Paeonia 'Henry Bockstoce'

22,00 €
Iva incl.

Paeonia erbacea del 1955 (Bockstoce) ottenuta dall'ibridazione di P officinalis x P. lactiflora. Ha fiori molto grandi, profumati, rosso intenso. I petali sono così tanti da non permettere di vedere il centro del fiore se non poco prima che sfiorisca. E' considerata una delle migliori Paeonia a fiore doppio rosso.

Bel portamento e molto vigorosa e resistente.

Coltivare in pieno sole o mezzombra, in terreno fertile, drenato. Sopporta anche i terreni argillosi, purchè drenati.

L'epiteto generico deriva dal nome greco παιωνία (paionía), assegnato da Teofrasto in onore di Peone (Παίων Pàion), medico degli dei greci che fu mutato in fiore da Plutone come ringraziamento per averlo curato da una ferita inflittagli da Ercole. Anche Plinio il Vecchio fornisce la stessa etimologia (XXV, 3). Inoltre è probabile che abbia preso il nome dalla regione omonima in cui cresce, a nord della Macedonia. 

La pianta è in vaso di 16 cm di diametro

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Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Paeonia 'Henry Bockstoce'
Altezza Massima
90 cm
Esposizione
Mezzombra
Esposizione
Sole
Colore
Rosso
Fogliame
Spogliante

Riferimenti Specifici

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Chamaemelum nobile

Conosciuta comunemente come Camomilla romana, perenne, diversamente da Matricaria chamomilla, o Camomilla comune, che è annuale. Originaria dell'Europa occidentale e del Nord Africa, si è diffusa anche in altre zone, compresa l'Italia, sfuggendo ai giardini e alle coltivazioni. Preferisce terreni ben drenati, anche poveri, in pieno sole.

Le giovani foglie e i fiori vengono utilizzati per aromatizzare tisane e insalate, anche se la forma a fiore singolo ha un retrogusto amaro più marcato. L'aroma delle foglie (che ricorda il profumo delle mele) è intenso e molto particolare e la rende perfetta anche per la coltivazione in giardino perché, oltre a regalare una lunga fioritura, profuma l'aria ogni volta che viene tagliata o calpestata.

Fin dall'antichità sono state apprezzate le sue proprietà sedative, antispasmodiheo, antinfiammatorie, antisettiche e antimicrobiche. Si raccoglie in Giugno, recidendo i capolini non ancora fioriti, da essiccare subito in luogo asciutto, ventilato, all'ombra.

L'epiteto generico deriva dal greco χαμαίμηλον (chamaímelon): il termine è composto dall'avverbio χᾰμαὶ- (csamàì- a terra) e da μῆλον (mèlon mela), 'mela di terra' in riferimento al profumo di mela emanato dalle foglie, come annota Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. In Spagna viene chiamata manzanilla, diminutivo di manzana (mela). E' utilizzata per aromatizzare tra gli altri anche il vermouth e alcune tipologie di Sherry. 

L'epiteto specifico in latino significa nobile, rinomato, per le riconosciute proprietà curative di questa pianta.

Il nome comune 'camomilla romana' venne assegnato nel 1588 dal monaco Joachim Camerarius, perché aveva identificato questa pianta nella campagna attorno a Roma, probabilmente sfuggita alla coltivazione.

7,00 €

Achillea millefolium...

Erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae con corimbi di piccoli fiori giallo pastello, adatta a posizioni soleggiate. Rustica e molto robusta, di facile coltivazione e molto decorativa, fiorisce molto a lungo formando fitti cuscini di foglie aromatiche sormontati da steli rigidi carichi di fiori. Per ottenere ottimi risultati si coltiva in terreno ben drenato. Un taglio regolare degli steli sfioriti favorisce la rifiorenza. Un terreno eccessivamente ricco o troppo irrigato può far perdere compattezza alla pianta.

L'epiteto generico ha origine dal nome dell'eroe greco Ἀχιλλεύς (Achilleùs Achille). Plinio (XXV, 5) riferisce che fu così denominata in quanto Achille, discepolo di Chirone, se ne servì per primo per curare alcuni compagni durante l'assedio di Troia, per le proprietà cicatrizzanti di questa pianta.

L'epiteto specifico deriva dal latino mille e da folium (fòlium foglia) in riferimento alle foglie finemente divise.

