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Phyla nodiflora

Tappezzante rapida e molto resistente che si allarga tramite stoloni superficiali. Fioritura lunga tutta l'estate con capolini rosati che rivelano l'appartenenza alla famiglia delle Verbenaceae con la forma dei fiori.

Adatta a posizioni soleggiate o a mezzombra, in terreni da fertili a poveri. Resiste bene alla siccità e sopporta benissimo il taglio del prato, permettendo di coprire vaste zone 'difficili' in poco tempo.

Resiste bene al calpestio, al salino, a terreni umidi e a quelli aridi.

Con temperature inferiori a 0°C le foglie iniziano a seccare e a cadere per poi spuntare nuovamente in primavera.

L'epiteto generico deriva dal greco φῦλον (fiùlon tribù): per i fiori addensati quasi a formare una tribù.

L'epiteto specifico è formato dai termini latini nōdus (nodo, giuntura) e da flos (fiore): con fiori sulle giunture.

3,00 €

Erigeron karvinskianus

Lo sviluppo rapido, la mutabilità del colore dei fiori che da bianchi assumono sfumature rosa man mano che maturano, la resistenza e l'abbondante fioritura sono caratteristiche che rendono unica questa pianta. Originaria del Messico è ormai diffusa naturalizzata in molte regioni d'Italia. E' una tappezzante che si allarga molto velocemente e può essere utilizzata anche in vaso come ricadente o in muretti a secco negli spazi tra le pietre. Pianta facile, rustica e resistente dà il meglio di sè se riceve regolari irrigazioni, ma tollera periodi di siccità una volta ambientata.

L'epiteto generico è composto dalle parole greche ῆρ (ér qui nel senso di precoce) e γέρων (ghéron vecchio), probabilmente per l'aspetto dei capolini piumosi di semi, che ricordano la testa di un anziano e che si schiudono presto dall'inizio della fioritura in primavera fino ad autunno inoltrato.

L'epiteto specifico è stato assegnato in onore del naturalista, geologo e paleontologo tedesco (nato in Ungheria) Wilhelm Friedrich von Karwinski auf Karwin (1780-1855), esploratore della flora dell'America tropicale (Brasile, Messico).

6,00 €

Sedum spectabile 'Autumn Fire'

Una selezione ottenuta come miglioramento di Sedum 'Autumn Joy': ombrelli di fiori più grandi, colori più intensi e portamento ben strutturato. La caratteristica che rende questa varietà insuperabile è il colore: dal rosa chiaro di inizio fioritura fino al rosso mattone in autunno. Coltivare in pieno sole e terreno ben drenato, senza eccedere con le irrigazioni.

L'epiteto generico Sedum deriva dal latino sédo (calmare), per le proprietà calmanti delle foglie di alcune specie o dal latino sèdere (sedere) per il portamento di molti Sedum, che crescono appoggiati direttamente sui terreni sassosi ( in inglese stone-crop, pianta che si raccoglie sulla pietra).

L'epiteto generico Hylotelephium, sinonimo da preferire per questo genere, è composto dalle parole ΰλη (iùle foresta, bosco) e da telephium (dal greco τηλεφιον telèfion portulaca) col significato di Portulaca dei boschi.

L'epiteto specifico in latino significa 'notevole, spettacolare'.

10,00 €

Isotoma fluviatilis

Erbacea perenne sempreverde tappezzante della famiglia delle Campanulaceae con fiori a stella, azzurri, profumati che si schiudono da Maggio ai primi geli.

Si può utilizzare per colmare zone difficili del prato, purchè siano raramente calpestate, tra le pietre di un selciato in posizioni ombrose o come ricadente in vasi e coppi. Per uno sviluppo ottimale richiede posizioni a mezzombra, in terreno fertile, drenato, mai arido.

La letteratura riporta diversi nomi alternativi: i più diffusi sono Pratia pedunculata, Laurentia fluviatilis, Enchysia gaudichaudii , Lobelia pedunculata, Rapuntium fluviatile e Lobelia fluviatilis. George Bentham nel suo testo Flora Australiensis (1864) ricondusse questa pianta al genere Isotoma. La nomenclatura accettata oggi è quindi Isotoma fluviatilis (R.Br.) F.Muell. ex Benth, con riferimento alla paternità di Bentham nell'identificazione di questa pianta. Gli altri sinonimi sono da considerarsi non validi.

L'epiteto generico deriva dall'unione dei due termini greci ísos (uguale) e tomé (taglio), per il taglio molto netto che suddivide in modo uguale i 5 lobi della corolla. L'epiteto specifico fluviatilis (in latino 'tipico dei fiumi) fa riferimento all'habitat preferito da questa pianta, terreni ricchi e umidi, in vicinanza di corsi d'acqua. 

7,00 €

Geranium 'Bob's Blunder'

Geranium tappezzante sempreverde con foglie color bronzo e una gran quantità di fiori rosa. Pianta perenne versatile, adatta sia al vaso che alla coltivazione in piena terra, rustica e resistente alle malattie. Fiorisce abbondantemente e copre in poco tempo il terreno, creando tappeti fioriti. Coltivare a mezzombra in terreno fertile, drenato, irrigato regolarmente, non arido.

