Muhlenbergia lindheimeri

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Iva incl.

Graminacea originaria dell'America Centrale, ha lunghe foglie sottili glauche che persistono in caso di inverni non troppo rigidi. Rustica fino a -15°C (tollera temperature momentanee inferiori purchè abbia un drenaggio ottimo). Coltivare in pieno sole, in terreno ben drenato, non arido. Tollera brevi periodi di siccità, ma da' il meglio di sé con irrigazioni regolari.

E' l'ultima graminacea a produrre spighe, prima color crema, poi soffuse leggermente di rosa, persistenti per buona parte dell'inverno.

L'epiteto generico rimanda al botanico americano G.H.E. Muhlenberg, mentre l'epiteto specifico ricorda il botanico tedesco Jacob Ferdinand Lindheimer.

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La pianta è in vaso di 18 cm di diametro

Quantità
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CR001A002

Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Muhlenbergia lindheimeri Hitchc.
Accentazione e pronuncia
Mulenbèrgia lindeimèri
Altezza Massima
160 cm
Esposizione
Sole
Colore
Bianco
Fogliame
Semi-Sempreverde
Colore fogliame
Glauco
Fioritura
Ottobre-Dicembre

Riferimenti Specifici

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Panicum virgatum 'Northwind'

Bellissima varietà con foglie verde glauco in primavera ed estate e giallo intenso in autunno. Il portamento verticale, la resistenza a vento e pioggia, lo sviluppo a colonna e il colore lo rendono insuperabile in giardino, in abbinamento con fioriture o altre graminacee, per dare struttura e slancio. Coltivare in pieno sole, in terreno fertile, non arido. Sopporta anche terreni argillosi. Con poco sole perde la compattezza che lo caratterizza e tende ad assumere un portamento più morbido e meno verticale.

L'epiteto generico deriva dal latino Panīcum (panìco, erba con spighe a pannocchia, Cato, Caes., Plin.)

L'epiteto specifico dal latino virga(verga, bastone).

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Stipa calamagrostis

Una bellissima graminacea per posizioni in pieno sole e terreni drenati. In estate porta una gran quantità di spighe piumose, leggerissime e decorative fino all'autunno. Conosciuta come Stipa calamagrostis è stata assegnata secondo recenti studi genetici e morfologici al genere Achnatherum, ma il nome precedentemente in uso resta un sinonimo. La forma, il portamento e le spighe ricordano una Calamagrostis acutiflora 'Karl Foerster' di piccole dimensioni.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄχνη (áchne pula, lanugine) e da ἀθήρ (athér arìsta): con arìste lanuginose.

L'epiteto specifico deriva dall'unione dei termini calamus (càlamus canna, dal greco κάλαμος cálamos) e Agrostis (dal greco ἀγρός agrós campo e ὄστις ostis pronome relativo: quella dei campi) col significato di 'Agrostis con l'aspetto di una canna' per l'aspetto foglioso associato a steli alti che portano spighe piumose.

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Miscanthus sinensis 'Purple...

Varietà compatta che si fa notare in autunno per i colori del fogliame, un mix di arancio, viola e rosso. Durante tutta la stagione le foglie hanno una venatura bianca. La fioritura, color crema, inizia alla fine dell'estate e le spighe persistono e decorano il giardino per gran parte dell'inverno.

Coltivare in pieno sole, per favorire la colorazione delle foglie, in terreno ricco, non arido.

L'epiteto generico Miscanthus nasce dall'unione delle parole greche μίσχος (míschos stelo) e ἄνϑοϛ (ánthos fiore), cioè 'con fiori portati da peduncolo/steli'  . L'epiteto specifico sinensis invece deriva dal termine latino Sina, Cina, con riferimento alle zone di origine di questa graminacea.

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Briza media 'Limouzi'

Graminacea semi-sempreverde con foglie verde glauco sfumate di rosso sugli apici e infiorescenze pendule giallo-verdi spesso soffuse di porpora. Coltivare al sole in terreno drenato, non arido. Tollera anche terreni poveri e mediamenti asciutti. La varietà Limouzi è più alta rispetto alla specie.

L'epiteto generico  deriva dal greco βρίζα (brίza un tipo di cereale), da βρίζειν (brízein, annuire) in riferimento alle spighe che dondolando nel vento, come se annuissero. In inglese la Briza è detta quaking grass, in riferimento al suono che producono le spighe mosse dal vento.

L'epiteto specifico fa riferimento alla dimensione delle spighe, più piccole rispetto a quelle di Briza maxima e più grandi di quelle di Briza minor. Deriva dall'aggettivo medius medio, intermedio.

Il nome della cultivar potrebbe fare riferimento alla regione francese del Limousin, Limouzi in forma arcaica. La Briza media è diffusa in gran parte dell' Europa, compresa la Francia. Che sia una cultivar selezionata da qualche vivaista francese della zona? 