8,00 €

Hemerocallis 'Rosy Returns'

Hemerocallis a foglia decidua molto rifiorente. Ama terreni fertili, freschi, ben drenati e posizioni in pieno sole, possibilmente ombreggiate nelle ore più calde dei mesi estivi. Si consiglia di rimuovere gli steli sfioriti per facilitare ulteriori fioriture. Forma un cespuglio compatto e produce fiori profumati in gran quantità con petali rosa dai margini leggermente arricciati segnati al centro in rosa scuro prima della gola gialla. Una buona concimazione ad inizio stagione è alla base di un'abbondante fioritura per le Hemerocallis.

I fiori sono commestibili, ottimi crudi, usati su insalate, gelati o per decorare i piatti.

L'epiteto generico è composto dalle parole greche ἠμέρα (eméra giorno) e κάλλος (cállos bellezza) 'bello di un giorno' in riferimento alla durata di ogni singolo fiore.

10,00 €

Nierembergia repens

Perenne vigorosa tappezzante con fiori bianchi dall'inizio dell'estate all'autunno. Si può coltivare in terreno drenato in pieno sole o a mezzombra. Nel primo caso richiederà irrigazioni regolari e terreno da fresco a bagnato. Nel secondo caso avrà meno bisogno di acqua, ma produrrà una quantità minore di fiori.

Adatta alla coltivazione in vaso o in terra.

L'epiteto generico ricorda Giovanni Eusebio Nieremberg,(1590-1658) gesuita spagnolo autore di una Istoria della Natura.

L'epiteto specifico fa riferimento al comportamento strisciante(da rèpere, strisciare).

7,00 €

Symphyotrichum...

Considerato l'Aster con il punto di viola più bello. E' frutto del lavoro di ibridazione Paul Picton, proprietario di una vasta collezione di Aster in Inghilterra ed è stato nomenclato in onore della figlia di Paul.

Come tutti gli Aster del gruppo novi-angliae deve essere coltivato in terreno non arido, ma fertile, irrigato regolarmente, per evitare l'insorgere di oidio.
Si consiglia di cimare la pianta a fine Maggio per favorire l'accestimento e una maggiore produzione di fiori.
L'epiteto generico deriva dal greco σύμφῠσις (siùmfiusis, unione) e da ϑρίξ, τριχóϛ (thríx, trichόs capello, pelo), probabilmente riferito a una cultivar europea con peli uniti alla base, osservata da Christian Gottfried Daniel Nees von Esenbeck, botanico tedesco della prima metà dell' 800.
L'epiteto specifico nasce dalla latinizzazione di New England, Nova-Anglia, regione degli Stati Uniti sulla costa nordorientale.

9,00 €

Phlox paniculata 'Brigadier'

Una varietà storica di T.Carlile del 1948 dai fiori rosa carico con il centro color lampone. Portamento compatto e panicoli rotondi, con fiori grandi e profumati.

I fiori di Phlox paniculata sono commestibili, ottimi su gelato, insalate, macedonie e torte. Ogni varietà ha fiori più o meno dolci, più o meno profumati, ciascuna con un sapore specifico.

Coltivare in posizioni soleggiate (da 3 a 5 ore di sole), in terreno fertile, drenato, non arido. Le Phlox possono incorrere in malattie fogliari come l'oidio se soffrono la mancanza di acqua o crescono in terreni poveri o troppo pesanti che causano sofferenza radicale e indebolimento fogliare. Si consiglia di ripulire dai fiori secchi i panicoli sfioriti o cimare la parte terminale dei rami senza però tagliare eccessivamente, per non perdere l'altezza ottenuta dalla pianta.

10,00 €

Anemone 'Dreaming Swan'

Una delle Anemone della serie Swan, selezionata da ibridazioni spontanee da Eizabeth MacGregor nel suo vivaio in Scozia e lanciata dal vivaio Hardy's Cottage Garden Plants nel 2001 al Chelsea Flower Show. 'Dreaming Swan' ha fiori doppi formati da sepali bianchi con la pagina inferiore sfumata di viola e come tutte le altre cultivar di questa serie ha portamento compatto e non si allarga tramite rizomi. La posizione ideale è a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da 3 o 4 ore di sole, meglio se al mattino. Rispetto ad Anemone x hybrida (le classiche e più diffuse, conosciute come Anemone giapponese o autunnale) fiorisce più abbondantemente, iniziando già da Giugno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra.

'' ...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

12,00 €

Sanguisorba ´Cangshan...

