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Petasites japonicus var. giganteus 'Nishiki Buki'

12,00 €
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Cutivar variegata con fogliame molto decorativo, variegato, per terreni ricchi, fertili, umidi. Perfetta a bordo lago oppure in terreni argillosi irrigati regolarmente, soprattutto in estate. Gli steli floreali spuntano dal terreno prima delle foglie, in Marzo, e i fiori continuano a schiudersi finchè le prime foglie non cominciano ad aprirsi. Si sviluppa con stoloni formando fitte colonie. La variegatura si mantiene ed è più evidente se coltivato in posizioni raggiunte per alcune ore dal sole.

L'epiteto generico deriva da petasus (in greco πέτᾰσος pétasos) un cappello a grandi falde, per le foglie di grandi dimensioni.

L'epiteto specifico indica il luogo in cui è stata identificata la specie.

L'epiteto varietale fa riferimento alle dimensioni di questa varietà spontanea.

La pianta è in vaso di 16 cm di diametro

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CR001B000

Scheda tecnica

Famiglia
Asteraceae Bercht. & J.Presl
Nome botanico della specie
Petasites japonicus (Siebold & Zucc.) Maxim.
Accentazione e pronuncia
Petasìtes iapònicus
Altezza Massima
140 cm
Esposizione
Mezzombra
Colore
Bianco
Fogliame
Spogliante
Colore fogliame
Variegato
Fioritura
Marzo-Aprile

Riferimenti Specifici

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Tricyrtis 'Empress'

Un ibrido di Tricyrtis in cui i fiori sono più grandi e di un colore più intenso. Adatta a posizioni a mezzombra in terreno drenato, ricco. Può essere utilizzata in piena terra, per formare densi cespugli fioriti, oppure in vaso come ricadente.

L'epiteto generico deriva dall'unione del prefisso greco τρι- (tri- tre) e del termine κύρτος (chiùrtos curvo) con riferimento ai tre sepali esterni che hanno le basi ricurve.

10,00 €

Anemone 'Ruffled Swan'

Una delle Anemone della serie Swan, selezionata da ibridazioni spontanee tra A.hupehensis e A.rupicola da Eizabeth MacGregor nel suo vivaio in Scozia e lanciata dal vivaio Hardy's Cottage Garden Plants nel 2001 al Chelsea Flower Show. 'Ruffled Swan' ha fiori doppi formati da sepali bianchi con la pagina inferiore sfumata di blu/viola e come tutte le altre cultivar di questa serie ha portamento compatto e non si allarga tramite rizomi. La posizione ideale è a mezzombra, dove la pianta possa essere raggiunta da 3 o 4 ore di sole, meglio se al mattino. Rispetto ad Anemone x hybrida (le classiche e più diffuse, conosciute come Anemone giapponese o autunnale) fiorisce più abbondantemente, iniziando già da Giugno. Si raccomanda di irrigare dal basso, senza bagnare fiori e foglie per evitare malattie fungine.

L'epiteto generico deriva dal greco ἄνεμος (ànemos, vento) da cui il termine greco ἀνεμώνη (accentato anemòne, diversamente dall'accentazione latina anemone). I testi riportano diverse ipotesi per l'origine del nome. Viene battezzato Anemone da Teofrasto, filosofo e botanico greco, in riferimento alle fragili corolle, che si rompono nel vento. Ovidio nelle Metamorfosi (X, vv.734-739) ricorda l'origine legata al mito: Adone, abile cacciatore, viene ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia. Venere, che ne era innamorata, lo vede morente e decide di rendere eterno il suo ricordo, trasformando in fiori il sangue dell'amato che cade a terra.

'' ...Nemmeno un'ora era passata: dal sangue spuntò un fiore del suo stesso colore;

un fiore, come quello del melograno, i cui frutti celano

sotto la buccia sottile i suoi semi. Ma è fiore di vita breve:

fissato male al suolo e fragile per troppa leggerezza,

deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali.''

