Achillea filipendulina

9,00 €
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Erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae con grandi corimbi di fiori giallo carico tipica di luoghi molto soleggiati e asciutti. Rustica e molto robusta, di facile coltivazione e molto decorativa, raggiunge dimensioni maggiori rispetto ad Achillea millefolium, ma come lei fiorisce molto a lungo con alti steli rigidi. Per ottenere ottimi risultati si coltiva in terreno ben drenato e si irriga con parsimonia.

L'epiteto generico ha origine dal nome dell'eroe greco Ἀχιλλεύς (Achilleùs Achille). Plinio (XXV, 5) riferisce che fu così denominata in quanto Achille, discepolo di Chirone, se ne servì per primo per curare alcuni compagni durante l'assedio di Troia, per le proprietà cicatrizzanti di questa pianta.

L'epiteto specifico si riferisce invece alla somiglianza della pianta con Filipendula vulgaris. perenne con foglie pennate simili a quelle di alcune felci e molto simili a quelle di questa Achillea.

In cucina le foglie di Achillea filipendulina vengono utilizzate per frittate e ripieni, conferendo un gusto simile a quello di Tanacetum parthenium e di Tanacetum balsamita.

La pianta è in vaso di 16 cm di diametro

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Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Achillea filipendulina Lam.
Accentazione e pronuncia
Achillèa filipendulìna
Altezza Massima
100 cm
Esposizione
Sole
Colore
Giallo
Fogliame
Spogliante
Fioritura
Giugno-Settembre
Profumo
Leggero
Rusticità
Oltre -20°C

Riferimenti Specifici

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Persicaria amplexicaulis...

Spighe rosa prodotte senza sosta dall'estate alla fine dell'autunno. Coltivare al sole o mezzombra in terreno fertile, drenato, non arido. 

L'epiteto generico deriva da malus persica (pesco) per le foglie simili a quelle del pesco di molte specie in questo genere.
L'epiteto specifico è formato da amplector (cingere, abbracciare) e da caulis (gambo, fusto), per le foglie che abbracciano il fusto.

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Heliopsis helianthoides...

Perenne cespitosa con steli, alti e rossastri che portano fiori giallo oro con il centro brunito. Preferisce posizioni soleggiate e terreno fresco, ben drenato, non arido. E' una pianta di rapido accrescimento e forma bellissimi cespugli di foglie rossastre sulla pagina inferiore con una gran quantità di fiori gialli.

L'epiteto generico è formato dalle parole greche ἥλιος (élios il sole) e ὄψις (ópsis aspetto, somiglianza) in riferimento ai capolini con fiori ligulati disposti come raggi del sole.

L'epiteto specifico deriva dal nome del genere Helianthus e dal greco εἷδος (èidos aspetto, somiglianza): 'simile a un Helianthus'. L'epiteto varietale in latino significa ruvida, dal latino scabere (scàbere, grattere, raschiare).

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Helianthus 'Lemon Queen'

Perenne di facile coltivazione con fiori gialli in gran quantità fino all'autunno. Richiede spazio data la velocità di sviluppo e crea grandi cespugli fioriti, perfetti in abbinamento con graminacee come Miscanthus e Panicum. Si consiglia di cimare la pianta ad inizio stagione per favorire l'accestimento. Coltivare in terreno drenato, fertile, non arido.

L'epiteto generico deriva dal greco ἥλιος hélios sole e da ἄνϑοϛ anthos fiore: per la somiglianza dei fiori con il sole e per il loro comportamento; seguono infatti il suo movimento durante il giorno.

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Phlox paniculata 'Brigadier'

Una varietà storica di T.Carlile del 1948 dai fiori rosa carico con il centro color lampone. Portamento compatto e panicoli rotondi, con fiori grandi e profumati.

I fiori di Phlox paniculata sono commestibili, ottimi su gelato, insalate, macedonie e torte. Ogni varietà ha fiori più o meno dolci, più o meno profumati, ciascuna con un sapore specifico.

Coltivare in posizioni soleggiate (da 3 a 5 ore di sole), in terreno fertile, drenato, non arido. Le Phlox possono incorrere in malattie fogliari come l'oidio se soffrono la mancanza di acqua o crescono in terreni poveri o troppo pesanti che causano sofferenza radicale e indebolimento fogliare. Si consiglia di ripulire dai fiori secchi i panicoli sfioriti o cimare la parte terminale dei rami senza però tagliare eccessivamente, per non perdere l'altezza ottenuta dalla pianta.

