Kniphofia 'Mango Popsicle'

9,00 €
Iva incl.

Erbacea perenne originaria del Sudafrica, vigorosa e resistente (fino a -15°C ), con alti steli rigidi che portano vistose lunghe pannocchie arancio puro da Giugno a Novembre. La serie Popsicle è stata sviluppata in America: portamento compatto, fioritura lunghissima e vasta gamma di colori, dal giallo tenue al rosso. Coltivare in pieno sole, in terreno ben drenato, fertile, non arido. Per quanto resistano alla mancanza di acqua per brevi periodi le Kniphofia si sviluppano al meglio e fioriscono abbondantemente se ricevono irrigazioni regolari.

L'epiteto generico ricorda il botanico tedesco Johann Hieronymus Kniphof (1704-1763), professore di medicina e autore di un libro di illustrazioni di piante.L'epiteto generico ricorda il botanico tedesco Johann Hieronymus Kniphof (1704-1763), professore di medicina e autore di un libro di illustrazioni di piante. In precedenza le Kniphofia venivano chiamate Trìtoma, dal greco τρέις (tréis tre) e da τόμος (tómos fetta, ritaglio): divisa in tre parti.

La pianta è in vaso di 16 cm di diametro

Quantità
Disponibile

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Scheda tecnica

Accentazione e pronuncia
Knifòfia
Altezza Massima
80 cm
Esposizione
Sole
Colore
Arancio
Fogliame
Semi-Sempreverde
Fioritura
Giugno-Novembre

Riferimenti Specifici

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Deschampsia cespitosa

Graminacea ornamentale a spigatura precoce, diffusa in natura in gran parte d'Italia. In inglese le graminacee come la Deschampsia vengono chiamate 'cool season grasses': graminacee che hanno una spigatura all'inizio della stagione, quando le temperature non sono ancora alte. Ha foglie semi-sempreverdi e alti steli con spighe piumose, con un effetto d'insieme leggero e molto elegante. Preferisce terreni ricchi, non aridi, anche argillosi e posizioni al sole o mezzombra.

L'epiteto generico è stato assegnato in ognore di Louis Auguste Deschamps (1765-1842), medico, naturalista e botanico francese.

L'epiteto specifico deriva da caespes (cèspes, zolla erbosa): cespitoso, accespito, per il portamento della pianta, che cresce a fitti ciuffi. In alcuni vecchi testi si trova scritta con il binomio -ae-, caespitosa (cespitosa), ormai in disuso.

Linneo l'aveva battezzata Aira cespitosa, da Αἶρα (àira, nome greco di Lolium temulentum come si trova in Dioscoride II,93), che Linneo probabilmente aveva erroneamente considerato affine alla Deschampsia. 

8,00 €

Sedum 'José Aubergine'

Varietà con foglie scure, color melanzana e fiori rosa molto intenso. Coltivare in pieno sole e terreno ben drenato, anche povero.

L'epiteto generico Sedum deriva dal latino sédo (calmare), per le proprietà calmanti delle foglie di alcune specie o dal latino sèdere (sedere) per il portamento di molti Sedum, che crescono appoggiati direttamente sui terreni sassosi ( in inglese stone-crop, pianta che si raccoglie sulla pietra).

L'epiteto generico Hylotelephium, sinonimo da preferire per questo genere, è composto dalle parole ΰλη (iùle foresta, bosco) e da telephium (dal greco τηλεφιον telèfion portulaca) col significato di Portulaca dei boschi.

9,00 €

Anemone x hybrida...

Varietà vigorosa con alti steli scuri e fiori rosa intenso formati da 6 (raramente 7) sepali. Necessita di alcune ore di sole ed irrigazioni dal basso per evitare eccessiva umidità sulle foglie che può favorire l'insorgere di malattie fungine. Coltivare a mezzombra in terreno drenato, fertile, irrigato regolarmente. La condizione ideale di coltivazione è con un'esposizione di almeno 3 o 4 ore di sole al giorno perché in posizioni troppo ombreggiate le Anemone tendono a perdere struttura, a piegarsi e a fiorire meno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra.

