Lychnis flos-cuculi 'Petite Jenny'

9,00 €
Iva incl.

Una fioritura appariscente e molto abbondante in primavera che si ripete ciclicamente, anche se in tono ridotto, fino all'autunno se si ha l'accortezza di recidere gli steli sfioriti tagliandoli alla base. Si consiglia di coltivare a mezzombra, raggiunta da almeno 3 o 4 ore di sole diretto per favorire un portamento compatto e una maggiore rigidità degli steli. Si sviluppa velocemente formando un denso cespuglio basale di foglie dalla forma allungata e ogni anno produce un numero maggiore di steli. Preferisce terreno drenato e fertile, non arido, anche se si è rivelata molto più resistente del previsto a periodi di siccità, ovviamente però a discapito della fioritura.

L'epiteto generico deriva dal greco λύχνoς (liùcnos lampada, lucerna): gli steli di alcune piante di questo genere erano impiegati come stoppini per le lucerne. In realtà i Greci attribuivano questo nome a una pianta dalle foglie cotonose che, come dice Plinio (XXV, 10), servono per fare dei lucignoli alle lampade. Secondo lui è una specie di Verbascum e secondo Dioscoride (III, 98) è un Agrostemma, genere con foglie spesse e pelose simili a quelle del Verbascum. In seguito Agrostemma e Lychnis sono diventati sinonimi e quindi è lecito pensare che il riferimento nei testi classici potesse essere alle Lychnis come ad esempio Lychnis coronaria( syn. Agrostemma coronaria). 

L'epiteto specifico ha origine dubbia. E' composto dai termini flos(fiore) e cuculus (cucùlus, cucùlo). Alcuni autori sostengono faccia riferimento alla presenza frequente sugli steli di questa pianta della schiuma della sputacchina, la larva dell’insetto Philaenus spumarius, chiamata anche saliva di cuculo. Altri, come ad esempio Alexandre de Théis (Glossaire de Botanique, 1810) interpretano il nome come un riferimento alla credenza popolare diffusa in tutta Europa per cui al canto del cuculo corrisponda l'arrivo della primavera.

La pianta è in vaso di 14 cm di diametro

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CR001A002

Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Lychnis flos-cuculi L.
Accentazione e pronuncia
Lìcnis flòs-cucùli
Sinonimo
Silene flos-cuculi (L.) Greuter & Burdet
Altezza Massima
60 cm
Esposizione
Mezzombra
Esposizione
Sole
Colore
Rosa
Fogliame
Semi-Sempreverde
Colore fogliame
Verde
Fioritura
Maggio-Ottobre

Riferimenti Specifici

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Lysimachia atropurpurea è una perenne a vita breve originaria dei Balcani. La cultivar Beaujolais ha aspetto molto simile alla specie, con foglie argento e fiori molto scuri riuniti in pannocchie leggermente curvate che ricordano un collo d'oca (da qui il nome comune in inglese Gooseneck loosestrife). Coltivare a mezzombra in terreno ben drenato e fertile.

L'epiteto generico deriva dal nome greco Λυσίμαχος (Lisìmachos) Lisimaco, generale macedone al seguito di Alessandro Magno, poi re di Tracia, Asia Minore e Macedonia: la leggenda narra che Lisimaco alimentasse i suoi buoi con foglie di Lysimachia per calmarli. Secondo Linneo potrebbe derivare invece da Lysimachus, re di Sicilia, di cui scrive anche Plinio. Il nome Lisimaco deriva comunque da λύσις μάχη (lùsis máche, che scioglie la battaglia), lo stesso significato di loosestrife, nome comune inglese di questo genere.

L'epiteto specifico è composto dalle parole latine ater(scuro) e purpureus(purpureo) con riferimento al colore porpora scuro dei fiori.

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Bulbosa perenne a portamento cespuglioso con foglie larghe e carnose e fiori di colore bianco con macchie verdi sugli apici. Ogni stelo porta da 2 a 5 fiori.

I Leucojum sono specie protetta in gran parte d'Italia e si trovano autoctoni in tutto il centro-Nord. La cultivar 'Graveteye Giant' rispetto alla specie ha fiori più grandi e raggiunge un'altezza maggiore(circa 70 cm). Il nome della varietà deriva da Gravetye Manor, la casa del famoso giardiniere e scrittore William Robinson (1838-1935) che la coltivò per primo.

