Erigeron karvinskianus

5,00 €
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Lo sviluppo rapido, la mutabilità del colore dei fiori che da bianchi assumono sfumature rosa man mano che maturano, la resistenza e l'abbondante fioritura sono caratteristiche che rendono unica questa pianta. Originaria del Messico è ormai diffusa naturalizzata in molte regioni d'Italia. E' una tappezzante che si allarga molto velocemente e può essere utilizzata anche in vaso come ricadente o in muretti a secco negli spazi tra le pietre. Pianta facile, rustica e resistente dà il meglio di sè se riceve regolari irrigazioni, ma tollera periodi di siccità una volta ambientata.

L'epiteto generico è composto dalle parole greche ῆρ (ér qui nel senso di precoce) e γέρων (ghéron vecchio), probabilmente per l'aspetto dei capolini piumosi di semi, che ricordano la testa di un anziano e che si schiudono presto dall'inizio della fioritura in primavera fino ad autunno inoltrato.

L'epiteto specifico è stato assegnato in onore del naturalista, geologo e paleontologo tedesco (nato in Ungheria) Wilhelm Friedrich von Karwinski auf Karwin (1780-1855), esploratore della flora dell'America tropicale (Brasile, Messico).

La pianta è in vaso di 12 cm di diametro

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Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Erigeron karvinskianus DC.
Accentazione e pronuncia
Erìgeron karvinskiànus
Sinonimo
Erigeron karwinskianus
Altezza Massima
10 cm
Esposizione
Sole
Fogliame
Semi-Sempreverde
Fioritura
Aprile-Novembre
Fioritura
Aprile-Novembre

Riferimenti Specifici

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Il genere Andropogon(o Schizachyrium) è originario delle praterie americane ed è apprezzato nei giardini per la resistenza al caldo e al freddo e per le ridotte esigenze di manutenzione. Si adatta a diversi dipi di terreno, anche argilloso, ma un buon drenaggio permette uno sviluppo ottimale. Sopporta periodi asciutti e terreni poveri. Le foglie sono verdi, glauche alla base e durante l'autunno si tingono con i toni dell'arancio e del rosso.

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La leggerezza di questa graminacea, la facilità di coltivazione e il contrasto cromatico che crea nel periodo autunnale e invernale la rendono una delle più belle da utilizzare in giardino con la garanzia di risultati ottimali.

L'epiteto generico è formato dalle parole greche ἀνήρ ἀνδρός (anér andrόs uomo) e πώγων (pόgon barba) in riferimento alla peluria che ricopre alcune parti della spiga.

L'epiteto specifico deriva dal latino scopa (scopa, granata) col significato di 'simile a una scopa', per il portamento della pianta.

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Phlox paniculata 'Cool Water'

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I fiori di Phlox paniculata sono profumati e commestibili, ottimi su gelato, insalate, macedonie e torte. Ogni varietà ha fiori più o meno dolci, più o meno profumati, ciascuna con un sapore specifico.

Coltivare in posizioni soleggiate (da 3 a 5 ore di sole), in terreno fertile, drenato, non arido. Le Phlox possono incorrere in malattie fogliari come l'oidio se soffrono la mancanza di acqua o crescono in terreni poveri o troppo pesanti che causano sofferenza radicale e indebolimento fogliare. Si consiglia di ripulire dai fiori secchi i panicoli sfioriti o cimare la parte terminale dei rami senza però tagliare eccessivamente, per non perdere l'altezza ottenuta dalla pianta.

L'epiteto generico deriva dal greco φλόξ, (flóx, fiamma). L'epiteto specifico da panícula (pannocchia): con infiorescenze a pannocchia.

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Agastache 'Black Adder'

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L'epiteto generico è composto dai termini greci ἄγᾰν (ágan molto) e στάχυϛ (stáchius spiga), per le numerose infiorescenze a spiga.

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L'epiteto generico deriva dal greco ἄχνη (áchne pula, lanugine) e da ἀθήρ (athér arìsta): con arìste lanuginose.

L'epiteto specifico deriva dall'unione dei termini calamus (càlamus canna, dal greco κάλαμος cálamos) e Agrostis (dal greco ἀγρός agrós campo e ὄστις ostis pronome relativo: quella dei campi) col significato di 'Agrostis con l'aspetto di una canna' per l'aspetto foglioso associato a steli alti che portano spighe piumose.

