Dryas x suendermannii

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Perenne con foglie coriacee e rugose di colore verde scuro, lanuginose sulla pagina inferiore. E' nata dall'ibridazione tra Dryas octopetala(a fiore bianco) e Dryas drummondii(a fiore giallo) ed è caratterizzata da boccioli soffusi di giallo e fiori bianco crema e da una fioritura precoce. I fiori hanno 8 petali, diversamente dagli altri componenti della famiglia delle Rosaceae (solitamente a 5 petali) e sbocciano a partire dalla primavera, per maturare poi in batuffoli vaporosi carichi di semi, molto decorativi e persistenti. Adatta alla coltivazione in vaso, in giardini rocciosi e per decorare muretti e scale in pietra. Anche se proviene da luoghi con terreni sassosi, asciutti, per uno sviluppo ideale e una fioritura abbondante si consiglia di coltivare in terreno ben drenato, ma fertile, con irrigazioni regolari. Tollera bene la siccità una volta che ha sviluppato un apparato radicale adeguato e teme i ristagni.

Fiorisce abbondantemente all'inizio della stagione, ma spesso rifiorisce anche durante l'estate, anche se con una quantità minore di fiori. 

Le foglie di Dryas, coriacee, verdi sulla pagina superiore e argentate su quella inferiore, vengono utilizzate insieme ad altre erbe nella preparazione del thè svizzero, un rimedio per le coliche. Hanno proprietà toniche, astringenti e antinfiammatorie.

Dryas octopetala viene considerata una specie pioniera, perché grazie al fitto apparato radicale riesce ad insediarsi per prima su terreni nudi e a favorire l'insediamento di altre piante.

L'epiteto generico deriva dal greco δρῦς (diùs quercia), per le foglie dalla forma simile a quelle della quercia.

L'epiteto specifico deriva dal nome del vivaista F. Sündermann vissuto tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 in Germania, a Lindau, appassionato di piante alpine e probabile padre di questo ibrido.

La pianta è in vaso di 14 cm di diametro

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Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Dryas x suendermannii Kellerer ex Sünd.
Accentazione e pronuncia
Drìas pér suendermànnii
Altezza Massima
20 cm
Esposizione
Sole
Colore
Bianco
Fogliame
Spogliante
Colore fogliame
Verde
Fioritura
Marzo-Maggio

Riferimenti Specifici

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Calamagrostis emodensis

Una Calamagrostis originaria del Pakistan e del nord dell'India, con spighe insolite, piumose e curvate verso il basso, che si aprono in Giugno e persistono fino all'inverno. Venne descritta per la prima volta dal botanico August Heinrich Rudolf Grisebach (1814-1879). Rispetto ad altre specie del genere Calamagrostis cresce in terreni ben drenati e moderatamente asciutti. Rustica, ma richiede un ottimo drenaggio per evitare ristagni nel periodo invernale.

L'epiteto generico deriva dall'unione dei termini calamus (càlamus canna, dal greco κάλαμος cálamos) e Agrostis (dal greco ἀγρός agrós campo e ὄστις ostis pronome relativo: quella dei campi) col significato di 'Agrostis con l'aspetto di una canna' per l'aspetto foglioso associato a steli alti che portano spighe piumose.

L'epiteto specifico deriva dal nome de Monte Emodus, in India.

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Lythrum salicaria

Erbacea perenne rizomatosa spontanea in tutta Italia, in luoghi umidi, sponde di laghi, fiumi e canali di irrigazione. Molto adatta alla coltivazione in giardino per la lunga e appariscente fioritura, sia in acqua che in terra, purchè abbia terreno fertile, non arido.

L'altezza della pianta dipende dal tipo di terreno e di irrigazione. Con terreno fertile e irrigazioni regolari raggiunge circa i 180 cm in piena fioritura.

I giovani germogli possono essere impiegati in insalata, le foglie essiccate come surrogato del tè, mentre in passato dalla macerazione delle foglie si distillava un'acquavite. La pianta è utilizzata in veterinaria e in passato ha trovato larga applicazione in medicina e ancora viene utilizzata come astringente, antibatterico, diuretico, antiemorragico.

L'epiteto generico deriva infatti dal greco λύθρον (liùthron, sangue rappreso) con riferimento all'utilizzo antiemorragico che ne veniva fatto fin dall'antichità (come si trova indicato nel De Materia Medica di Dioscoride). Improbabile l'interpretazione per cui il nome faccia riferimento al colore dei fiori.

L'epiteto specifico salicaria, col significato di 'simile al salice', fa riferimento alla somiglianza delle foglie o delle esigenze colturali delle due piante.

