Echinacea paradoxa

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L'unica Echinacea spontanea a fiori gialli! Originaria di Missouri e Harkansas, tollera abbastanza bene periodi di siccità, anche se le condizioni migliori per lo sviluppo sono in pieno sole e terreno ben drenato, fertile. Ha alti steli rigidi che portano fiori con petali ricurvi verso il basso, gialli, macchiati di arancio in prossimità del disco centrale, marcatamente prominente e brunito. Produce una gran quantità di semi ed è quindi utilissima per nutrire la piccola fauna. Il profumo di miele che emanano i fiori è un chiaro segnale delle sue potenzialità come pianta mellifera.

L'epiteto generico assegnato da Linneo era Rudbeckia in omaggio a Olaus Rudbeck, botanico svedese del XVII sec. Il genere fu poi battezzato da Conrad Moench, nel 1794, con il nome Echinacea, che deriva probabilmente dal greco ἐχῖνος (echînos riccio, porcospino) in riferimento al disco centrale, formato da fiori fertili appuntiti, pungenti.

L'epiteto specifico deriva dal greco παράδοξος (parádoxos, paradosso) termine composto da παρά (pará contro) e da δόξα (dóxa opinione, aspettativa) col significato di 'contro le aspettative'. E' infatti l'unica Echinacea spontanea a fiorire in giallo, diversamente dalle altre, che fioriscono solitamente in toni del rosa.

La pianta è in vaso di 18 cm di diametro

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Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Echinacea paradoxa (Norton) Britton
Accentazione e pronuncia
Echinàcea paradòxa
Altezza Massima
100 cm
Esposizione
Sole
Colore
Giallo
Fogliame
Spogliante
Colore fogliame
Verde
Fioritura
Giugno-Agosto

Riferimenti Specifici

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Un ibrido di Crocosmia dalla fioritura sorprendente: grandi fiori arancioni con evidenti marcature rosso scuro. La pianta è altrettanto decorativa: fusti rossastri e foglie scure.

Crocosmia x crocosmiiflora è un ibrido di Crocosmia aurea x Crocosmia pottsii, ottenuta per la prima volta nel 1880 in Francia dal botanico Victor Lemoine.

L'epiteto generico è composto dalle parole Crocus (croco, zafferano) e ὀσμή (osmé odore): che odora di zafferano, in riferimento alle foglie essiccate che, immerse in acqua calda, emanano un forte odore simile a quello dello zafferano. Il basionimo assegnato da Lemoine era Montbretia, ormai sostituito da Crocosmia in ambito botanico, ma diffuso come nome comune.

L'epiteto specifico significa 'con fiori come quelli della Crocosmia' ed era stato assegnato da Lemoine che aveva battezzato il genere Montbretia in onore di Antoine François Ernest Coquebert de Montbret (1780-1801), un botanico francese che accompagnò Napoleone durante la sua Campagna d'Egitto nel 1798 e vi morì di peste. 

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L'epiteto generico deriva dal nome del genere Veronica, con l'aggiunta del suffisso -astrum, per indicarne la somiglianza. Le differenze tra i due generi sono evidenti nella dimensione delle piante, le foglie vertiillate e i fiori, con il tubo della corolla più lungo dei lobi.

L'epiteto specifico riconduce all'origine geografica di queste piante, spontanee in Nordamerica e identificate inizialmente in Virginia.

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Eutrochium dubium 'Baby Joe'

Ibrido nato dall' incrocio spontaneo tra due varietà di Eutrochium (syn. Eupatorium) purpureum in un vivaio olandese di Rijpwetering, registrato nel 2008 da Future Plants. E' molto simile a Eutrochium maculatum 'Purple Bush', con fusti rossastri e fiori piumosi color glicine, ma ha dimensioni ridotte e per questo ha riscosso grande successo sul mercato. Sul nome si continua a discutere, perché l'ibrido è stato registrato come Eupatorium purpureum 'Baby Joe' (clicca qui), ma la nomenclatura aggiornata e corretta considera come nome valido Eutrochium dubium 'Baby Joe'. Questo è quanto riporta il Missouri Botanical Garden, che insieme a Kew Gardens è uno dei riferimenti per la ricerca e la definizione della corretta nomenclatura delle piante a livello mondiale.