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12,00 €

Thalictrum pubescens

Il più alto ed imponente dei Thalictrum, originario del Nord America, con fusti ben strutturati carichi di fiori piumosi bianchi. Coltivare al sole o mezz'ombra in terreno fertile, non arido, drenato. Lo abbiamo prodotto da seme e testato per alcuni anni e si è rivelato forte e resistente sia in vaso che in terra, decisamente affidabile!

L'epiteto generico deriva dal nome di questa pianta in greco, θάλικτρον (thálictron, pigamo), citato da Dioscoride nel De Materia Medica.

L'epiteto specifico deriva da pubes, in latino la lanugine adolescenziale del mento e fa riferimento alla peluria che copre i piccioli delle foglie,

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12,00 €

Dryopteris wallichiana

Una delle più belle felci da giardino, con fogliame lucido, verde scuro, semi-sempreverde. Diffusa in America del Sud, Turchia e Asia tollera tranquillamente il nostro clima invernale. Ha portamento ordinato, con disposizione delle fronde a imbuto, elegantemente allargate verso l'esterno. Molto decorativa durante tutto l'anno, ha bellissimi pastorali rossastri in primavera. Si adatta bene in qualsiasi terreno, purchè ricco di sostanza organica, fertile, drenato. L'acidità del suolo non è determinante, ma se c'è favorisce uno sviluppo ottimale. Le fronde persistono durante l'inverno e vengono man mano sostituite dal nuovo fogliame in primavera. Si consiglia quindi di rimuovere i fusti rovinati per favorire uno sviluppo omogeneo.

L'epiteto generico era inizialmente epiteto specifico di Polypodium dryopteris. In seguito sono stati definiti due generi diversi e 'Dryopteris' è diventato il nome di questo nuovo genere di felci. Deriva dal greco δρῦς (driùs quercia) e da πτέρις (ptéris felce): felce delle querce(o degli alberi), riferimento ai boschi di caducifoglie, luoghi in cui è possibile trovare le felci appartenenti a questo genere.

L'epiteto specifico è stato assegnato in onore del medico e botanico danese Nathaniel Wallich (1786-1854), che operò per molti anni in India, anche come sovrintendente del Giardino Botanico di Calcutta.

15,00 €

Reineckea carnea

Unica appartenente al genere Reineckea, originaria di Cina e Giappone. Perfetta come coprisuolo, si allarga con rizomi e forma macchie verdi di foglie nastriformi alla cui base spuntano tra la fine dell'estate e l'autunno steli floreali abbastanza corti (più bassi del fogliame), rossastri, che portano fiori rosa. Si coltiva in terreno drenato, fertile, ma una volta ambientata sopporta bene il secco e si diffonde velocemente.

L'epiteto generico è stato assegnato in onore del botanico tedesco Heinrich Julius Reinecke (1799-1871).

L'epiteto specifico deriva dal latino carneus (càrneus, di carne e quindi simile alla carne) in riferimento al colore dei fiori.

9,00 €

Campanula glomerata 'Caroline'

Una cultivar vincitrice dell' Award of Garden Merit della RHS. I fiori sono viola chiaro, riuniti in gruppi alla sommità degli steli, aspetto tipico della specie. Coltivare in terreno fresco, ben drenato, in posizioni a mezzombra (almeno 3 o 4 ore di sole diretto) o al sole in terreno irrigato con maggiore regolarità.

Rimuovere gli steli sfioriti favorisce il prolungamento della fioritura con eventuali rifiorenze fino a metà dell'estate.

L'epiteto generico è il diminutivo del termine latino campana( campàna, campanella), in riferimento alla forma dei fiori.

L'epiteto specifico deriva dal latino  glomerare (glomeràre addensare, raggruppare) per le infiorescenze costituite da fiori riuniti in mazzetti agli apici degli steli.