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Geum 'Mango Lassi'

Una gran quantità di fiori crema soffusi di rosa e di arancio, per un effetto finale che ricorda i colori del tramonto. Adatto alla coltivazione in vaso o in terra, si allarga velocemente. La posizione ideale è al sole o mezzombra, in terreno fertile, ben drenato, irrigato regolarmente. Per prolungare la fioritura si consiglia di recidere gli steli sfioriti.

L'epiteto generico deriva dal greco γεῦμα (gheúma assaggio, gusto, buon sapore). Plinio (XXVI, 7) dice che il geum ha delle radici di odore e sapore gradevoli e che può curare i disturbi della digestione. Questo gusto aromatico nella botanica antica gli aveva fatto attribuire il nome di caryophyllata, cioè 'erba dall'odore di chiodo di garofano'.

8,00 €

Panicum virgatum 'Heavy Metal'

Varietà apprezzata per il fogliame glauco, decisamente azzurro, in primavera e fino all'estate. Dall'autunno assume i toni del giallo. Portamento verticale, ordinato. Coltivare in pieno sole e terreno fertile, non arido.

L'epiteto generico deriva dal latino Panīcum (panìco, erba con spighe a pannocchia, Cato, Caes., Plin.)

L'epiteto specifico dal latino virga(verga, bastone).

12,00 €

Geum chiloense 'Mrs. J....

Fiori semi doppi, rossi, che si schiudono tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate. Rustica, molto resistente, da coltivare al sole o mezzombra, in terreno fertile e ben drenato. Si può coltivare in piena terra o in vaso.

L'epiteto generico deriva dal greco γεῦμα (gheúma assaggio, gusto, buon sapore). Plinio (XXVI, 7) dice che il geum ha delle radici di odore e sapore gradevoli e che può curare i disturbi della digestione. Questo gusto aromatico nella botanica antica gli aveva fatto attribuire il nome di caryophyllata, cioè 'erba dall'odore di chiodo di garofano'.

L'epiteto specifico deriva dalla forma latinizzata chilensis, 'del Cile'.

8,00 €

Artemisia ludoviciana...

Perenne con foglie aromatiche argentate, molto decorativa e resistente. La fioritura è poco rilevante e il valore di questa perenne è nel colore del fogliame. Il fogliame è fortemente aromatico, ma si sconsiglia l'utilizzo in cucina dato l'alto contenuto di tannini e sostanze che possono risultare tossiche nelle dosi sbagliate. Richiede posizioni soleggiate e terreno ben drenato. La cultivar Valerie Finnis è più gestibile e meno esuberante rispetto alla specie e con il colore delle foglie è un aiuto fondamentale nella costruzione di contrasti cromatici, sia come protagonista che come accompagnamento per le fioriture, per la capacità dei toni argento di far risaltare gli altri colori, enfatizzandoli.
In caso di estati molto umide le foglie possono macchiarsi di nero. Si consiglia di tagliare a metà estate il cespuglio per favorire la nascita di nuova vegetazione e per mantenere una forma compatta.
I nativi americani la bruciano durante i riturali di purificazione, per l'alto livello di oli essenziali che sprigiona.
L'epiteto generico deriva da Ἄρτεμις (àrtemis ). Era la dea greca Artemide (Diana a Roma) protettrice della caccia, dei boschi e dei campi, ma anche delle vergini e per allusione si applicò il suo nome a una pianta (Artemisia vulgaris probabilmente) usata per curare le irregolarità delle mestruazioni.
Veniva chiamata anche parthènis dal greco παρθένος (parthénos, ragazza, vergine), con lo stesso significato di artemisia. La concordanza di nomi ha fatto attribuire quello di questa pianta ad Artemisia II (Αρτεμισία Artemìsia), sorella e moglie di Màusolo, satrapo di Caria. Plinio (Naturalis Historia XXV, 7) dice: Anche le donne hanno avuto la gloria di dare il loro nome a delle piante, la regina Artemisia, moglie di Mausolo, ha dato il suo alla pianta prima chiamata parthènis.
L'epiteto specifico indica la provenienza geografica. Questa specie è largamente diffusa nella zona di Saint Louis in Missouri (latinizzato in Sanctus Ludovicus, da cui ludoviciana).

9,00 €

Digitalis lanata

Varietà perenne con alti steli che portano fiori color ruggine con il labbro inferiore bianco, coperti da una fitta peluria. Coltivare a mezzombra o pieno sole in terreno fertile, drenato. Rispetto ad altre varietà tollera abbastanza bene brevi periodi di siccità. Si dissemina facilmente.

Il genere Digitalis è recentemente entrato a far parte della famiglia delle Plantaginaceae, grazie ai nuovi metodi genetici di classificazione, mentre in precedenza era considerata un membro delle Scrophulariaceae.