L'epiteto generico deriva dai termini latini sanguis (sangue) e sorbeo (assorbire), per le proprietà antiemorragiche riconosciute a questa pianta.

L'epiteto specifico ha origine dal latino medievale: il termine offícina identificava il laboratorio di trasformazione delle erbe e di conseguenza l'epiteto assume il significato di 'usabile in farmaceutica, erboristeria'.

10,00 €

Bouteloua gracilis

Graminacea originaria del Nord America purtroppo poco diffusa nei giardini, ma forte e resistente, capace di dare grandi soddisfazioni con pochissime cure. E' un'ottima alternativa a Stipa tenuissima per chi vuole una pianta con portamento rotondo, ordinato, compatto e una spigatura lunghissima, leggera. Porta spighe orizzontali dalla forma affascinante, simili a piccole libellule in volo, color panna. Preferisce terreni ben drenati e posizioni soleggiate e può essere utilizzata come tappezzante antierosione. In inglese è chiamata 'mosquito grass', pianta delle zanzare, per la forma delle spighe che oscillano nel vento come se fossero una nuvola di piccoli insetti. via via che maturano le spighe si inclinano verso l'alto e lentamente si incurvano verso il basso, come un dito che si piega su se stesso.

L'epiteto generico ricorda i fratelli Claudius e Exteban Boutelou botanici spagnoli vissuti a metà '800.

L'epiteto specifico in latino significa esile, semplice.

10,00 €

Agapanthus 'Windsor Grey'

Una gran quantità di fiori grigio azzurri portati da alti steli resistenti. Rustico e molto vigoroso fiorisce da Luglio a Settembre. Preferisce terreni ben drenati e posizioni soleggiate.

La coltivazione in un vaso di dimensioni contenute favorisce una fioritura abbondante degli Agapanthus. Si consiglia una concimazione regolare dal momento della ripresa vegetativa in primavera. Se coltivati in piena terra necessitano di alcuni anni per raggiungere le dimensioni finali e il massimo potenziale di fioritura. Le varietà selezionate dal nostro vivaio sono tra le più rustiche e superano tranquillamente i nostri inverni purchè si fornisca all'impianto un drenaggio adeguato e una buona pacciamatura in autunno.

L'epiteto generico è formato dalle parole greche ἀγάπη (agàpe amore) e ἄνϑοϛ (ánthos fiore), letteralmente 'fiore dell'amore'. Introdotto nel '600 dal Sudafrica divenne di moda a partire dal 1800 e si diffuse abbondantemente nei giardini europei.

Nelle zone di cui è originario ne vengono utilizzati fiori e radici a scopi curativi e si crede che possa favorire la fertilità e la salute dei bambini appena nati.

15,00 €

Symphyotrichum turbinellum

Una nuvola di fiori di un bellissimo azzurro tendente al viola portati su rami arcuati.

Originario delle praterie asciutte del Nord America, resiste bene a periodi di asciutto e si può coltivare sia in pieno sole che a mezzombra.

Come per tutti gli Aster (comunemente chiamati Settembrini), si consiglia di effettuare una cimatura a fine Maggio, per favorire l'accestimento e la produzione di un numero maggiore di fiori.

L'epiteto generico deriva dal greco σύμφῠσις (siùmfiusis, unione) e da ϑρίξ, τριχóϛ (thríx, trichόs capello, pelo), probabilmente riferito a una cultivar europea con peli uniti alla base, osservata da Christian Gottfried Daniel Nees von Esenbeck, botanico tedesco della prima metà dell' 800.

L'epiteto specifico è un diminutivo di túrbo, -inis (turbine, vortice, trottola): per la presenza di organi di forma conica o con andamento elicoide nel fiore.

9,00 €

Alcea ficifolia 'Happy Lights'

Varietà perenne che si autodissemina facilmente, ama posizioni molto soleggiate e terreni ben drenati. Produce fiori nei colori dal bianco al rosso in tutte le sfumature pastello portati da alti steli rigidi. Per uno sviluppo ottimale si consiglia di cimare la pianta all'inizio della stagione, favorendo l'accestimento e la produzione di un numero maggiore di steli floreali. In zone ventose è necessario fornire dei sostegni. I fiori sono commestibili e possono essere usati crudi, anche se non apportano un particolare gusto, ma solo colore.
Spesso le Alcea vengono definite annuali o biennali, ma in realtà si rivelano perenni a vita breve, talvolta superiore ai 3 o 4 anni. Si disseminano facilmente e quindi negli anni le piante vecchie vengono rimpiazzate da quelle nuove.
La radice e i fiori sono usati in erboristeria per le numerose proprietà terapeutiche e alla pianta sono riconosciute capacità depurative dei terreni con presenza di metalli pesanti.
L'epiteto generico deriva dal termine greco ἀλκέ(alkè rimedio)usato da Dioscoride (medico del I secolo dC considerato il padre della farmacologia) per indicare una varietà di malva, considerata anticamente il rimedio per un gran numero di mali.