8,00 €

Hosta 'Majesty'

Varietà del 1990 registrata da R. Garbe con foglie con il centro verde , marcatamente segnate di giallo lungo i bordi. Fioritura bianca in Giugno-Luglio. Coltivare in ombra luminosa o mezzombra, in terreno fertile, drenato.

L'epiteto generico deriva dal nome di Nicolaus Thomas Host (1761-1834), medico dell'imperatore d'Austria, studioso di graminacee e autore di una Flora dell'Impero Austro-Ungarico.

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12,00 €

Dicentra spectabilis...

Il genere Dicentra è originario dell'Asia. I primi esemplari furono introdotti in Inghilterra a metà del 1800 da Robert Fortune, botanico scozzese e appassionato ricercatore di piante insolite. Questa varietà è caratterizzata dalla bellezza e dal vigore della specie, solitamente con fiori rosa carico o bianchi, uniti ad un colore intenso e insolito e a fusti e foglie soffusi di rosso. I fiori hanno la tipica forma a cuore che le ha fatto guadagnare il nome di 'Bleeding Heart' all'estero e 'Cuore di Maria' in Italia. E' conosciuta anche come 'Lady-in-a-bath' perché capovolgendo i fiori e aprendo i sepali rossi si può vedere una figura femminile bianca in una 'vasca da bagno'. Coltivare in ombra luminosa o mezzombra in terreno drenato e fertile. Talvolta la pianta va in riposo vegetativo durante l'estate per poi germogliare nuovamente all'inizio dell'autunno.

L'epiteto generico Lamprocapnos è formato dai termini greci λαμπρός (lamprós splendido, raggiante) e καπνός (kapnόs il nome della Fumaria in Dioscoride 4.109). E' stato scelto come nuovo nome da Tatsundo Fukuhara, ricercatore del Dipartimento di Botanica di Kyoto. Il significato del nome è incerto e non si trovano indicazioni, ma è stato scelto probabilmente  col significato di Fumaria dai fiori splendenti. Fumaria spectabilis è infatti il nome con cui Linneo registrò il Lamprocapnos spectabilis (come si trova nell' erbario di Linneo, LINN 881).

Il sinonimo ( e precedente nome generico) Dicentra deriva dal greco δίς (dìs doppio, due volte) e da κέντρον (chéntron sperone), per i sepali che si prolungano in due lunghi speroni.

L'epiteto specifico in latino significa spettacolare, ammirevole.

Varietà vincitrice dell' Award of Garden Merit della Royal Horticoltural Society nel 2014.

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10,00 €

Epimedium pubescens...

Numerosi piccoli fiori bianchi soffusi di rosa portati da steli lunghi fino a 60 cm e foglie fortemente dentellate, verdi durante l'estate, bronzate e brunite in primavera e autunno/inverno. La posizione ideale per la coltivazione è in ombra luminosa, in terreno fertile e drenato. Una volta ambientati gli Epimedium si rivelano piante molto forti e versatili, capaci di sopportare anche brevi periodi di siccità. Se però le irrigazioni sono regolari, specialmente durante e dopo la fioritura, i risultati sono decisamente migliori e la pianta si sviluppa in modo ottimale regalando fioriture molto abbondanti.

L'epiteto generico deriva dal termine greco ἐπιμήδιον (epimédion) che si trova per la prima volta nel De Materia Medica di Dioscoride (IV, 19), usato per identificare una pianta originaria della Media (più o meno l'attuale Iran/Azerbaigian/Armenia). Le maggior parte delle specie proviene da Cina, Giappone, Korea e Vietnam. Ma sono presenti specie in Italia, Balcani e Medio Oriente(la Media di Dioscoride). Si può supporre che, per la coincidenza tra fonti classiche e rinvenimenti botanici, Linneo decidesse quindi di utilizzare il nome Epimedium dei testi classici per battezzare tutti gli appartenenti a questo raggruppamento botanico che si estendeva dal Mediterraneo fino all'Oriente, considerando probabile che Dioscoride conoscesse gli Epimedium del Medio Oriente, ma non avesse avuto esperienza diretta delle specie di Cina e Giappone.