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L'epiteto specifico è composto dalle parole greche σφαῖρα (sfàira sfera) e da κεφαλή (kefalé testa, capo, sommità) in riferimento alla forma sferica delle infiorescenze.

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L'epiteto generico deriva da Εὔφορβος (èuforbos) Eufòrbo, medico greco, che secondo Plinio scoprì le proprietà medicinali di questa pianta. Il nome Eufòrbo deriva dal greco "ἐῧ éu" bene e "φέρβω férbo" nutrire: ben nutrito.

L'epiteto specifico deriva dal latino da stríngere (stringere, serrare) in riferimento agli steli dritti o forse al cespuglio, fitto di piccole foglie e fiori. 

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Bellissima selezione di dimensioni più contenute rispetto alla specie. Il fogliame è glauco in estate e durante l'inverno si sfuma di rosso sulle punte. Si coltiva in pieno sole in terreno drenato. 

L'epiteto generico deriva da Εὔφορβος (èuforbos) Eufòrbo, medico greco, che secondo Plinio scoprì le proprietà medicinali di questa pianta. Il nome Eufòrbo deriva dal greco "ἐῧ éu" bene e "φέρβω férbo" nutrire: ben nutrito.

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Salvia reptans f. erecta...

Identificata sulle Davis Mountains in Texas da Pat McNeal. E' un'erbacea perenne con foglie sottili e steli alti, rigidi, che portano alla fine dell'estate una gran quantità di fiori blu. Rispetto alla specie(originaria del Messico) questa nuova Salvia ha portamento verticale e può raggiungere i 120 cm in fioritura. Durante l'inverno la pianta secca completamente e in primavera la nuova vegetazione spunta dalla base della pianta. Coltivare in pieno sole, in terreno ben drenato.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire), per le proprietà medicinali riconosciute alle piante appartenenti a questo genere fin dall'antichità.

L'epiteto specifico deriva dal verbo latino repto (strisciare per terra) in riferimento al portamento della specie.

Abbiamo scelto di adottare la dicitura f. erecta per specificare che questa particolare Salvia ha portamento ben diverso rispetto alla specie. Ad oggi non è stata catalogata in modo più accurato e la stessa RHS riporta come nome Salvia reptans from West Texas, un nome botanicamente non corretto e quindi non definitivo. Anche il nome con cui si trova online Salvia reptans West Texas Form non è corretto in quanto West Texas non è stato utilizzato come nome di cultivar tra virgolette e la parola form non corrisponde al termine latino 'forma' utilizzato nella nomenclatura botanica per esprimere un aspetto 'insolito' di una specie, ma non la provenienza geografica.

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Molinia caerulea 'Moorhexe'

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L'epiteto generico ricorda il botanico cileno Juan Ignacio Molina.

L'epiteto specifico (indistintamente caerulea o coerulea) deriva dal latino caeruleus, azzurro, con riferimento al colore dei fiori, violacei. Arundinacea invece fa riferimento all'aspetto 'simile a una canna' (arundo, arùndinis - canna).

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Phlox paniculata 'Bright Eyes'

Una varietà inglese del 1967 di B.H.B. Symons-Jeune dai fiori rosa chiaro con occhio fuchsia. Altezza media, portamento ordinato e panicoli abbastanza rotondi con fiori grandi.

I fiori di Phlox paniculata sono profumati e commestibili, ottimi su gelato, insalate, macedonie e torte. Ogni varietà ha fiori più o meno dolci, più o meno profumati, ciascuna con un sapore specifico.

Coltivare in posizioni soleggiate (da 3 a 5 ore di sole), in terreno fertile, drenato, non arido. Le Phlox possono incorrere in malattie fogliari come l'oidio se soffrono la mancanza di acqua o crescono in terreni poveri o troppo pesanti che causano sofferenza radicale e indebolimento fogliare. Si consiglia di ripulire dai fiori secchi i panicoli sfioriti o cimare la parte terminale dei rami senza però tagliare eccessivamente, per non perdere l'altezza ottenuta dalla pianta.