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Molinia caerulea subsp....

Varietà di grande effetto, con foglie basali più larghe di altre cultivar e lunghi steli che in autunno assumono toni giallo-arancio e persistono tutto l'inverno, costituendo un bellissimo elemento strutturale in giardino. Coltivare al sole o mezzombra in terreno fertile, umido. Si adatta bene anche in terreno argilloso, purchè non arido.

L'epiteto generico ricorda il botanico cileno Juan Ignacio Molina. L'epiteto specifico (indistintamente caerulea o coerulea) deriva dal latino caeruleus, azzurro, con riferimento al colore dei fiori, violacei. Arundinacea invece fa riferimento all'aspetto 'simile a una canna' (arundo, arùndinis - canna).

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Stipa ichu

Graminacea originaria del Sud America alta fino a 100cm. Da Giugno fino al gelo produce spighe singole, alte e slanciate, flessuose, che maturano in bianco argentato.

Coltivare in terreno ben drenato, con irrigazioni ridotte e in pieno sole.

Molto adatta anche alla coltivazione in vaso singolo come esemplare unico, data la sua bellezza.

Non deve essere tagliata a primavera, ma semplicemente pettinata con le mani o con un pettine in legno a denti larghi per rimuovere le spighe e le foglie dell'anno precedente.

L'epiteto generico deriva dal greco stippýon, lino, stoppa, termine derivato da stýpë, lino, stoppa, materiale setoso, piumoso.

L'epiteto specifico ichu significa paglia in lingua quechua, un gruppo linguistico della Bolivia e Perù.

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Pennisetum alopecuroides...

Per gli amanti delle foglie scure! Questa cultivar di Pennisetum alopecuroides ha tutte le qualità di 'Little Bunny' (compatto, rotondo, facile da utilizzare nelle bordure) e in più ha un bellissimo colore del fogliame. Si adatta molto bene anche al vaso. Coltivare in terreno fertile, ben drenato, non arido, in pieno sole. Rustico, resistente, è una garanzia!

L'epiteto generico deriva dal latino penna (piuma) e da seta (setola): con setole piumose.

L'epiteto specifico è formato dalle parole greche dal greco ἀλώπηξ (alópex volpe ), οὐρά (urá coda) ed εἷδος (èidos sembianza): simile ad un Alopecurus, cioè con spighe simili a code di volpe.

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Panicum virgatum 'Heavy Metal'

Varietà apprezzata per il fogliame glauco, decisamente azzurro, in primavera e fino all'estate. Dall'autunno assume i toni del giallo. Portamento verticale, ordinato. Coltivare in pieno sole e terreno fertile, non arido.

L'epiteto generico deriva dal latino Panīcum (panìco, erba con spighe a pannocchia, Cato, Caes., Plin.)

L'epiteto specifico dal latino virga(verga, bastone).

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Hakonechloa macra 'Naomi'

Una varietà scoperta nel trial garden di Olivier Bennato Chez ('padre' di H. macra 'Nicolas') in Francia e diventata popolare per la bellezza autunnale e il portamento compatto. Il fogliame è verde e presenta striature crema irregolari. Molto simile nel colore primaverile a Hakonechloa macra 'Aureola' si distingue però per i toni rossi che assume in autunno e che la rendono molto decorativa. Coltivare a mezzombra in terreno fertile, umifero, mai arido.

L'epiteto generico deriva dal nome del monte Hakone (Prefettura di Kanagawa, Giappone) e dal greco χλόα (chlóa erba): erba del monte Hakone, in riferimento alla provenienza dei primi esemplari identificati in natura.

L'epiteto specifico macra deriva dal greco μακρόϛ (macrós lungo, grande) in riferimento alle lunghe foglie di questo genere.

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Hierochloë odorata

Graminacea con foglie che una volta essiccate hanno un intenso profumo di vaniglia, dato dalla cumarina contenuta nella pianta. Preferisce posizioni in pieno sole e terreni freschi, umidi, non aridi. E' diffusa in diverse regioni del nord Italia, tra i 1000 e i 1800 mt.

In America è utilizzata dai Nativi per la realizzazione di trecce essiccate che vengono bruciate durante i rituali di purificazione. In Polonia viene prodotta una Vodka, la Żubrówka, aromatizzata con le foglie di questa graminacea, per conferire il tipico odore di vaniglia.

L'epiteto generico deriva dal greco ἱερός (ierós sacro) e da χλόα (chlóa erba) 'erba sacra'.

L'epiteto specifico significa 'dall'odore gradevole', dal verbo latino odorare (esalare profumo).

Alcuni autori lo considerano affine all'Anthoxanthum e quindi è stato utilizzato l'epiteto specifico nitens per differenziarlo da Anthoxanthum odoratum, con foglie aromatiche. Deriva dal greco ἄνϑοϛ (ánthos fiore), e ξανϑóς (xanthós giallo), per l'aspetto giallastro della pannocchia dopo la fioritura. Nitens: splendente, brillante, participio presente di nĭtĕre, (nìtere risplendere, brillare).