Nella cultura orientale diverse specie di Epimedium sono considerate un potente afrodisiaco e una cura per i problemi ossei, per le riconosciute proprietà antiossidanti, cardioprotettive e stimolanti del sistema circolatorio.

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15,00 €

Thalictrum delavayi...

Un ibrido dalla fioritura abbondante che da Giugno a Settembre illumina gli angoli ombreggiati del giardino. L'effetto è quello di una Gypsophila (o velo di sposa) alto 2metri e carico di fiori di un delicato color glicine. Si consiglia di coltivare a mezzombra in terreno drenato, ricco, fertile e di sostenere la pianta crescendola vicino a arbusti a cui si possa appoggiare oppure con rami secchi piantati nel terreno che creino un sostegno in cui la pianta possa svilupparsi appoggiandosi con i rami dalla tipica forma 'a gruccia', con cui si sostiene salendo in altezza.
L'epiteto generico deriva dal nome di questa pianta in greco, θάλικτρον (thálictron, pigamo), citato da Dioscoride nel De Materia Medica.
L'epiteto specifico fu assegnato in onore di Jean Marie Delavay (1834-1895), missionario francese in Cina, studioso della flora cinese e collezionista per il Museo Nazionale di Storia Naturale di Francia.

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15,00 €

Primula veris

Primula spontanea in tutto il Centro e Nord Italia. Presenta una rosetta di foglie basali  e uno scapo floreale eretto che porta un ombrello di fiori gialli, profumati. Coltivare in terreno fertile, drenato, a mezzombra, possibilmente sotto ad alberi e arbusti a foglia caduca: in questo modo riceverà luce nei mesi invernali e primaverili per poi essere protetta dalle chiome.

L'epiteto generico è un diminutivo di prímus (primo), per la precoce fioritura, essendo fra le prime specie a fiorire dopo l'inverno.

L'epiteto specifico è il genitivo di ver (termine latino che significa primavera) e si traduce come 'della primavera'.

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5,00 €

Heuchera villosa var....

Specie a fioritura abbondante e tardiva, con foglie verdi che dall'autunno si tingono di rosso. Coltivare a mezzombra, in terreno fertile, drenato anche se si adatta a diverse condizioni. Tollera bene il sole del mattino, assumendo colorazioni delle foglie più definite nel periodo autunnale.

L'epiteto generico è dedicato al botanico tedesco Johann Heinrich von Heucher (1677-1747).

L'epiteto specifico deriva dal latino villus (vìllus, pelo) 'dotata di peluria' in riferimento alla texture delle foglie.

L'epiteto varietale dal greco μακρόϛ (macrós grande, lungo) e da ῥίζα (rìza radice) 'con lunghe radici'.

8,00 €

Ranunculus aconitifolius...

Si racconta che questa pianta sia arrivata in Inghilterra con i Protestanti francesi che nel 1500 fuggirono dalla Francia verso i paesi confinanti di fede protestante. Il botanico inglese John Gerard ne scrisse alla fine del '500 tessendone elogi e sappiamo che in età elisabettiana(1558-1603) era una pianta amata e molto diffusa nei giardini, chiamata comunemente Fair Maid of France, 'la bella fanciulla di Francia'. Come molte altre cultivars a fiore doppio non si autodissemina facilmente e questo aiuta a controllarne la diffusione in giardino. Composta, ordinata, è una perenne purtroppo poco diffusa e apprezzata in Italia, ma ha mille qualità! La posizione ideale è a mezzombra, in terreno fertile, drenato. La specie( a fiore singolo) è diffusa anche in Italia.

Dopo la fioritura la pianta entra spesso in dormienza per il periodo estivo, germogliando nuovamente alla fine dell'estate.