Coltivare in pieno sole o mezzombra in terreno fertile, drenato, non arido.

L'epiteto generico Leucojum ha origine dai termini greci λευκός (leucós bianco) e ἲον (íon violetta) con riferimento al fatto che fiorisce in bianco nello stesso periodo delle violette. In Dioscoride si trova un Leucojum, ma con questo termine si riferiva al Cheirantus (Dioscoride, De Materia Medica III, 121).

L'epiteto specifico aestivum differenzia questo Leucojum a fioritura primaverile da Leucojum vernum, a fioritura precoce.

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Fiori semi doppi, rossi, che si schiudono tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate. Rustica, molto resistente, da coltivare al sole o mezzombra, in terreno fertile e ben drenato. Si può coltivare in piena terra o in vaso.

L'epiteto generico deriva dal greco γεῦμα (gheúma assaggio, gusto, buon sapore). Plinio (XXVI, 7) dice che il geum ha delle radici di odore e sapore gradevoli e che può curare i disturbi della digestione. Questo gusto aromatico nella botanica antica gli aveva fatto attribuire il nome di caryophyllata, cioè 'erba dall'odore di chiodo di garofano'.

L'epiteto specifico deriva dalla forma latinizzata del termine spagnolo chilensis, 'del Cile'.

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Thalictrum pubescens

Il più alto ed imponente dei Thalictrum, originario del Nord America, con fusti ben strutturati carichi di fiori piumosi bianchi. Coltivare al sole o mezz'ombra in terreno fertile, non arido, drenato. Lo abbiamo prodotto da seme e testato per alcuni anni e si è rivelato forte e resistente sia in vaso che in terra, decisamente affidabile!

L'epiteto generico deriva dal nome di questa pianta in greco, θάλικτρον (thálictron, pigamo), citato da Dioscoride nel De Materia Medica.

L'epiteto specifico deriva da pubes, in latino la lanugine adolescenziale del mento e fa riferimento alla peluria che copre i piccioli delle foglie,

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Bistorta affinis...

Una varietà affascinante con foglie coriacee che passano dal verde dell'estate ad un intenso color bronzo dell'autunno. I fiori nascono rosa chiaro e maturano in rosa scuro. Sulla stessa pianta si notano quindi spighe di diverse tonalità che rendono molto interessante questa tappezzante per posizioni soleggiate o semi-ombreggiate in terreno fertile, umifero, mai arido. Forma un cuscino di foglie da cui spuntano le spighe di fiori per tutta l'estate.

L'epiteto generico è formato dalle parole latine bis (due volte) e tortus (torto), cioè ritorto, in riferimento alla conformazione della radice.

Persicaria (sinonimo tutt'ora in uso) deriva invece da malus persica (pesco) per le foglie simili a quelle del pesco di molte specie in questo genere.

L'epiteto specifico in latino può significare affine, simile oppure può derivare da ad-finis, cioè 'vicino al confine'. Difficile capire quale dei due significati sia da preferire: probabilmente il primo, in riferimento alla somiglianza delle foglie di questa specie con le foglie di altre Persicaria/Bistorta.

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L'epiteto generico ha origine dal nome dell'eroe greco Ἀχιλλεύς (Achilleùs Achille). Plinio (XXV, 5) riferisce che fu così denominata in quanto Achille, discepolo di Chirone, se ne servì per primo per curare alcuni compagni durante l'assedio di Troia, per le proprietà cicatrizzanti di questa pianta.

L'epiteto specifico deriva dal latino mille e da folium (fòlium foglia) in riferimento alle foglie finemente divise.

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Cultivar a fiore doppio di Chamaemelum nobile, conosciuto comunemente come Camomilla romana. Una camomilla perenne, diversamente da Matricaria chamomilla, o Camomilla comune, che è annuale. Originaria dell'Europa occidentale e del Nord Africa, si è diffusa anche in altre zone, compresa l'Italia, sfuggendo ai giardini e alle coltivazioni. Preferisce terreni ben drenati, anche poveri, in pieno sole.

Le giovani foglie e i fiori vengono utilizzati per aromatizzare tisane e insalate. L'aroma delle foglie (che ricorda il profumo delle mele) è intenso e molto particolare e la rende perfetta anche per la coltivazione in giardino perché, oltre a regalare una lunga fioritura, profuma l'aria ogni volta che viene tagliata o calpestata. La camomilla romana è stata utilizzata nel 2019 da Alessandro Michele per la creazione del profumo 'Mémoire D'une Odeur'.