La posizione ideale in giardino è al sole, in terreno drenato, fertile, mai arido.

L'epiteto generico deriva dai termini greci εὖ (èu, qui nel senso di 'molto') e τροχός (trokhòs ruota, spirale) 'simile a una ruota' in riferimento alle foglie verticillate, attaccate cioè attorno al fusto sullo stesso asse (in pratica in cerchio attorno al fusto).

Le piante appartenenti al genere Eupatorium sono state riassegnate negli ultimi anni e battezzate con specifici epiteti generici (Eutrochium, Conoclinium, Ageratina...).

L'epiteto specifico in latino significa 'dubbio, di incerta attribuzione', in riferimento all'origine casuale di questo ibrido, nato in modo incontrollato dall'incrocio di due piante di Eutrochium, senza che sia stato possibile risalire nel dettaglio alle caratteristiche di ognuna.

Il nome della cultivar (letteralmente 'piccolo Joe') fa riferimento al nome comune di Eupatorium purpureum, 'Joe-Pye weed' cioè 'erba di Joe Pye'. Si racconta infatti di un nativo americano che in New Enlgand curava il tifo con questa pianta, battezzata poi col suo nome per ricordarlo (clicca qui per un articolo che approfondisce l'argomento!)

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Stipa ichu

Graminacea originaria del Sud America alta fino a 100cm. Da Giugno fino al gelo produce spighe singole, alte e slanciate, flessuose, che maturano in bianco argentato.

Coltivare in terreno ben drenato, con irrigazioni ridotte e in pieno sole.

Molto adatta anche alla coltivazione in vaso singolo come esemplare unico, data la sua bellezza.

Non deve essere tagliata a primavera, ma semplicemente pettinata con le mani o con un pettine in legno a denti larghi per rimuovere le spighe e le foglie dell'anno precedente.

L'epiteto generico deriva dal greco stippýon, lino, stoppa, termine derivato da stýpë, lino, stoppa, materiale setoso, piumoso.

L'epiteto specifico ichu significa paglia in lingua quechua, un gruppo linguistico della Bolivia e Perù.

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Phlox paniculata 'Brigadier'

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I fiori di Phlox paniculata sono commestibili, ottimi su gelato, insalate, macedonie e torte. Ogni varietà ha fiori più o meno dolci, più o meno profumati, ciascuna con un sapore specifico.

Coltivare in posizioni soleggiate (da 3 a 5 ore di sole), in terreno fertile, drenato, non arido. Le Phlox possono incorrere in malattie fogliari come l'oidio se soffrono la mancanza di acqua o crescono in terreni poveri o troppo pesanti che causano sofferenza radicale e indebolimento fogliare. Si consiglia di ripulire dai fiori secchi i panicoli sfioriti o cimare la parte terminale dei rami senza però tagliare eccessivamente, per non perdere l'altezza ottenuta dalla pianta.

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Perenne decidua con steli legnosi e foglie che con l'autunno diventano rosse. Si allarga tramite rizomi, formando un denso e compatto cuscino di foglie su cui tra luglio ed ottobre compaiono i fiori azzurro intenso (uno dei pochi fiori praticamente blu) con sepali rossastri. Preferisce posizioni in pieno sole o mezzombra ed è adatta anche per la coltivazione in vaso. Nel caso di posizioni meno soleggiate la fioritura è meno abbondante e le foglie meno rosse, ma forma comunque dei bellissimi cespugli.

L'epiteto generico è composto dalle parole greche κέρας, -ατοϛ (chéras, chèratos corno) e da στίγμα (stigma. in botanica la parte apicale del pistillo) in riferimento alle escrescenze cornee sullo stigma

L'epiteto specifico ricorda la somiglianza dei fiori di questa perenne con quelli della Plumbago. Il termine εἶδος (èidos), che costuisce la radice della seconda parte della parola plumbaginoides, vuol dire infatti simile, appunto a una Plumbago.

Ha vinto l' Award of Garden Merit della Royal Horticoltural Society nel 1993.

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Echinacea tennesseensis...

