Aster x amethystinus 'Kylie'

9,00 €
Iva incl.

Interessante ibrido interspecifico tra Aster novae angliae ‘Andenken an Alma Pötschke’ e Aster ericoides 'White Heather'. Ha rami ben strutturati che si coprono letteralmente di piccoli fiori rosa. Come tutti gli Aster del gruppo novi-angliae deve essere coltivato in terreno non arido, ma fertile, irrigato regolarmente, per evitare l'insorgere di oidio. Si consiglia di cimare la pianta a fine Maggio per favorire l'accestimento e una maggiore produzione di fiori.

L'epiteto generico del nome scientifico aggiornato deriva dal greco σύμφῠσις (siùmfiusis, unione) e da ϑρίξ, τριχóϛ (thríx, trichόs capello, pelo), probabilmente riferito a una cultivar europea con peli uniti alla base, osservata da Christian Gottfried Daniel Nees von Esenbeck, botanico tedesco della prima metà dell' 800.
L'epiteto specifico in latino significa ametistino, violetto.

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La pianta è in vaso di 16 cm di diametro

Quantità
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CR001A003

Scheda tecnica

Famiglia
Asteraceae Bercht. & J.Presl
Nome botanico della specie
Symphyotrichum × amethystinum (Nutt.) G.L.Nesom
Accentazione e pronuncia
Simfiotrìcum pèr ametistìnus
Sinonimo
Aster × amethystinus Nutt.
Altezza Massima
120 cm
Esposizione
Sole
Colore
Rosa
Fogliame
Spogliante
Fioritura
Agosto-Ottobrein lat
Rusticità
Oltre -20°C

Riferimenti Specifici

Abbinamenti suggeriti

Echinacea paradoxa

L'unica Echinacea spontanea a fiori gialli! Originaria di Missouri e Harkansas, tollera abbastanza bene periodi di siccità, anche se le condizioni migliori per lo sviluppo sono in pieno sole e terreno ben drenato, fertile. Ha alti steli rigidi che portano fiori con petali ricurvi verso il basso, gialli, macchiati di arancio in prossimità del disco centrale, marcatamente prominente e brunito. Produce una gran quantità di semi ed è quindi utilissima per nutrire la piccola fauna. Il profumo di miele che emanano i fiori è un chiaro segnale delle sue potenzialità come pianta mellifera.

L'epiteto generico assegnato da Linneo era Rudbeckia in omaggio a Olaus Rudbeck, botanico svedese del XVII sec. Il genere fu poi battezzato da Conrad Moench, nel 1794, con il nome Echinacea, che deriva probabilmente dal greco ἐχῖνος (echînos riccio, porcospino) in riferimento al disco centrale, formato da fiori fertili appuntiti, pungenti.

L'epiteto specifico deriva dal greco παράδοξος (parádoxos, paradosso) termine composto da παρά (pará contro) e da δόξα (dóxa opinione, aspettativa) col significato di 'contro le aspettative'. E' infatti l'unica Echinacea spontanea a fiorire in giallo, diversamente dalle altre, che fioriscono solitamente in toni del rosa.

12,00 €

Lythrum salicaria

Erbacea perenne rizomatosa spontanea in tutta Italia, in luoghi umidi, sponde di laghi, fiumi e canali di irrigazione. Molto adatta alla coltivazione in giardino per la lunga e appariscente fioritura, sia in acqua che in terra, purchè abbia terreno fertile, non arido.

L'altezza della pianta dipende dal tipo di terreno e di irrigazione. Con terreno fertile e irrigazioni regolari raggiunge circa i 180 cm in piena fioritura.

I giovani germogli possono essere impiegati in insalata, le foglie essiccate come surrogato del tè, mentre in passato dalla macerazione delle foglie si distillava un'acquavite. La pianta è utilizzata in veterinaria e in passato ha trovato larga applicazione in medicina e ancora viene utilizzata come astringente, antibatterico, diuretico, antiemorragico.