Fin dall'antichità sono state apprezzate le sue proprietà sedative, antispasmodiche, antinfiammatorie, antisettiche e antimicrobiche. Si raccoglie in Giugno, recidendo i capolini non ancora fioriti, da essiccare subito in luogo asciutto, ventilato, all'ombra.

L'epiteto generico deriva dal greco χαμαίμηλον (chamaímelon): il termine è composto dall'avverbio χᾰμαὶ- (csamàì- a terra) e da μῆλον (mèlon mela), 'mela di terra' in riferimento al profumo di mela emanato dalle foglie, come annota Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. In Spagna viene chiamata manzanilla, diminutivo di manzana (mela). E' utilizzata per aromatizzare tra gli altri anche il vermouth e alcune tipologie di Sherry. 

L'epiteto specifico in latino significa nobile, rinomato, per le riconosciute proprietà curative di questa pianta.

Il nome comune 'camomilla romana' venne assegnato nel 1588 dal monaco Joachim Camerarius, perché aveva identificato questa pianta nella campagna attorno a Roma, dove si era diffusa perché probabilmente sfuggita alla coltivazione.

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Muhlenbergia capillaris...

Una varietà particolare e insolita, leggermente più tardiva rispetto a Muhlenbergia capillaris. Ha spighe che iniziano ad aprirsi a Novembre, piumose,  bianche, soffuse di verde, con un effetto molto luminoso e persistono per gran parte dell'inverno. Bellissima sia per la bellezza delle spighe che per gli effetti delle gelate che decorano, rivestono, intarsiano ogni singolo piumino.

Coltivare in pieno sole in terreno ben drenato.

L'epiteto generico rimanda al botanico americano G.H.E. Muhlenberg, mentre l'epiteto specifico viene dal latino capillus (capello) con riferimento agli elementi sottilissimi che compongono la spiga.

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Seseli libanotis

Ombrellifera perenne spontanea in diverse regioni Italiane, conosciuta con i nomi comuni di Finocchiella a foglie di carota. Si coltiva in terreni drenati, anche poveri, in pieno sole. Porta infiorescenze bianche ad ombrello leggerissime, su steli alti e glauchi. Dopo la fioritura si possono lasciare gli steli sulla pianta per favorire la disseminazione o recidere le infiorescenze sfiorite per stimolare la produzione di nuova vegetazione. Durante l'estate solitamente va a riposo e inizia a vegetare alla fine dell'inverno, formando una rosetta basale da cui si alzano in primavera gli steli.

L'epiteto generico deriva dal greco σέσελις (séselis), pianta citata da Aristofane, Dioscoride, Plutarco e utilizzata nella preparazione della Triaca, preparato farmaceutico antico che si diceva curasse ogni avvelenamento.

L'epiteto specifico deriva dal latino libanotis (libanòtis, rosmarino).

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Echinacea hyb. 'Mini Belle'

Questa Echinacea è parte della serie Cone-Fection, lanciata nel 2011 dal vivaio olandese AB Cultivars. La serie Cone-Fection riunisce Echinacea dal fiore a pom pom dai colori molto appariscenti. Echinacea 'Mini Belle' garantisce ottimi risultati: è vigorosa, resistente e longeva, avendo nel suo corredo genetico anche Echinacea tennesseensis. E' in pratica la miniatura di Echinacea hybr. 'Southern Belle', con lo stesso portamento e fiori molto simili, solo più piccoli. Il disco centrale dei fiori inizialmente è piatto e pian piano che i fiori maturano il disco assume l'aspetto di un pon-pom. I fiori sono magenta e i petali esterni hanno un tono più chiaro. Le Echinacea preferiscono posizioni soleggiate, terreno drenato e fertile, non arido. Si consiglia di recidere i fiori man mano che appassiscono per favorire la produzione di nuovi steli floreali.

L'epiteto generico assegnato da Linneo era Rudbeckia in omaggio a Olaus Rudbeck, botanico svedese del XVII sec. Il genere fu poi battezzato da Conrad Moench, nel 1794, con il nome Echinacea, che deriva probabilmente dal greco ἐχῖνος (echînos riccio, porcospino) in riferimento al disco centrale, formato da fiori fertili appuntiti, pungenti.