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Calamagrostis brachytricha

Graminacea di origine asiatica dalla forma compatta, cespugliosa, con spighe che spuntano rosate e maturano in bianco. Adatta a posizioni soleggiate, tollera anche qualche ora di sole in meno e preferisce terreni ricchi e ben drenati. La mancanza di acqua ne riduce le dimensioni e la spigatura. Diversamente da altre Calamagrostis (come C. acutiflora 'Karl Foerster') è una 'warm season grass', cioè una graminacea che fiorisce nella stagione calda. Infatti inizia alla fine dell'estate  a produrre spighe che persistono poi fino all'inverno.

L'epiteto generico deriva dall'unione dei termini calamus (càlamus canna, dal greco κάλαμος cálamos) e Agrostis (dal greco ἀγρός agrós campo e ὄστις ostis pronome relativo: quella dei campi) col significato di 'Agrostis con l'aspetto di una canna' per l'aspetto foglioso associato a steli alti che portano spighe piumose.

L'epiteto specifico è composto dalle parole greche βραχύς (brachiùs corto, breve) e θρίξ, τριχός (thrix, trichós pelo): con peli corti, in riferimento alla conformazione della spiga.

Vincitrice nel 2006 dell' Award of Garden Merit assegnato dalla Royal Horticoltural Society.

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Stipa gigantea

Graminacea imponente e leggerissima, originaria della penisola iberica e del nord Africa, vincitrice dell' Award of Garden Merit della RHS. Dall'inizio dell'estate produce alte spighe che ondeggiano al vento e mantiene la sua bellezza fino all'inverno. Il cespuglio di foglie basali è semi-sempreverde e in primavera è sufficiente tagliare le spighe dell'anno precedente. Si coltiva in pieno sole in terreno ben drenato, irrigato regolarmente per i primi tempi, fino a che la pianta non è ambientata e capace di sopportare periodi di siccità.

L'epiteto generico deriva dal greco στύππη (stiùppe, stoppa, ammasso di fibre). Intorno al 1990 il genere Stipa è stato studiato in modo dettagliato sulla base di ricerche morfologiche e genetiche e le piante appartenenti a questo genere sono stato riassegnate, adottando nomi già precedentemente utilizzati per la stessa pianta o talvolta nomi nuovi. Vale, tra le altre, per Stipa tenuissima, oggi Nassella tenuissima e per Stipa gigantea, oggi Celtica gigantea. I nomi precedentemente utilizzati rimangono come sinonimi e possono essere utilizzati senza cadere in errore, ma rappresentano con minore esattezza l'identità della pianta di cui parliamo.

L'epiteto specifico deriva dal greco γιγάνθειος (gigánteios, gigantesco) in riferimento alle dimensioni della pianta rispetto ad altre appartenenti allo stesso genere.

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Deschampsia cespitosa...

Una selezione del vivaista tedesco Karl Foerster, con una spigatura leggermente più tardiva (appunto tardi-flora) e molto più duratura, fino ad inverno inoltrato. Le spighe, leggere e slanciate, maturano durante la stagione in un bel colore ambrato e persistono sulla pianta fino alle gelate invernali, rivestendo un ruolo importante nella struttura invernale del giardino. Preferisce terreni ricchi, non aridi, anche argillosi e posizioni al sole o mezzombra.
L'epiteto generico è stato assegnato in ognore di Louis Auguste Deschamps (1765-1842), medico, naturalista e botanico francese.
L'epiteto specifico deriva da caespes (cèspes, zolla erbosa): cespitoso, accespito, per il portamento della pianta, che cresce a fitti ciuffi. In alcuni vecchi testi si trova scritta con il binomio -ae-, caespitosa (cespitosa), ormai in disuso.
Linneo l'aveva battezzata Aira cespitosa, da Αἶρα (àira, nome greco di Lolium temulentum come si trova in Dioscoride II,93), che Linneo probabilmente aveva erroneamente considerato affine alla Deschampsia.

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Molinia caerulea 'Moorhexe'

Varietà compatta che con i suoi 50cm di altezza è perfetta anche per la coltivazione in vaso. Ha spighe porpora, che creano un bellissimo contrasto con il fogliame. Preferisce posizioni al sole o mezzombra in terreno fertile, umido. Si adatta bene anche in terreno argilloso, purchè non arido.

L'epiteto generico ricorda il botanico cileno Juan Ignacio Molina.

L'epiteto specifico (indistintamente caerulea o coerulea) deriva dal latino caeruleus, azzurro, con riferimento al colore dei fiori, violacei. Arundinacea invece fa riferimento all'aspetto 'simile a una canna' (arundo, arùndinis - canna).

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