-Pye weed' cioè 'erba di Joe Pye'. Si racconta infatti di un nativo americano che in New Enlgand curava il tifo con questa pianta, battezzata poi col suo nome per ricordarlo (clicca qui per un articolo che approfondisce l'argomento!)

9,00 €

Calamagrostis brachytricha

Graminacea di origine asiatica dalla forma compatta, cespugliosa, con spighe che spuntano rosate e maturano in bianco. Adatta a posizioni soleggiate, tollera anche qualche ora di sole in meno e preferisce terreni ricchi e ben drenati. La mancanza di acqua ne riduce le dimensioni e la spigatura. Diversamente da altre Calamagrostis (come C. acutiflora 'Karl Foerster') è una 'warm season grass', cioè una graminacea che fiorisce nella stagione calda. Infatti inizia alla fine dell'estate  a produrre spighe che persistono poi fino all'inverno.

L'epiteto generico deriva dall'unione dei termini calamus (càlamus canna, dal greco κάλαμος cálamos) e Agrostis (dal greco ἀγρός agrós campo e ὄστις ostis pronome relativo: quella dei campi) col significato di 'Agrostis con l'aspetto di una canna' per l'aspetto foglioso associato a steli alti che portano spighe piumose.

L'epiteto specifico è composto dalle parole greche βραχύς (brachiùs corto, breve) e θρίξ, τριχός (thrix, trichós pelo): con peli corti, in riferimento alla conformazione della spiga.

Vincitrice nel 2006 dell' Award of Garden Merit assegnato dalla Royal Horticoltural Society.

12,00 €

Sanguisorba officinalis...

Sanguisorba 'Red Thunder'  è una selezione di Piet Oudolf, apprezzata per il colore della fioritura e per il portamento. Coltivare in pieno sole in terreno fertile, irrigato regolarmente, ben drenato. Richiede supporti, oppure può essere cresciuta in abbinamento con piante che la sostengano. I capolini ormai secchi rimangono decorativi anche dopo la fioritura, fino a tutto l'autunno.

L'epiteto generico deriva dai termini latini sanguis (sangue) e sorbeo (assorbire), per le proprietà antiemorragiche riconosciute a questa pianta.

L'epiteto specifico ha origine dal latino medievale: il termine offícina identificava il laboratorio di trasformazione delle erbe e di conseguenza l'epiteto assume il significato di 'usabile in farmaceutica, erboristeria'.

9,00 €

Symphyandra cretica

Campanulacea originaria delle scogliere di Creta, dove cresce in posizioni semi soleggiate, ben drenate, rocciose.

Fioritura con fiori grandi, portati da steli di circa 40 cm.

L'epiteto generico deriva dal greco ed è formato dalle parole συν (siùn, insieme), φυή (fiuè, statura) e  ἀνήρ, ἀνδρός (anèr, andrós maschio), per estensione elemento maschile, stame: con stami tutti della stessa altezza.
L'epiteto specifico fa riferimento alla provenienza della specie, diffusa sulle coste rocciose di Creta.

8,00 €