12,00 €

Scabiosa columbaria nana

Una varietà compatta, in fiore da Maggio fino a Novembre.

Adatta a posizioni soleggiate e terreni drenati, anche poveri.

Molto amata dagli insetti impollinatori, in particolare dalle farfalle.

L'epiteto generico deriva dal latino scabies (scàbies scabbia) perché la pianta veniva usata in passato come cura contro la scabbia.

L'epiteto specifico potrebbe derivare da calumbarius (columbàrius, colombaria, sepolcreto, un tipo di sepoltura romana in cui le nicchie, semicircolari, erano sovrapposte a file) e riferirsi alla somiglianza del centro del fiore della Scabiosa a questo motivo geometrico. Un'altra possibile (ma dubbia) etimologia riconduce l'origine del nome alla somiglianza del fiore con una colomba.

7,00 €

Veronicastrum virginicum...

Erbacea perenne con alti steli verticali che portano spighe di fiori viola. I giovani getti, gli steli e i boccioli sono sfumati di rosso, da qui il nome della varietà 'Red Arrows' (Freccia rossa).

I Veronicastrum virginicum sono originari delle praterie umide di molte regioni americane e per ottenere buoni risultati devono essere cresciuti al sole in terreno fresco e ricco, non arido.

L'epiteto generico deriva dal nome del genere Veronica, con l'aggiunta del suffisso -astrum, per indicarne la somiglianza. Le differenze tra i due generi sono evidenti nella dimensione delle piante, le foglie verticillate e i fiori, con il tubo della corolla più lungo dei lobi.

L'epiteto specifico riconduce all'origine geografica di queste piante, spontanee in Nordamerica e identificate inizialmente in Virginia.

12,00 €

Iris sibirica 'Regency Belle'

Varietà con fiori blu-azzurri e gola bianca, frutto del lavoro dell'ibridatore Currier McEwen, registrata nel 1985. Coltivare in pieno sole o al massimo mezzombra(non meno di 4 o 5 ore di sole al giorno) in terreno fertile, drenato, irrigato regolarmente prima e durante la fioritura. Dopo la fioritura si possono ridurre le irrigazioni.

L'epiteto generico deriva dal nome della dea Iris (Iride, nella mitologia greca Ἶρις Iris), messaggera degli dei il cui nome deriva da quello dell’arcobaleno (ἶρις, iris).

L'epiteto specifico sibirica( dal latino sibiricus, della Siberia) fa riferimento all'origine geografica di questa specie.

Premi:

Honorable Mention, 1990

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20,00 €

Dianthus knappii

Dianthus knappii è l'unico garofano giallo presente in natura e proviene dai Balcani, dove si trova spontaneo. La fioritura è caratterizzata da un leggero profumo e i fiori si susseguono abbondantemente. E' perfetto sia per la coltivazione in vaso che in terra in terreno drenato, fertile, non arido, posizionato in pieno sole. Tollera la mezzombra, purchè riceva almeno 3/4 ore di sole diretto al giorno. Nonostante oggi sia poco diffuso, è conosciuto e apprezzato come pianta da giardino dalla fine del 1800.

L'epiteto generico è composto dai termini greci Ζιός (Ziós genitivo di Ζεύς Zeus) e da ἄνϑοϛ (ánthos fiore), fiore di Zeus, nel senso di fiore divino, caro al re degli dei.

L'epiteto specifico è stato assegnato in onore di Joseph Armin Knapp (1843-1899), botanico viennese autore di un'opera sulla flora dell' Europa orientale.

4,00 €

Salvia microphylla 'Hot Lips'

Una Salvia che non passa inosservata: fiori bicolore che in base alla temperatura nascono bianchi, rossi oppure bicolore. Forma un cespuglio dalla forma regolare, ben strutturato e con portamento sferico. Come per tutte le Salvia arbustive si raccomanda una potatura decisa dopo l'inverno per evitare che la pianta lignifichi perdendo vigore e vuotandosi alla base. Nonostante le Salvia vengano date per rustiche fino a -10°C abbiamo testato la loro rusticità a temperature inferiori. La condizione fondamentale per una buona riuscita e per garantire il superamento di inverni rigidi è il drenaggio, da ottenere con una base di ghiaia nella buca al momento dell'impianto.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

L'epiteto specifico è composto dalle parole in greco μικρός (micrós piccolo) e da φύλλον (fiùllon foglia): dalle foglie piccole.

8,00 €