L'epiteto generico deriva dal diminutivo del termine latino 'rana' col significato di ranocchio. Il nome è stato assegnato per la diffusione di alcune specie del genere Ranunculus in ambienti umidi, vicino a corsi d'acqua. Plinio scrive 'noi chiamiamo ranuncolo l'erba che i greci chiamano βάτραχος (bátracos rana)'

L'epiteto specifico significa 'con foglie simili a quelle dell'Aconito' da Aconitum e folium (fòlium foglia).

9,00 €

Polemonium reptans...

Un cespuglio morbido di foglie che nascono verdi, fortemente venate di bianco e soffuse sui bordi di rosa per poi maturare in bianco e verde dopo la fioritura.

I fiori, profumati, amati dagli impollinatori, sono azzurri e molto luminosi, portati da rami morbidi e flessuosi.

Coltivare in terreno fertile, drenato, a mezzombra, in posizioni raggiunte da poche ore di sole al mattino. Dopo la fioritura tagliare a metà altezza la vegetazione per favorire la produzione di nuove foglie.

Diminuire le irrigazioni dopo la fioritura.

L'epiteto generico secondo l'Etimologia Botanica di Alexandre de Thèis deriva dal greco πόλεμος (pòlemos, guerra). Plinio (Naturalis Historia XXV, 6) racconta che prende questo nome perchè fu all'origine di una guerra tra due re che si attribuivano la scoperta di questa pianta e delle sue proprietà. Era talmente rinomata che la si chiamava anche chilodiunàmia, da χίλιοι, mille e δύναμις, forza, potere, proprietà, cioè dotata di mille virtù, dal greco chílioi, mille, e dýnamis, potere.

L'epiteto specifico deriva dal verbo latino reptare (reptàre, strisciare a terra) in riferimento al portamento che differenzia la specie rispetto ad altre appartenenti al genere Polemonium, più slanciate e verticali.

8,00 €

Carex oshimensis 'Everest'

Perenne sempreverde della famiglia delle Cyperaceae molto simile alle graminacee nell'aspetto. Ha foglie nastriformi verdi, bordate di bianco, che la rendono adatta per illuminare e dare struttura a bordure in piena terra o in vaso. La posizione ideale è a mezzombra, o ombra luminosa, in terreno fresco, ben drenato, non arido. Rispetto ad altre tipologie di Carex tollera poco il sole, ma si adatta benissimo in posizioni ombrose. Non si taglia in primavera, ma si ripulisce dalle foglie secche, se necessario.  Le spighe spuntano dal cespuglio, verticali, e sono piumose, brunite.

L'epiteto generico deriva dal nome classico latino carex (càrex carice, come si trova utilizzato da Virgilio nelle Bucoliche), derivato dal greco κείρω (keíro io taglio), per il bordo tagliente di molte specie di questo genere.

L'epiteto specifico indica la provenienza della specie, ll'isola di Oshima, in Giappone.

12,00 €

Astrantia major 'Snow Star'

Un'introduzione del 2002 di Aad Geerlings di Future Plants, con fusti più corti rispetto ad altre cultivar e una abbondante fioritura bianca soffusa di verde sugli apici. L'infiorescenza è composta da piccoli fiori simili a spilli appuntati sul bottone centrale, circondati da brattee cartacee sfumate di verde. Preferisce terreni ricchi e freschi, ma ben drenati. Si consiglia di ridurre le irrigazioni durante l'estate, perché dopo la fioritura ha bisogno di una minore quantità di acqua.

L'epiteto generico deriva dal greco αστήρ (astér stella, astro) e ἄνϑοϛ (ánthos fiore) in riferimento alla forma delle infiorescenze.

L'epiteto specifico è formato dal comparativo di magnus (grande), quindi maggiore, più grande, rispetto ad Astrantia minor. Il termine in latino sarebbe scritto maior, ma in latino botanico è stato utilizzato nella forma major ed è da considerarsi quindi valido, anche se linguisticamente scorretto.

La cultivar 'Snow Star' è sterile e non produce semi, riesce quindi a fiorire in modo più abbondante e prolungato. Consigliamo di recidere gli steli sfioriti per favorire la rifiorenza.

9,00 €