L'epiteto generico deriva infatti dal greco λύθρον (liùthron, sangue rappreso) con riferimento all'utilizzo antiemorragico che ne veniva fatto fin dall'antichità (come si trova indicato nel De Materia Medica di Dioscoride). Improbabile l'interpretazione per cui il nome faccia riferimento al colore dei fiori.

L'epiteto specifico salicaria, col significato di 'simile al salice', fa riferimento alla somiglianza delle foglie o delle esigenze colturali delle due piante.

10,00 €

Panicum virgatum 'Shenandoah'

Foglie verdi sfumate di rosso dalla primavera fino all'autunno, quando diventano quasi completamente rosse. Richiede posizioni in pieno sole per garantire il colore che lo caratterizza e terreni non aridi, ricchi. Tollera bene anche i terreni argillosi, purchè riceva acqua regolarmente.

Prende il nome dalla Valle dello Shenandoah, nella Virginia occidentale. Il nome Shenandoah significa 'Bella figlia delle stelle' in lingua algonchina, parlata dall'omonima tribù di nativi americani.

L'epiteto generico deriva dal latino Panīcum (panìco, erba con spighe a pannocchia, Cato, Caes., Plin.)

L'epiteto specifico dal latino virga(verga, bastone).

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12,00 €

Valeriana officinalis

Erbacea perenne adatta a terreni freschi, ricchi, non aridi e posizioni soleggiate o a mezzombra. I fiori, riuniti in corimbi, emanano un profumo caratteristico e attirano impollinatori e in particolare farfalle. Una di quelle piante 'ecologiche' che portano vitalità in ogni giardino!

L'epiteto generico venne ideato da Linneo: secondo alcuni per ricordare l'imperatore romano Publius Aurelius Licinius Valerianus (200-260) che si ritiene la utilizzasse come medicinale. Secondo altri il nome deriverebbe dal latino vàlere (essere in buona salute), riferimento alle proprietà curative di questa pianta.

L'epiteto specifico deriva dal termine offícina (laboratorio, nella tradizione medioevale) in quanto utilizzabile in farmaceutica, erboristeria, liquoristica, profumeria.

8,00 €

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Sedum 'Mr. Goodbud'

Bellissima cultivar con fogliame verde scuro e ingrandi fiorescenze ad ombrello che maturano in rosa carico. Vincitrice dell' Award of Garden Merit assegnato dalla RHS nel 2006. 

I Sedum sono elementi fondamentali nelle bordure tardo estive, autunnali, ma soprattutto invernali. Anche in inverno infatti sono altamente decorativi, con gli steli e gli ombrelli di fiori ormai secchi che si ergono in mezzo alle altre piante in veste invernale. Si consiglia di coltivare i Sedum in pieno sole e terreno ben drenato e irrigato con parsimonia. Posizioni ombreggiate comportano la perdita della compattezza del cespuglio, che si apre appoggiando a terra sui lati. Possono essere coltivati in vaso, con ottimi risultati.

L'epiteto generico Sedum deriva dal latino sédo (calmare), per le proprietà calmanti delle foglie di alcune specie o dal latino sèdere (sedere) per il portamento di molti Sedum, che crescono appoggiati direttamente sui terreni sassosi ( in inglese stone-crop, pianta che si raccoglie sulla pietra).

L'epiteto generico Hylotelephium, sinonimo da preferire per questo genere, è composto dalle parole ΰλη (iùle foresta, bosco) e da telephium (dal greco τηλεφιον telèfion portulaca) col significato di Portulaca dei boschi.

10,00 €

Aster lateriflorus 'Prince'

Una cultivar compatta che raggiunge al massimo i 60/70 cm di altezza in fioritura. Ha foglie scure e fiori rosati con il centro rosa scuro, quasi porpora. Coltivare in pieno sole, o meglio a mezz'ombra (specialmente in luoghi con temperature superiori ai 35°C), in terreno fertile, non arido. Si consiglia di cimare la pianta a fine Maggio per favorire l'accestimento e una maggiore produzione di fiori.