L'epiteto generico deriva dal greco φλόξ, (flóx, fiamma). L'epiteto specifico da panícula (pannocchia): con infiorescenze a pannocchia.

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Lobelia x speciosa 'Fan Blau'

Ibrido compatto della serie 'Fan' con fiori blu-viola, fogliame verde con sfumature scure e steli che non necessitano di sostegni. Coltivare in terreno fertile, mai arido, in pieno sole o mezz'ombra. La fioritura inizia a fine Maggio e prosegue fino all'autunno. Il taglio degli steli sfioriti a fine estate favorisce la produzione di nuovi steli floreali e il prolungarsi della fioritura.

L'epiteto generico fu assegnato da Linneo in onore del botanico fiammingo Mathias de Lobel (o de L'Obel, latinizzato in Matthaeus Lobelius, 1538-1616), medico di corte a Londra e autore di una famosa Historia plantarum.

L'epiteto specifico deriva da spècies (in latino forma, aspetto) e significa 'di bell'aspetto, vistosa, appariscente'.

Il nome della varietà fa riferimento alla tenuta di Hadspen House, nel Somerset, famosa per il giardino annesso in cui questa cultivar è stata identificata e selezionata.

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Euphorbia characias subsp....

Una forma compatta con infiorescenze dalla forma rotonda, si potrebbe dire 'ad uovo', simili nella forma proprio ad Humpty Dumpty, il personaggio di Lewis Carrol incontrato da Alice in 'Through the Looking-Glass, and What Alice Found There'. Si coltiva in pieno sole in terreno drenato. 

L'epiteto generico deriva da Εὔφορβος (èuforbos) Eufòrbo, medico greco, che secondo Plinio scoprì le proprietà medicinali di questa pianta. Il nome Eufòrbo deriva dal greco "ἐῧ éu" bene e "φέρβω férbo" nutrire: ben nutrito.

9,00 €

Scrophularia macrantha

Una gran quantità di fiori dalla forma insolita, rossi, che ricordano degli uccellini appoggiati su un albero (da qui il nome con cui è conosciuta all'estero, Red Birds in a Tree). Coltivare in terreno fertile, drenato.

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Santolina chamaecyparissus

Perenne suffruticosa con foglie aromatiche argentate. Forma cespugli ordinati che si coprono letteralmente di fiori rotondi, giallo oro. Coltivare in terreno drenato in pieno sole. Dopo la fioritura effettuare un taglio deciso della pianta per stimolare la produzione di nuova vegetazione e favorire l'accestimento. Diffusa in Italia allo stato spontaneo veniva utilizzata in passato per profumare la biancheria e gli ambienti. 

L'epiteto generico potrebbe derivare da santonica, femminile di santonicus, cioè dei Santones, antica popolazione dell'Aquitania, regione della Francia sud-occidentale.   Per altri deriverebbe dall'unione delle parole sanctus (santo) e linum (lino), cioè 'lino santo', forse in riferimento alle sue proprietà terapeutiche.

L'epiteto specifico è composto dal prefisso greco χᾰμαι- (chamai- a terra, strisciante) e da κυπάρισσος (kiupárissos cipresso), cioè simile a un cipresso nano.

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Digitalis 'Glory of Roundway'

Un ibrido insolito e poco diffuso, di recente introduzione, sterile, perenne, con fiori di piccole dimensioni rispetto ad altre Digitalis, ma prodotti in gran quantità per un periodo molto lungo e su steli molto ramificati. Il colore dei fiori è l'elemento più affascinante, bianco crema soffuso di rosa. Portamento leggero ed elegante. Coltivare al sole o mezz'ombra in terreno fertile, drenato, non arido. 

Il genere Digitalis è recentemente entrato a far parte della famiglia delle Plantaginaceae, grazie ai nuovi metodi genetici di classificazione, mentre in precedenza era considerata un membro delle Scrophulariaceae.

L'epiteto generico fu assegnato da Leonhart Fuchs, botanico del '500, latinizzando il nome comune della digitale in tedesco. Da 'fingerhut', che ha il significato di 'ditale', ottenne Digitalis, da digitus dito, per la corolla a forma di ditale.

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