Varietà con abbondante fioritura rosa nei mesi estivi, da Giugno a Settembre. I fiori si comportano come quelli del girasole, seguendo tutti insieme il movimento del sole durante il giorno. I petali( o meglio i fiori ligulati sterili) sono leggermente curvati verso l'alto, a formare una coppa aperta. Il disco centrale, composto dai fiori fertili, ha toni bruniti e quando raggiunge la maturazione è molto decorativo, persistendo a lungo sulla pianta. Le Echinacea preferiscono posizioni soleggiate, terreno drenato e fertile, non arido. Si consiglia di non recidere gli ultimi fiori per favorire l' autodisseminazione.

L'epiteto generico assegnato da Linneo era Rudbeckia in omaggio a Olaus Rudbeck, botanico svedese del XVII sec. Il genere fu poi battezzato da Conrad Moench, nel 1794, con il nome Echinacea, che deriva probabilmente dal greco ἐχῖνος (echînos riccio, porcospino) in riferimento al disco centrale, formato da fiori fertili appuntiti, pungenti.

L'epiteto specifico indica la provenienza geografica, col significato di ' del Tennessee'. Le Echinacea sono infatti in gran parte originarie del Nord America.

12,00 €

Symphyotrichum turbinellum

Una nuvola di fiori di un bellissimo azzurro tendente al viola portati su rami arcuati.

Originario delle praterie asciutte del Nord America, resiste bene a periodi di asciutto e si può coltivare sia in pieno sole che a mezzombra.

Come per tutti gli Aster (comunemente chiamati Settembrini), si consiglia di effettuare una cimatura a fine Maggio, per favorire l'accestimento e la produzione di un numero maggiore di fiori.

L'epiteto generico deriva dal greco σύμφῠσις (siùmfiusis, unione) e da ϑρίξ, τριχóϛ (thríx, trichόs capello, pelo), probabilmente riferito a una cultivar europea con peli uniti alla base, osservata da Christian Gottfried Daniel Nees von Esenbeck, botanico tedesco della prima metà dell' 800.

L'epiteto specifico è un diminutivo di túrbo, -inis (turbine, vortice, trottola): per la presenza di organi di forma conica o con andamento elicoide nel fiore.

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Hesperantha coccinea 'Major'

Originaria di Sud Africa e Zimbabwe è una perenne rizomatosa a fioritura autunnale che fiorisce quando la maggior parte delle altre piante inizia il riposo vegetativo. Della stessa famiglia delle Iris, richiede posizioni a mezzombra e terreno fertile, drenato, non arido.

L'epiteto generico è formato dalle parole greche ἑσπέρα (espèra, sera) e ἄνθος (anthos, fiore) 'che si schiude la sera'. Il sinonimo Schizostylis deriva dal greco σχίζω (schízo dividere) e στύλος (stiùlos stilo) 'con lo stilo diviso'.

L'epiteto specifico in latino significa 'rosso' in riferimento al colore della specie.

9,00 €

Helianthus mollis

Varietà di Helianthus perenne con foglie verde-argento e fiori gialli con il centro bruno. Si adatta a terreni di diverso tipo, purchè ben drenati. Tende ad allargarsi con rizomi e a disseminarsi ed è quindi adatto per la naturalizzazione. Se isolato necessita di sostegni, si consiglia di cimare la pianta ad inizio stagione per favorire l'accestimento  e la produzione di un numero maggiore di fiori. Durante l'autunno el'inverno i semi sono molto apprezzati dai piccoli animali selvatici.

L'epiteto generico deriva dal greco ἥλιος hélios sole e da ἄνϑοϛ anthos fiore: per la somiglianza dei fiori con il sole e per il loro comportamento; seguono infatti il suo movimento durante il giorno.

L'epiteto specifico dal latino mollis (molle, tenero) fa riferimento alle foglie, coperte da una fitta peluria.

12,00 €

Paeonia 'The Fawn'

Paeonia erbacea insolita e affascinante: i fiori, ricchi di petali, profumati, sono di un bellissimo rosa e presentano una puntinatura in rosa più scuro che ricorda il manto di un cerbiatto (in inglese 'fawn'). Le giovani foglie in primavera sono rosse e creano bellissimi effetti cromatici in giardino.

Coltivare in pieno sole o mezzombra, in terreno fertile, drenato. Sopporta anche i terreni argillosi, purchè drenati.