''...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

Le Anemone vennero introdotte dall' Oriente in Europa dal botanico Robert Fortune nel 1844. Le Anemone x hybrida, chiamate comunemente Anemone giapponesi sono tutte il risultato di ibridazione tra A. japonica e A. vitifolium.

10,00 €

Anemone hybrida 'Elfin Swan'

Una delle Anemone della serie Swan, selezionata da ibridazioni spontanee da Eizabeth MacGregor nel suo vivaio in Scozia e lanciata dal vivaio Hardy's Cottage Garden Plants nel 2001 al Chelsea Flower Show. 'Elfin Swan' ha fiori semplici formati da sepali bianchi con la pagina inferiore sfumata di rosa e come tutte le altre cultivar di questa serie ha portamento compatto e non si allarga tramite rizomi. La posizione ideale è a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da 3 o 4 ore di sole, meglio se al mattino. Rispetto ad Anemone x hybrida (le classiche e più diffuse, conosciute come Anemone giapponese o autunnale) fiorisce più abbondantemente, iniziando già da Giugno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra.

'' ...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

12,00 €

Gaura lindheimeri 'Sparkle...

Varietà di Gaura apprezzata per le dimensioni ridotte rispetto alla specie e quindi adatta alla coltivazione in vaso oltre che a quella in piena terra anche in giardini di piccole dimensioni. Ha la stessa eleganza e leggerezza delle Gaura più alte, con esili fusti e fiori simili a farfalle bianche, che si muovono ad ogni soffio di vento. Preferisce posizioni soleggiate e terreni fertili, ben drenati.

L'epiteto generico deriva dal greco γαῦρος (gàuros altero, orgoglioso, maestoso).
Secondo la classificazione cladistica ( in base alla quale si riuniscono in gruppi, o cladi, ciascun gruppo costituito da organismi aventi un antenato comune) nel 2007 il genere Gaura viene considerato un sottogruppo del genere Oenothera e quindi il nome corretto è da considerarsi Oenothera lindheimeri e Gaura lindheimeri un sinonimo. Data la diffusione del nome Gaura, noi de I Giardini dell'Indaco continuiamo ad utilizzarlo per identificare questo genere, ma ci teniamo a riportare la nomenclatura più recente e corretta.

L'epiteto specifico ricorda il botanico tedesco Ferdinand Jacob Lindheimer (1801-1879), un esule politico tedesco che raccolse campioni botanici in America.

8,00 €

Lobelia x speciosa 'Hadspen...

Bellissimo ibrido con fogliame verde e grandi fiori viola prodotti in gran quantità dall'estate all'autunno. Preferisce terreni drenati, fertili, ricchi e posizioni in pieno sole che favoriscano la formazione di fusti ben strutturati. Per favorire lo sviluppo verticale consigliamo di crescere la pianta con sostegni (ad esempio un cono di rami a formare un obelisco o cono) al cui interno i fusti possano svilupparsi appoggiandosi, senza essere costretti in forme innaturali.

L'altezza finale dipende molto dal terreno e dalle irrigazioni, ma, diversamente da quanto spesso si trova indicato online, raggiunge e supera ogni anno i 150cm.

Il taglio degli steli sfioriti a fine estate favorisce la produzione di nuovi steli floreali e il prolungarsi della fioritura fino a gran parte dell'autunno.

L'epiteto generico fu assegnato da Linneo in onore del botanico fiammingo Mathias de Lobel (o de L'Obel, latinizzato in Matthaeus Lobelius, 1538-1616), medico di corte a Londra e autore di una famosa Historia plantarum.

L'epiteto specifico deriva da spécies (in latino forma, aspetto) e significa 'di bell'aspetto, vistosa, appariscente'.