L'epiteto generico fu assegnato da Leonhart Fuchs, botanico del '500, latinizzando il nome comune della digitale in tedesco. Da 'fingerhut', che ha il significato di 'ditale', ottenne Digitalis, da digitus dito, per la corolla a forma di ditale.

L'epiteto specifico deriva dal termine latino lana, lanae. 'Tomentoso, lanoso' in riferimento alla peluria che ricopre i fiori.

15,00 €

Veronicastrum virginicum...

Erbacea perenne con alti steli verticali che portano spighe di fiori viola. I giovani getti, gli steli e i boccioli sono sfumati di rosso, da qui il nome della varietà 'Red Arrows' (Freccia rossa).

I Veronicastrum virginicum sono originari delle praterie umide di molte regioni americane e per ottenere buoni risultati devono essere cresciuti al sole in terreno fresco e ricco, non arido.

L'epiteto generico deriva dal nome del genere Veronica, con l'aggiunta del suffisso -astrum, per indicarne la somiglianza. Le differenze tra i due generi sono evidenti nella dimensione delle piante, le foglie vertiillate e i fiori, con il tubo della corolla più lungo dei lobi.

L'epiteto specifico riconduce all'origine geografica di queste piante, spontanee in Nordamerica e identificate inizialmente in Virginia.

10,00 €

Digitalis x valinii...

Bellissima cultivar con fiori color albicocca, rosati all'esterno e con la gola chiara, maculata, creata da Charles Valin di Thompson&Morgan. Gli ibridi del gruppo 'Illumination' sono caratterizzati da sterilità dei fiori e quindi da una lunghissima fioritura, da una vita superiore ai 2 anni (e quindi perenni) e una migliore resistenza al caldo e sono stati ottenuti dall'ibridazione di Digitalis purpurea(biennale) e Digitalis canariensis (prima Isoplexis canariensis, perenne particolarmente resistente al caldo). Le fonti riportano rusticità fino a -12°C, purchè si fornisca un buon drenaggio. La posizione ideale è in pieno sole, in terreno fertile.

L'epiteto generico fu assegnato da Leonhart Fuchs, botanico del '500, latinizzando il nome comune della digitale in tedesco. Da 'fingerhut', che ha il significato di 'ditale', ottenne Digitalis, da digitus dito, per la corolla a forma di ditale.

Fino al 2004 gli ibridi Digitalis purpurea x Isoplexis canariensis erano stati riuniti in un nuovo genere, chiamato Digiplexis, un portmanteau (por'mantò, dal francese in disuso 'attaccapanni'), o in italiano una parola macedonia o neologismo sincratico, termine ideato da Lewis Carrol (in 'Through the Looking-Glass, and What Alice Found There') per indicare la parola che nasce dall'unione di due termini tra loro diversi. Nel 2004 studi genetici specifici sul genere Isoplexis hanno rilevato la sua parentela stretta con il genere Digitalis e Isoplexis ne è entrato a far parte. Questi ibridi quindi non sono stati più considerati intergenerici, ma interspecifici e oggi la nomenclatura corretta li inserisce tra le Digitalis.

L'epiteto specifico fa riferimento al padre di questo gruppo di ibridi, Charles Valin ed è stato assegnato da James David Armitage, direttore del dipartimento di Tassonomia botanica della Royal Horticoltural Society.

10,00 €

Foeniculum vulgare 'Purpureum'

Questa varietà perenne di Finocchio è un esempio di come una pianta umile possa dare grandi risultati in giardino. Adatta al pieno sole, in terreno ben drenato, cresce molto in altezza, formando un cespuglio di foglie piumose che nascono color bronzo porpora e si schiariscono col passare del tempo. Decorativa dalla primavera all'inverno, attire le farfalle, in particolare Papilio Machaon, che depone sulle piante di Foeniculum le sue uova. I bruchi trovano in questa pianta un prezioso nutrimento per crescere e raggiungere lo stadio di crisalide. Le foglie fresche e i semi si utilizzano in cucina per il loro profumo di anice.

L'epiteto generico deriva dal nome latino del finocchio, come si trova in Plinio. Tale nome ha in sè la radice del termine foenum (fènum, fieno), probabilmente per le foglie sottili come quelle del fieno e per il loro aroma.

L'epiteto specifico vulgaris (vulgàris) in latino significa 'molto comune, diffuso', dal termine vulgus (vùlgus), volgo, plebe.