L'epiteto generico deriva dal nome greco παιωνία (paionía), assegnato da Teofrasto in onore di Peone (Παίων Pàion), medico degli dei greci che fu mutato in fiore da Plutone come ringraziamento per averlo curato da una ferita inflittagli da Ercole. Anche Plinio il Vecchio fornisce la stessa etimologia (XXV, 3). Inoltre è probabile che abbia preso il nome dalla regione omonima in cui cresce, a nord della Macedonia. 

22,00 €

Iris sibirica 'Dawn Waltz'

Varietà con fiori bianco rosato e gola soffusa di giallo-verde, registrata nel 2007 da Marty Schafer/Jan Sacks. Coltivare in pieno sole o al massimo mezzombra(non meno di 4 o 5 ore di sole al giorno) in terreno fertile, drenato, irrigato regolarmente prima e durante la fioritura. Dopo la fioritura si possono ridurre le irrigazioni.

I fiori sono grandi (12 cm). L'epiteto generico deriva dal nome della dea Iris (Iride, nella mitologia greca Ἶρις Iris), messaggera degli dei il cui nome deriva da quello dell’arcobaleno (ἶρις, iris).

L'epiteto specifico sibirica (dal latino sibiricus, della Siberia) fa riferimento all'origine geografica di questa specie.

18,00 €

Oenothera odorata 'Sulphurea'

Ha steli scuri, alti e boccioli rossastri che si aprono la sera, verso le 19, profumando l'aria tutto attorno. I fiori sbocciano color crema, soffuso di giallo tenue e con la gola giallo oro e maturano la mattina successiva in color albicocca. Molto fiorifera e vigorosa, si autodissemina abbondantemente. Coltivare in pieno sole e terreno ben drenato.

L'epiteto generico Oenothera sembra derivare dal greco οἰνοϑήρας (oinotèras) con riferimento al probabile utilizzo che veniva fatto dai Greci della radice per aromatizzare il vino.

L'epiteto specifico deriva dal latino odorare, esalare profumo, in riferimento al dolce profumo dei fiori. Il sinonimo Oenothera stricta 'Sulphurea' ha come epiteto specifico il termine latino stricta, col significato di 'dritta, eretta'.

Il nome della varietà deriva da sulphur, zolfo, per il colore giallo zolfo dei fiori.

8,00 €

Kniphofia 'Pineapple Popsicle'

Erbacea perenne originaria del Sudafrica, vigorosa e resistente (fino a -15°C ), con alti steli rigidi che portano vistose pannocchie giallo paglierino da Giugno a Novembre. La serie Popsicle è stata sviluppata in America: portamento compatto, fioritura lunghissima e vasta gamma di colori, dal giallo tenue al rosso. Coltivare in pieno sole, in terreno ben drenato, fertile, non arido. Per quanto resistano alla mancanza di acqua per brevi periodi le Kniphofia si sviluppano al meglio e fioriscono abbondantemente se ricevono irrigazioni regolari.

L'epiteto generico ricorda il botanico tedesco Johann Hieronymus Kniphof (1704-1763), professore di medicina e autore di un libro di illustrazioni di piante.L'epiteto generico ricorda il botanico tedesco Johann Hieronymus Kniphof (1704-1763), professore di medicina e autore di un libro di illustrazioni di piante. In precedenza le Kniphofia venivano chiamate Trìtoma, dal greco τρέις (tréis tre) e da τόμος (tómos fetta, ritaglio): divisa in tre parti.

9,00 €

Salvia nutans

Una Salvia poco diffusa nei giardini, ma conosciuta da molti anni, da quando Linneo la identificò e registrò (HU [Horto Upsaliensis] * nutans 27, foglio 57). Originaria dei Balcani, è sorprendentemente rustica, forma una rosetta di foglie basali rugose e fiorisce ciclicamente da Maggio a Ottobre, con alti steli che portano grappoli penduli di fiori viola. Coltivare in terreno ben drenato in pieno sole, facendo attenzione alle limacce.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

L'epiteto specifico dal latino nutare (nutàre pendere, ondeggiare) con riferimento al portamento pendulo degli steli floreali.

10,00 €