10,00 €

Cichorium intybus

Perenne spontanea in tutta Italia, ma diffusa in gran parte dell'emisfero, specialmente nelle zone temperate di Eurasia e America del Nord. Fiorisce abbondantemente da Luglio a Settembre, con alti steli che portano fiori azzurri. Commestibile e officinale, è considerata una pianta curativa fin dall'antichità e veniva raccomandata da Galeno di Pergamo per curare i disturbi del fegato e infatti le sono riconosciute funzioni stimolanti su fegato e reni e conseguenti capacità depurative, disintossicanti, ma anche ipoglicemizzanti e cardiotoniche. Nel 1600 il medico e botanico Prospero Alpini consigliava di utilizzare la radice essiccata per fare un ottimo caffè. Oggi è particolarmente diffuso e si trova facilmente in vendita, apprezzato per il sapore e le proprietà curative.

E' tipica di terreni incolti e trova le condizioni ideali in terreni drenati, ma anche poveri e scarsamente irrigati. In giardino, in terreno fertile, garantisce ottimi risultati ed è utilizzata per la leggerezza della fioritura e la bellezza dei colori.

L'origine dell'epiteto generico non è chiara. Potrebbe trattarsi di un antico nome arab, Chikouryeh. A noi giunge tramite Plinio, che usa il termine cichorium nella sua Historia Naturalis, dal g, eco κιχόρη (chichóre) o da κίχορα (chíchora) o dal termine usato da Teofrasto κιχόριον (chichórion). In ogni caso col significato di cicoria. Questa varietà di nomi è dovuta al fatto che questa cicoria è diffusa, conosciuta e utilizzata da secoli e i nomi comuni sono tanti quante sono i popoli e i luoghi in cui veniva raccolta e utilizzata. Si trova traccia ad esempio anche nel Papiro di Ebers, datato 1550 a.C. e lo stesso Plinio racconta che era una pianta conosciuta nell'antico Egitto.

Il nome specifico deriva dal greco ἔντυβον (èntiubon) scritto anche ἴντυβος (ìntiubos) entrambi nomi della cicoria, passati al latino come intibus (ìntibus appunto) nome specifico adottato da Linneo.

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Fritillaria persica

Perenne bulbosa affascinante e insolita, con steli carnosi che portano fino a 20 campanelle scurissime, praticamente nere. Il contrasto che si crea col fogliame glauco è sorprendente! La posizione ideale è in pieno sole, in terreno molto ben drenato. Si consiglia di aggiungere ghiaia o pomice all'impianto e di ridurre drasticamente le irrigazioni dopo la fioritura. In caso di nuovo impianto si consiglia di interrare i bulbi disponendoli su un fianco, perché data la loro conformazione tendono a raccogliere l'acqua nella parte superiore, spesso aperta e questo può causare marciumi. 

Resistente ad arvicole e cervi.

L'epiteto generico deriva dal termine latino fritillus (fritìllus, scatola per i dadi) in riferimento alla caratteristica reticolatura a scacchi di Fritillaria meleagris.

L'epiteto specifico indica la zona di provenienza, la Persia, o meglio l'attuale Iran e più genericamente il Medio Oriente.

Ogni vaso contiene due bulbi già radicati e pronti a fiorire.

9,00 €

Sedum 'Chocolate Cherry'

Una cultivar lanciata sul mercato dal tedesco Marco Van Noort: foglie scurissime, portamento compatto e fiori che sono scurissimi in bocciolo, si schiudono in rosa chiaro e rivelano un centro color ciliegia. Le infiorescenze mantengono la loro bellezza anche da secche, assumendo i toni del marrone, in tono con il fogliame viola. Coltivare in pieno sole, in terreno ben drenato, anche povero.

L'epiteto generico Sedum deriva dal latino sédo (calmare), per le proprietà calmanti delle foglie di alcune specie o dal latino sèdere (sedere) per il portamento di molti Sedum, che crescono appoggiati direttamente sui terreni sassosi ( in inglese stone-crop, pianta che si raccoglie sulla pietra). L'epiteto generico Hylotelephium, sinonimo da preferire per questo genere, è composto dalle parole ΰλη (iùle foresta, bosco) e da telephium (dal greco τηλεφιον telèfion portulaca) col significato di Portulaca dei boschi o probabilmente di Portulaca simile a un bosco, per la tipica disposizione dei fusti che nascono dalla base della pianta e si ergono come alberi in verticale, diversamente dai Sedum tappezzanti.

10,00 €

xPardancanda norrisii...