L'epiteto generico del nome scientifico aggiornato deriva dal greco σύμφῠσις (siùmfiusis, unione) e da ϑρίξ, τριχóϛ (thríx, trichόs capello, pelo), probabilmente riferito a una cultivar europea con peli uniti alla base, osservata da Christian Gottfried Daniel Nees von Esenbeck, botanico tedesco della prima metà dell' 800.
L'epiteto specifico deriva dal termine latino latus, lateris (lato) e da flos, floris (fiore): per la disposizione dei fiori sugli steli.

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9,00 €

Aquilegia chrysantha...

Una perenne di origine nordamericana, vigorosa e che si dissemina facilmente. Ha foglie glauche e fiori gialli, con lunghi speroni, inizialmente piegati verso il basso e poi disposti in orizzontale alla sommità degli alti steli. La specie è tipicamente diffusa anche in Italia ai margini di zone boschive. In giardino la posizione migliore è in terreno fertile, drenato, a mezzombra o pieno sole. Rispetto ad altre specie sopporta bene anche posizioni molto soleggiate, mentre in ombra fatica ad ambientarsi.

L'epiteto generico deriva da 'aquilina' , il nome utilizzato nei suoi testi da Alberto Magno, vescovo domenicano del 1200 appassionato di botanica. E' nel '500 che Carolus Clusius, nome latinizzato di Charles de L’Écluse riprende il nome Aquilina e cita il nome Aquilegia(libro VI, cap. 27), che verrà poi reso ufficiale da Linneo. È derivato dal latino aquila per i suoi nettarii, (le ghiandole che producono il nettare) uncinati come gli artigli dell'aquila.

L'epiteto specifico deriva dal greco χρυσόϛ (criusós oro) e da ἄνϑοϛ (ánthos fiore): con fiori giallo oro.

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9,00 €

Anemone x hybrida 'Honorine...

Perenne rustica, resistente e molto vigorosa con fiori bianchi, semplici, portati da alti steli. Ha radici rizomatose e tende ad allargarsi velocemente formando grandi cespugli. Coltivare a mezzombra in terreno drenato, fertile, irrigato regolarmente. La condizione ideale di coltivazione è con un'esposizione di 3 o 4 ore di sole al giorno perché in posizioni troppo ombreggiate le Anemone tendono a perdere struttura, a piegarsi e a fiorire meno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine. E' una delle varietà più vecchie e interessanti, scoperta a Verdun in Francia nel 1858. Ha ricevuto il Garden Merit Award della RHS nel 1993 ed è stata scelta come Perennial of the Year nel 2016 dalla Perennial Plant Association.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra.

'' ...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

Le Anemone vennero introdotte dall' Oriente in Europa dal botanico Robert Fortune nel 1844.Le Anemone x hybrida sono tutte il risultato di ibridazione tra A. japonica e A. vitifolium.

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10,00 €

Imperata cylindrica 'Red...

Graminacea ornamentale di bellissimo effetto cromatico, con foglie verde chiaro che si sfumano sulle punte di rosso acceso in primavera e poi di rosso scuro/viola con l'arrivo di temperature più basse in autunno.

Cresce bene in terreni ricchi, sciolti, irrigati regolarmente, non aridi, anche vicino a corsi d'acqua, in pieno sole o mezzombra. Molto bella anche in vaso, ciotola o vaschetta: per via dello sviluppo tramite rizomi la pianta tende a colmare tutto il vaso seguendone il perimetro e l'effetto finale è quello di foglie slanciate, verticali, fiammeggianti.

Raramente riesce a produrre spighe nel nostro clima, avendo bisogno di periodi caldi più lunghi per andare a seme.

Venne descritta da Linneo nel 1759 come Lagurus cylindricus. È stata poi rinominata dal botanico tedesco Ernst Adolf Raeuschel col nome corrente ed accettato.