La specie ficifolia è meno conosciuto di Alcea rosea. E' originaria della Siberia e dell'Asia occidentale ed è più resistente a malattie come la ruggine(Puccinia malvacearum) che spesso affligge le altre tipologie. Le foglie hanno una forma inusuale, con sette lobi dentati e i fiori sono singoli, grandi e luminosi. 

10,00 €

Alstroemeria 'Sweet Laura'

Varietà rustica di Alstroemeria a stelo alto con fiori gialli macchiati di rosso cupo, ruggine. Le Alstroemeria preferiscono posizioni soleggiate o a mezzombra, purchè ricevano almeno 3 o 4 ore di sole diretto al giorno in terreno ricco di sostanza organica, ben drenato. Le irrigazioni devono essere regolari, perchè le radici tuberose delle Alstroemeria sono abbastanza superficiali e periodi prolungati di siccità compromettono la fioritura.

L'epiteto generico venne assegnato da Linneo in onore del botanico svedese Claes Alströmer, che, durante un viaggio in Sudamerica, raccolse dei rizomi per riportarli in Europa.

Le varietà selezionate dal nostro vivaio sono ibridi con una maggiore resistenza al freddo e quindi adatte alla coltivazione in piena terra, dove si espandono velocemente, formando grandi macchie fiorite per tutta l'estate. Diversamente dalla maggior parte delle Alstroemeria che si trovano sul mercato abbiamo selezionato varietà a stelo alto; le varietà a stelo corto sono infatti il risultato di ibridazioni volte a creare piante adatte alla grande distribuzione e trattate come annuali, senza appunto una specifica attenzione a creare varietà resistenti al gelo.

10,00 €

Phyla nodiflora

Tappezzante rapida e molto resistente che si allarga tramite stoloni superficiali. Fioritura lunga tutta l'estate con capolini rosati che rivelano l'appartenenza alla famiglia delle Verbenaceae con la forma dei fiori.

Adatta a posizioni soleggiate o a mezzombra, in terreni da fertili a poveri. Resiste bene alla siccità e sopporta benissimo il taglio del prato, permettendo di coprire vaste zone 'difficili' in poco tempo.

Resiste bene al calpestio, al salino, a terreni umidi e a quelli aridi.

Con temperature inferiori a 0°C le foglie iniziano a seccare e a cadere per poi spuntare nuovamente in primavera.

L'epiteto generico deriva dal greco φῦλον (fiùlon tribù): per i fiori addensati quasi a formare una tribù.

L'epiteto specifico è formato dai termini latini nōdus (nodo, giuntura) e da flos (fiore): con fiori sulle giunture.

3,00 €

Aquilegia vulgaris 'Alba'

Una selezione con fiori bianco puro e fogliame verde glauco. La specie è tipicamente diffusa anche in Italia in zone boschive ombreggiate. In giardino la posizione migliore è in terreno fertile, drenato, a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da alcune ore di sole che permettano lo sviluppo di piante sane e forti. In ombra troppo intensa tendono a perdersi nel tempo e disseminandosi cercano posizioni più soleggiate e terreno ben drenato, anche ghiaioso.

L'epiteto generico deriva da 'aquilina' , il nome utilizzato nei suoi testi da Alberto Magno, vescovo domenicano del 1200 appassionato di botanica. E' nel '500 che Carolus Clusius, nome latinizzato di Charles de L’Écluse riprende il nome Aquilina e cita il nome Aquilegia(libro VI, cap. 27), che verrà poi reso ufficiale da Linneo. È derivato dal latino aquila per i suoi nettarii, (le ghiandole che producono il nettare) uncinati come gli artigli dell'aquila.

L'epiteto specifico deriva da vulgus e in latino significa comune, ordinario, in riferimento alla grande diffusione in natura della specie.

8,00 €