10,00 €

Crocosmia 'Mistral'

Bulbosa perenne con foglie a lancia, segnate da evidenti venature a rilievo e fusti rigidi che portano appariscenti fiori con petali arancio carico e gola gialla. Preferisce terreni ricchi e ben drenati in posizioni soleggiate, ma si adatta anche a posizioni a mezzombra. Si consiglia di dividere le piante ogni 3 o 4 anni per evitare sovraffollamento e una riduzione dei fiori. Come per tutte le bulbose, si consiglia di concimare dopo la fioritura per favorire l'accestimento e la fioritura dell'anno successivo.

Crocosmia 'Mistral' è probabilmente nata dall'ibridazione di Crocosmia masoniorum x Crocosmia paniculata. 

L'epiteto generico è composto dalle parole Crocus (croco, zafferano) e ὀσμή (osmé odore): che odora di zafferano, in riferimento alle foglie essiccate che, immerse in acqua calda, emanano un forte odore simile a quello dello zafferano.

9,00 €

Thymus longicaulis

Perenne aromatica diffusa in gran parte d'Italia, tappezzante, amata da api e farfalle.

Si consiglia di coltivare in pieno sole e terreno ben drenato.

L'epiteto generico deriva dal greco θύμον (thiùmon timo).

L'epiteto specifico è composto dalle parole latine longus (lungo) e caulis (gambo, fusto): dal gambo lungo.

8,00 €

Miscanthus sinensis...

Il fogliame verde venato di bianco per tutta la lunghezza crea un effetto finale argentato che ha fatto guadagnare a questa varietà il nome 'Morning Light', luce del mattino. Le spighe sono prima porpora e poi via via che si aprono assumono toni argentati. Richiede posizioni in pieno sole per fiorire adeguatamente e svilupparsi al meglio. Si adatta a diversi tipi di terreno purchè fertile, non arido, drenato.

L'epiteto generico Miscanthus nasce dall'unione delle parole greche μίσχος (míschos stelo) e ἄνϑοϛ (ánthos fiore), cioè 'con fiori portati da peduncolo/steli'  . L'epiteto specifico sinensis invece deriva dal termine latino Sina, Cina, con riferimento alle zone di origine di questa graminacea.

12,00 €

Isotoma fluviatilis

Erbacea perenne sempreverde tappezzante della famiglia delle Campanulaceae con fiori a stella, azzurri, profumati che si schiudono da Maggio ai primi geli.

Si può utilizzare per colmare zone difficili del prato, purchè siano raramente calpestate, tra le pietre di un selciato in posizioni ombrose o come ricadente in vasi e coppi. Per uno sviluppo ottimale richiede posizioni a mezzombra, in terreno fertile, drenato, mai arido.

La letteratura riporta diversi nomi alternativi: i più diffusi sono Pratia pedunculata, Laurentia fluviatilis, Enchysia gaudichaudii , Lobelia pedunculata, Rapuntium fluviatile e Lobelia fluviatilis. George Bentham nel suo testo Flora Australiensis (1864) ricondusse questa pianta al genere Isotoma. La nomenclatura accettata oggi è quindi Isotoma fluviatilis (R.Br.) F.Muell. ex Benth, con riferimento alla paternità di Bentham nell'identificazione di questa pianta. Gli altri sinonimi sono da considerarsi non validi.

L'epiteto generico deriva dall'unione dei due termini greci ísos (uguale) e tomé (taglio), per il taglio molto netto che suddivide in modo uguale i 5 lobi della corolla. L'epiteto specifico fluviatilis (in latino 'tipico dei fiumi) fa riferimento all'habitat preferito da questa pianta, terreni ricchi e umidi, in vicinanza di corsi d'acqua. 

7,00 €

Echinacea purpurea 'Virgin'

Una selezione di Piet Oudolf apprezzata per il portamento composto, con steli floreali che si mantengono verticali senza bisogno di sostegni, per i fiori profumati e per il bianco puro dei sepali disposti in un doppio giro attorno al disco centrale verde.

Le Echinacea preferiscono posizioni soleggiate, terreno drenato e fertile, non arido. Si consiglia recidere i fiori man mano che appassiscono per favorire la produzione di nuovi steli floreali.

L'epiteto generico assegnato da Linneo era Rudbeckia in omaggio a Olaus Rudbeck, botanico svedese del XVII sec. Il genere fu poi battezzato da Conrad Moench, nel 1794, con il nome Echinacea, che deriva probabilmente dal greco ἐχῖνος (echînos riccio, porcospino) in riferimento al disco centrale, formato da fiori fertili appuntiti, pungenti.

L'epiteto specifico in latino significa purpureo, color porpora, in riferimento al colore dei fiori della specie. L'origine è da ricercare nel termine greco πορφύρεος (porfiùreos di colore rosso porpora).

9,00 €