L'epiteto generico ricorda F. Imperato (1550-1625), farmacista e botanico napoletano.

L'epiteto specifico deriva dal greco κύλινδρος (kiùlindros cilindro), con riferimento alla forma cilindrica della spiga.

La specie spontanea si trova indicata anche come Imperata cylindrica var. koenigii o Imperata koinigii  in onore del botanico tedesco Johann Gerhard König (1728-1785).

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9,00 €

Eucomis comosa 'Sparkling...

Bulbosa con vistoe pannocchie di fiori che ricordano un ananas. In primavera ha foglie scurissime che poi virano al verde. Rustica, si può coltivare in vaso o in piena terra, in terreno ben drenato e fertile, non arido durante il periodo estivo. Si consiglia di concimare in primavera e poi dopo la fioritura.

L'epiteto generico è formato dalle parole greche ἐῧ (éu bene, alla perfezione) e κόμη (cóme chioma): 'dalla perfetta chioma' in riferimento alla bellezza delle pannocchie fiorite.

L'epiteto specifico deriva dal latino coma (cóma chioma, equivalente del greco κόμη come ): munito di chioma, chiomato.

12,00 €

Aster novi-belgii 'Patricia...

Perenne vigorosa che cresce velocemente, passa inosservata durante l'estate per poi diventare protagonista con una fioritura esplosiva alla fine della stagione. Ha fiori semidoppi, rosa intenso, con un bottone centrale giallo oro. Preferisce posizioni soleggiate e, una volta ben radicata, non richiede particolari attenzioni, diventando pressochè autonoma.
Si consiglia di cimare la pianta a fine Maggio per permettere l'accestimento e la produzione di un numero maggiore di fiori. Le piante di questa varietà, se non cimate, fioriscono già a fine estate.
L'epiteto generico deriva dal greco σύμφῠσις (siùmfiusis, unione) e da ϑρίξ, τριχóϛ (thríx, trichόs capello, pelo), probabilmente riferito a una cultivar europea con peli uniti alla base, osservata da Christian Gottfried Daniel Nees von Esenbeck, botanico tedesco della prima metà dell' 800.
L'epiteto specifico è una latinizzazione di New Holland o Nuovo Belgio, regione storica degli Stati Uniti situata nei dintorni di New York tra la Virginia e il New England, insediamento di coloni olandesi, località in cui furono fatti i primi ritrovamenti della specie.

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9,00 €

Osmunda regalis 'Purpurascens'

Varietà dalle dimensioni più contenute rispetto alla specie, con foglie che nascono rosse in primavera e che in autunno diventano giallo-arancio prima di seccare. Coltivare a mezzombra o sole in terreno fertile, ricco, anche bagnato. Aumentando le ore di sole diretto occorre fornire maggiore umidità del terreno. Posizioni soleggiate favoriscono colorazioni affascinanti in autunno. 

Una felce che si apprezza sempre di più imparando a conoscerla e coltivandola. Il momento più sorprendente è la Primavera, quando i pastorali( le giovani foglie ancora arrotolate su sé stesse) spuntano in mezzo al giardino ancora al risveglio, creando un interessante elemento decorativo.

Le spore sono portate da fronde corte alla sommità delle foglie e hanno l'aspetto di una particolare fioritura. Questo ha fatto guadagnare all'Osmunda il soprannome di  'Flowering Fern'.

L'epiteto generico deriva dal norreno (antica lingua scandinava): ass (dio) e mund (protezione), protezione divina, le erano infatti attribuite proprietà curative e magiche. Può derivare anche dal sassone Osmunder, altro nome di Thor, dio del tuono figlio di Odino, a cui la pianta era dedicata.

14,00 €

Geranium pyrenaicum 'Bill...