Il nome della varietà fa riferimento alla tenuta di Hadspen House, nel Somerset, famosa per il giardino annesso in cui questa cultivar è stata identificata e selezionata.

10,00 €

Lysimachia atropurpurea...

Lysimachia atropurpurea è una perenne a vita breve originaria dei Balcani. La cultivar Beaujolais ha aspetto molto simile alla specie, con foglie argento e fiori molto scuri riuniti in pannocchie leggermente curvate che ricordano un collo d'oca (da qui il nome comune in inglese Gooseneck loosestrife). Coltivare a mezzombra in terreno ben drenato e fertile.

L'epiteto generico deriva dal nome greco Λυσίμαχος (Lisìmachos) Lisimaco, generale macedone al seguito di Alessandro Magno, poi re di Tracia, Asia Minore e Macedonia: la leggenda narra che Lisimaco alimentasse i suoi buoi con foglie di Lysimachia per calmarli. Secondo Linneo potrebbe derivare invece da Lysimachus, re di Sicilia, di cui scrive anche Plinio. Il nome Lisimaco deriva comunque da λύσις μάχη (lùsis máche, che scioglie la battaglia), lo stesso significato di loosestrife, nome comune inglese di questo genere.

L'epiteto specifico è composto dalle parole latine ater(scuro) e purpureus(purpureo) con riferimento al colore porpora scuro dei fiori.

8,00 €

Erigeron karvinskianus

Lo sviluppo rapido, la mutabilità del colore dei fiori che da bianchi assumono sfumature rosa man mano che maturano, la resistenza e l'abbondante fioritura sono caratteristiche che rendono unica questa pianta. Originaria del Messico è ormai diffusa naturalizzata in molte regioni d'Italia. E' una tappezzante che si allarga molto velocemente e può essere utilizzata anche in vaso come ricadente o in muretti a secco negli spazi tra le pietre. Pianta facile, rustica e resistente dà il meglio di sè se riceve regolari irrigazioni, ma tollera periodi di siccità una volta ambientata.

L'epiteto generico è composto dalle parole greche ῆρ (ér qui nel senso di precoce) e γέρων (ghéron vecchio), probabilmente per l'aspetto dei capolini piumosi di semi, che ricordano la testa di un anziano e che si schiudono presto dall'inizio della fioritura in primavera fino ad autunno inoltrato.

L'epiteto specifico è stato assegnato in onore del naturalista, geologo e paleontologo tedesco (nato in Ungheria) Wilhelm Friedrich von Karwinski auf Karwin (1780-1855), esploratore della flora dell'America tropicale (Brasile, Messico).

6,00 €

Lythrum salicaria

Erbacea perenne rizomatosa spontanea in tutta Italia, in luoghi umidi, sponde di laghi, fiumi e canali di irrigazione. Molto adatta alla coltivazione in giardino per la lunga e appariscente fioritura, sia in acqua che in terra, purchè abbia terreno fertile, non arido.

L'altezza della pianta dipende dal tipo di terreno e di irrigazione. Con terreno fertile e irrigazioni regolari raggiunge circa i 180 cm in piena fioritura.

I giovani germogli possono essere impiegati in insalata, le foglie essiccate come surrogato del tè, mentre in passato dalla macerazione delle foglie si distillava un'acquavite. La pianta è utilizzata in veterinaria e in passato ha trovato larga applicazione in medicina e ancora viene utilizzata come astringente, antibatterico, diuretico, antiemorragico.

L'epiteto generico deriva infatti dal greco λύθρον (liùthron, sangue rappreso) con riferimento all'utilizzo antiemorragico che ne veniva fatto fin dall'antichità (come si trova indicato nel De Materia Medica di Dioscoride). Improbabile l'interpretazione per cui il nome faccia riferimento al colore dei fiori.