Ibrido intergenetico (identificato dal segno per che precede il nome del genere) tra Iris domestica(L.) Goldblatt & Mabb. (Belamcanda chinensis (L)DC.) e Pardanthopsis dichotoma(Pall.) L.W.Lenz (Iris dichotoma Pall.). Fiorisce da Luglio a fine Settembre in giallo, arancio, rosa, viola. Ogni fiore è composto da 6 petali, di cui 3 di un colore e 3 di un altro. Le combinazioni di colore e le sfumature sono tantissime e l'ibridazione spontanea porta alla nascita di ulteriori effetti cromatici, tra cui maculature, bordature a contrasto dei petali e tinte unite.

L'epiteto generico è quello che Lewis Carrol definisce un portmanteau, una parola macedonia che deriva dall'unione di altre due parole: PARDANthopsis e BelamCANDA. L'epiteto specifico ricorda Samuel Norris che nel 1967 ottenne per primo un ibrido di queste due piante.

La serie 'Dazzler' ha portamento compatto. Il fogliame è quello classico delle Iridaceae e d'inverno sparisce per poi spuntare nuovamente in primavera. 

In vivaio la produciamo da seme e poi selezioniamo i colori più belli. A seconda del periodo dell'anno siamo in grado di identificare il colore di ogni singola pianta, mentre nel periodo di riposo vegetativo le piante vengono vendute in mix.

14,00 €

Salvia 'Otis'

Quello che colpisce di questa Salvia è il color glicine dei fiori, grandi, luminosi. La pianta ha portamento morbido, allargato e cresce in larghezza fino a circa 70cm.

Come per tutte le Salvia arbustive si raccomanda una potatura decisa dopo l'inverno per evitare che la pianta lignifichi perdendo vigore e vuotandosi alla base. Coltivare in pieno sole e terreno ben drenato.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

9,00 €

Sedum telephium 'Double...

Introduzione recente di Terranova Nurseries con fogliame verde oliva e steli rossi. Dalla fine dell'estate gli steli portano infiorescenze ad ombrello formate da fiori rosa dalla tipica forma stellata. I Sedum sono elementi fondamentali nelle bordure tardo estive, autunnali, ma soprattutto invernali. Anche in inverno infatti sono altamente decorativi, con gli steli e gli ombrelli di fiori ormai secchi che si ergono in mezzo alle altre piante in veste invernale. Si consiglia di coltivare i Sedum in pieno sole e terreno ben drenato e irrigato con parsimonia. Posizioni ombreggiate comportano la perdita della compattezza del cespuglio, che si apre appoggiando a terra sui lati. Possono essere coltivati in vaso, con ottimi risultati.

L'epiteto generico Sedum deriva dal latino sédo (calmare), per le proprietà calmanti delle foglie di alcune specie o dal latino sèdere (sedere) per il portamento di molti Sedum, che crescono appoggiati direttamente sui terreni sassosi ( in inglese stone-crop, pianta che si raccoglie sulla pietra).

L'epiteto generico Hylotelephium, sinonimo da preferire per questo genere, è composto dalle parole ΰλη (iùle foresta, bosco) e da telephium (dal greco τηλεφιον telèfion portulaca) col significato di Portulaca dei boschi.

10,00 €

Penstemon barbatus 'Coccineus'

Alti steli carichi di fiori tubolari rosso scarlatto, su un cespuglio di foglie verde intenso che si allarga velocemente. Coltivare in pieno sole, in terreno fertile, drenato. Molto rustica e vigorosa.

L'epiteto generico Penstemon deriva dal greco πέντε pénte cinque e da στήμων stémon stame: con fiori a cinque stami, di cui uno sterile e quattro fertili.

L'epiteto specifico barbatus, dal latino barba (bàrba, di ovvio significato), fa riferimento alla peluria presente sullo stame sterile del fiore. Coccineus, dal latino coccinus (còccinus, scarlatto) per il colore dei fiori.

Il Missouri Botanical Garden (un'autorità in quanto alla corretta nomenclatura botanica) indica come nome corretto Penstemon barbatus subsp. coccineum, ma Theplantlist.org non riporta questo taxon infraspecifico. Riportiamo quindi questa discrepanza e al momento utilizziamo il nome proposto dalla Royal Horticoltural Society.

9,00 €

Origanum libanoticum

Originario del Libano, ha bellissimi grappoli di fiori penduli che lo rendono adatto anche alla coltivazione in vaso, come ricadente. Richiede posizioni in pieno sole e terreno molto ben drenato, anche povero. Si autodissemina se trova le condizioni ideali e supera senza problemi l'inverno purchè non debba affrontare ristagni di acqua. Ha foglie aromatiche e commestibili.

L'epiteto generico deriva dal greco ὄρος (óros monte) e γάνος (gános bellezza): splendore del monte.

L'epiteto specifico fa riferimento alla provenienza della specie (Libano).

8,00 €

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