Varietà di Geranium molto resistente, sempreverde, con foglie arrotondate e fiori color malva che si schiudono in gran quantità da Maggio a fine Giugno e rifiorisce a Settembre se si ha l'accortezza di recidere gli steli sfioriti. Perfetta come coprisuolo, preferisce terreno drenato, fertile e si autodissemina facilmente, formando una massa leggera di fiori. Una volta ben radicato è resistente a brevi periodi di siccità. La posizione ideale è a mezzombra, raggiunto da alcune ore di sole diretto.

L'epiteto generico ha origine dal greco γεράνιον (gherànion geranio) come si trova scritto nel 'De Materia Medica' di Dioscoride. Il nome deriva da γέρανος (ghéranos gru): per i frutti simili al becco delle gru.

L'epiteto specifico pyrenaicum in latino significa 'dei Pirenei'.

7,00 €

Phlox amplifolia 'David's...

Una variazione spontanea della famosa (e bianca) Phlox amplifolia 'David', introdotta nel 2005 dall'olandese K.Litton. Ha fiori grandi color lavanda, più chiari al centro. Al mattino e alla sera i fiori assumono una interessante sfumatura più fredda, tendente all'azzurro. Le Phlox amplifolia sono originarie di Kentucky, Alabama e Tennessee, stati del Nord America con estati calde e umide. 

Coltivare in posizioni soleggiate (da 3 a 5 ore di sole), in terreno fertile, drenato, non arido. Le Phlox possono incorrere in malattie fogliari come l'oidio se soffrono la mancanza di acqua o crescono in terreni poveri o troppo pesanti che causano sofferenza radicale e indebolimento fogliare. Si consiglia di ripulire dai fiori secchi i panicoli sfioriti o cimare la parte terminale dei rami senza però tagliare eccessivamente, per non perdere l'altezza ottenuta dalla pianta.

L'epiteto generico deriva dal greco φλόξ, (flóx, fiamma).

L'epiteto specifico da amplus (ampio, grande) e da folium (foglia): per le foglie di grandi dimensioni.

10,00 €

Thalictrum rochebruneanum

Originario di Giappone e Corea, ha foglie e fiori più grandi rispetto a quelle di altri Thalictrum. Una nuvola di fiori color glicine! Si consiglia di coltivare a mezzombra in terreno drenato, ricco, fertile. Posizioni troppo ombrose non favoriscono il corretto sviluppo della pianta. La condizione ideale è con 4 o 5 ore di sole del mattino. L'epiteto generico deriva dal nome di questa pianta in greco, θάλικτρον (thálictron, pigamo), citato da Dioscoride nel De Materia Medica.

15,00 €

Leucojum aestivum 'Gravetye...

Bulbosa perenne a portamento cespuglioso con foglie larghe e carnose e fiori di colore bianco con macchie verdi sugli apici. Ogni stelo porta da 2 a 5 fiori.

I Leucojum sono specie protetta in gran parte d'Italia e si trovano autoctoni in tutto il centro-Nord. La cultivar 'Graveteye Giant' rispetto alla specie ha fiori più grandi e raggiunge un'altezza maggiore(circa 70 cm). Il nome della varietà deriva da Gravetye Manor, la casa del famoso giardiniere e scrittore William Robinson (1838-1935) che la coltivò per primo.

Coltivare in pieno sole o mezzombra in terreno fertile, drenato, non arido.

L'epiteto generico Leucojum ha origine dai termini greci λευκός (leucós bianco) e ἲον (íon violetta) con riferimento al fatto che fiorisce in bianco nello stesso periodo delle violette. In Dioscoride si trova un Leucojum, ma con questo termine si riferiva al Cheirantus (Dioscoride, De Materia Medica III, 121).

L'epiteto specifico aestivum differenzia questo Leucojum a fioritura primaverile da Leucojum vernum, a fioritura precoce.