L'epiteto specifico salicaria, col significato di 'simile al salice', fa riferimento alla somiglianza delle foglie o delle esigenze colturali delle due piante.

10,00 €

Delosperma cooperi

Perenne succulenta strisciante originaria del Sud Africa con fiori color magenta. Nonostante la provenienza da luoghi caldi cresce benissimo nel nostro clima. Ama il sole, non ha bisogno di particolari cure e tollera lunghi periodi senza acqua. E' una tappezzante adatta a giardini rocciosi, muretti, vasi appesi e si sviluppa al meglio in un terriccio ben drenato. Con irrigazioni regolari si sviluppa abbondantemente, producendo foglie molto carnose e una quantità maggiore di fiori. Con un minore apporto di acqua si mantiene più piccola, con fusti e foglie più duri, legnosi. Resiste senza problemi al freddo e durante l'estate regala una fioritura così abbondante da coprire le foglie con un tappeto di fiori.

L'epiteto generico deriva dal greco δῆλος (dèlos evidente, visibile) e σπέρμα (spérma seme): col seme visibile, per la conformazione delle capsule dei semi che quando si aprono lasciano completamente in vista i semi, dato che sono sprovviste di coperture membranose.

L'epiteto specifico probabilmente è dedicato a Thomas Cooper (1815-1913), esploratore e botanico inglese, scopritore di piante sudafricane.

7,00 €

Sanguisorba albiflora

Bellissime foglie pinnate glauche che formano un cespuglio su cui svettano alti steli flessuosi che terminano con pannocchie piumose bianche. Coltivare in terreno fertile, anche media, mediamente argilloso, drenato, ma mai arido in pieno sole o mezzombra.

L'epiteto generico deriva dai termini latini sanguis (sangue) e sorbeo (assorbire), per le proprietà antiemorragiche riconosciute a questa pianta.

L'epiteto specifico albiflora è composto dai termini latini albus (bianco) e flos(fiore): con fiori bianchi.

12,00 €

Helenium autumnale 'Helena'

Perenne di facile coltivazione con una fioritura molto abbondante e vistosa alla fine dell'estate nei colori dal giallo al rosso. Si consiglia di cimare la pianta ad inizio stagione per favorire l'accestimento e di piantare in terreno ben drenato, fertile, non arido. Molto rustica e resistente alle malattie.

L'epiteto generico deriva dal greco ἑλένιον (elénion Inula helenium, considerata un elisir di giovinezza capace di mantenere la bellezza, che a sua volta prende il nome da Elena (in greco Ἑλένη). Il nome era riferito all' Inula, ma è stato poi assegnato anche all'Helenium autumnale, di origine nord americana, per la somiglianza tra le due piante. Plinio il Vecchio dice 'Helenium e lacrimis Helenae dicitur natum, et ideo in Helene insula laudatissimum' (Naturalis Historia, XXI, ) cioè ' Si dice che l'Helenium sia nato dalle lacrime di Elena e che perciò sia rinomato quella che cresce sull'isola di Elena (non chiaramente identificato a quale isola Plinio si riferisse)'. 

L'epiteto specifico autumnale deriva dal latino autumnus, autunno: 'tipica dell'autunno' ad indicare la fioritura a tarda estate.

10,00 €

Coreopsis verticillata...

Una nostra selezione. Una Coreopsis dal portamento cespuglioso,con foglie filiformi verde chiaro e fiori bicolore.I petali sono spesso chiusi, a cucchiaino e con effetti di maculatura variabili. La fioritura è molto lunga e appariscente. Si consiglia di cimare la pianta quando perde compattezza o comunque di tagliarla a metà altezza verso la fine di Luglio, dopo la prima fioritura, per stimolare la produzione di nuovi getti e fiori fino a tutto l'autunno.

Si consiglia di coltivare in pieno sole e terreno fertile, drenato, non arido.