7,00 €

Bouteloua gracilis

Graminacea originaria del Nord America purtroppo poco diffusa nei giardini, ma forte e resistente, capace di dare grandi soddisfazioni con pochissime cure. E' un'ottima alternativa a Stipa tenuissima per chi vuole una pianta con portamento rotondo, ordinato, compatto e una spigatura lunghissima, leggera. Porta spighe orizzontali dalla forma affascinante, simili a piccole libellule in volo, color panna. Preferisce terreni ben drenati e posizioni soleggiate e può essere utilizzata come tappezzante antierosione. In inglese è chiamata 'mosquito grass', pianta delle zanzare, per la forma delle spighe che oscillano nel vento come se fossero una nuvola di piccoli insetti. via via che maturano le spighe si inclinano verso l'alto e lentamente si incurvano verso il basso, come un dito che si piega su se stesso.

L'epiteto generico ricorda i fratelli Claudius e Exteban Boutelou botanici spagnoli vissuti a metà '800.

L'epiteto specifico in latino significa esile, semplice.

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10,00 €

Dryas x suendermannii

Perenne con foglie coriacee e rugose di colore verde scuro, lanuginose sulla pagina inferiore. E' nata dall'ibridazione tra Dryas octopetala(a fiore bianco) e Dryas drummondii(a fiore giallo) ed è caratterizzata da boccioli soffusi di giallo e fiori bianco crema e da una fioritura precoce. I fiori hanno 8 petali, diversamente dagli altri componenti della famiglia delle Rosaceae (solitamente a 5 petali) e sbocciano a partire dalla primavera, per maturare poi in batuffoli vaporosi carichi di semi, molto decorativi e persistenti. Adatta alla coltivazione in vaso, in giardini rocciosi e per decorare muretti e scale in pietra. Anche se proviene da luoghi con terreni sassosi, asciutti, per uno sviluppo ideale e una fioritura abbondante si consiglia di coltivare in terreno ben drenato, ma fertile, con irrigazioni regolari. Tollera bene la siccità una volta che ha sviluppato un apparato radicale adeguato e teme i ristagni.

Fiorisce abbondantemente all'inizio della stagione, ma spesso rifiorisce anche durante l'estate, anche se con una quantità minore di fiori. 

Le foglie di Dryas, coriacee, verdi sulla pagina superiore e argentate su quella inferiore, vengono utilizzate insieme ad altre erbe nella preparazione del thè svizzero, un rimedio per le coliche. Hanno proprietà toniche, astringenti e antinfiammatorie.

Dryas octopetala viene considerata una specie pioniera, perché grazie al fitto apparato radicale riesce ad insediarsi per prima su terreni nudi e a favorire l'insediamento di altre piante.

L'epiteto generico deriva dal greco δρῦς (diùs quercia), per le foglie dalla forma simile a quelle della quercia.

L'epiteto specifico deriva dal nome del vivaista F. Sündermann vissuto tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 in Germania, a Lindau, appassionato di piante alpine e probabile padre di questo ibrido.

8,00 €

Achillea millefolium...

Erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae con corimbi di piccoli fiori magenta, adatta a posizioni soleggiate. Rustica e molto robusta, di facile coltivazione e molto decorativa, fiorisce molto a lungo formando fitti cuscini di foglie aromatiche sormontati da steli rigidi carichi di fiori. Per ottenere ottimi risultati si coltiva in terreno ben drenato. Un taglio regolare degli steli sfioriti favorisce la rifiorenza. Un terreno eccessivamente ricco o troppo irrigato può far perdere compattezza alla pianta.

L'epiteto generico ha origine dal nome dell'eroe greco Ἀχιλλεύς (Achilleùs Achille). Plinio (XXV, 5) riferisce che fu così denominata in quanto Achille, discepolo di Chirone, se ne servì per primo per curare alcuni compagni durante l'assedio di Troia, per le proprietà cicatrizzanti di questa pianta.

L'epiteto specifico deriva dal latino mille e da folium (fòlium foglia) in riferimento alle foglie finemente divise.

8,00 €