L'epiteto generico deriva dal greco Κοριός (coriòs cimice) e ὄψις (ópsis aspetto, somiglianza) in riferimento alla forma dei semi che ricorda un insetto, concavi su un lato e convessi sull'altro e dotati di due corni ad una sommità, simili ad antenne.

L'epiteto specifico deriva dal latino vertere (vèrtere girare attorno): per la disposizione delle foglie sullo stesso piano attorno al fusto, appunto verticillate.

9,00 €

Isotoma fluviatilis

Erbacea perenne sempreverde tappezzante della famiglia delle Campanulaceae con fiori a stella, azzurri, profumati che si schiudono da Maggio ai primi geli.

Si può utilizzare per colmare zone difficili del prato, purchè siano raramente calpestate, tra le pietre di un selciato in posizioni ombrose o come ricadente in vasi e coppi. Per uno sviluppo ottimale richiede posizioni a mezzombra, in terreno fertile, drenato, mai arido.

La letteratura riporta diversi nomi alternativi: i più diffusi sono Pratia pedunculata, Laurentia fluviatilis, Enchysia gaudichaudii , Lobelia pedunculata, Rapuntium fluviatile e Lobelia fluviatilis. George Bentham nel suo testo Flora Australiensis (1864) ricondusse questa pianta al genere Isotoma. La nomenclatura accettata oggi è quindi Isotoma fluviatilis (R.Br.) F.Muell. ex Benth, con riferimento alla paternità di Bentham nell'identificazione di questa pianta. Gli altri sinonimi sono da considerarsi non validi.

L'epiteto generico deriva dall'unione dei due termini greci ísos (uguale) e tomé (taglio), per il taglio molto netto che suddivide in modo uguale i 5 lobi della corolla. L'epiteto specifico fluviatilis (in latino 'tipico dei fiumi) fa riferimento all'habitat preferito da questa pianta, terreni ricchi e umidi, in vicinanza di corsi d'acqua. 

7,00 €

Digitalis x valinii...

Bellissima cultivar con fiori color albicocca, rosati all'esterno e con la gola chiara, maculata, creata da Charles Valin di Thompson&Morgan. Gli ibridi del gruppo 'Illumination' sono caratterizzati da sterilità dei fiori e quindi da una lunghissima fioritura, da una vita superiore ai 2 anni (e quindi perenni) e una migliore resistenza al caldo e sono stati ottenuti dall'ibridazione di Digitalis purpurea(biennale) e Digitalis canariensis (prima Isoplexis canariensis, perenne particolarmente resistente al caldo). Le fonti riportano rusticità fino a -12°C, purchè si fornisca un buon drenaggio. La posizione ideale è in pieno sole, in terreno fertile.

L'epiteto generico fu assegnato da Leonhart Fuchs, botanico del '500, latinizzando il nome comune della digitale in tedesco. Da 'fingerhut', che ha il significato di 'ditale', ottenne Digitalis, da digitus dito, per la corolla a forma di ditale.

Fino al 2004 gli ibridi Digitalis purpurea x Isoplexis canariensis erano stati riuniti in un nuovo genere, chiamato Digiplexis, un portmanteau (por'mantò, dal francese in disuso 'attaccapanni'), o in italiano una parola macedonia o neologismo sincratico, termine ideato da Lewis Carrol (in 'Through the Looking-Glass, and What Alice Found There') per indicare la parola che nasce dall'unione di due termini tra loro diversi. Nel 2004 studi genetici specifici sul genere Isoplexis hanno rilevato la sua parentela stretta con il genere Digitalis e Isoplexis ne è entrato a far parte. Questi ibridi quindi non sono stati più considerati intergenerici, ma interspecifici e oggi la nomenclatura corretta li inserisce tra le Digitalis.

L'epiteto specifico fa riferimento al padre di questo gruppo di ibridi, Charles Valin ed è stato assegnato da James David Armitage, direttore del dipartimento di Tassonomia botanica della Royal Horticoltural Society.

10,00 €