Il nome della varietà tradotto suona come 'la svista di Bob' o 'l'errore di Bob', ma Bob Brown, di Cotswold Garden (il vivaio che ha lanciato questa varietà), non ha mai dato delucidazioni sull'origine del nome.

L'epiteto generico ha origine dal greco γεράνιον (gherànion geranio) come si trova scritto nel 'De Materia Medica' di Dioscoride. Il nome deriva da γέρανος (ghéranos gru): per i frutti simili al becco delle gru.

10,00 €

Muhlenbergia capillaris

Graminacea ornamentale apprezzata per la spettacolare spigatura rosa/porpora autunnale.

Bellissima sia per la bellezza delle spighe che per gli effetti delle gelate che decorano, rivestono, intarsiano ogni singolo piumino. Coltivare in pieno sole in terreno ben drenato.

L'epiteto generico rimanda al botanico americano G.H.E. Muhlenberg, mentre l'epiteto specifico viene dal latino capillus (capello) con riferimento agli elementi sottilissimi che compongono la spiga.

15,00 €

Muhlenbergia capillaris...

Una varietà particolare e insolita, leggermente più tardiva rispetto a Muhlenbergia capillaris. Ha spighe che iniziano ad aprirsi a Novembre, piumos,e  bianche soffuse di verde, con un effetto molto luminoso e persistono per gran parte dell'inverno. Bellissima sia per la bellezza delle spighe che per gli effetti delle gelate che decorano, rivestono, intarsiano ogni singolo piumino.

Coltivare in pieno sole in terreno ben drenato.

L'epiteto generico rimanda al botanico americano G.H.E. Muhlenberg, mentre l'epiteto specifico viene dal latino capillus (capello) con riferimento agli elementi sottilissimi che compongono la spiga.

12,00 €

Salvia nemorosa 'Caradonna'

Una delle varietà più affidabili! Spighe blu/viola si susseguono da Maggio fino ad Autunno inoltrato , specialmente se si ha l'accortezza di rimuovere le spighe sfiorite. Coltivare in pieno sole, in terreno fertile, ben drenato. Una volta ben radicata sopporta periodi di siccità, anche se per ottenere una buona rifiorenza l'acqua è fondamentale.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

L'epiteto specifico da nemus, nemoris (bosco), 'che cresce nei boschi'.

8,00 €
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Principali abbreviazioni dei nomi di autori botanici

Pubblicato il : 14/02/2019 14:17:47
Categorie : Curiosità

Il nome botanico di una pianta definisce in modo certo e univoco l'identità della pianta stessa. Chiamandola col suo nome scientifico siamo sicuri di identificarla in modo pressoché certo con qualsiasi appassionato di botanica, ovunque nel mondo. Il principio della 'determinazione scientifica' dovrebbe essere diffuso non solo in ambito accademico, ma soprattutto a livello commerciale, perché se l'accuratezza è pratica diffusa tra appassionati e studiosi lo è molto meno quando si parla di vivai, rivenditori e acquirenti generici.


Direte: 'beh, adesso devo pure ricordarmi chi ha battezzato una pianta, oltre a ricordarmi il nome scientifico, la corretta pronuncia, l'accentazione?'


No, per fortuna non siete tenuti a memorizzare tutto, ma dovreste poter attingere a delle fonti che vi forniscano queste informazioni in modo pratico e veloce. Inoltre i vivaisti dovrebbero riportare il maggior numero di informazioni relative all'identità di una pianta che voi acquistate, non solo le esigenze colturali.
Infatti queste informazioni sono fondamentali quando da semplici acquirenti vi trasformate in appassionati o come ultimo stadio(patologico, ma così bello!) in collezionisti!

Capita spesso di acquistare una pianta con il nome non del tutto corretto, non aggiornato o addirittura sbagliato, perché purtroppo abbiamo poca passione per i nomi e per la storia e spesso preferiamo fruire della bellezza di un fiore senza 'perdere tempo' a farci domande sulla sua storia.


Per gestire, affrontare e comprendere l'enorme quantità di generi, specie, sinonimi è necessario poter risalire in modo affidabile all'origine dei nomi, a chi li ha assegnati. Questo permette di definire prima di tutto una linea temporale delle assegnazioni, rendendo più semplice la comprensione delle varie modifiche operate su un nome.
Non si può sostenere la validità di un nome rispetto ad un altro senza tenere conto di chi ha assegnato tale nome.


Quando una specie viene trasferita ad un altro genere mantenendo lo stesso epiteto specifico, l'autore a cui è attribuita la descrizione viene posto tra parentesi e subito dopo la parentesi si aggiunge l'autore responsabile dello spostamento.
E' quindi chiara l'importanza della diffusione di una cultura botanica che non si fermi all'estetica, ma indaghi e comprenda la storia dietro ad ogni pianta.

Queste sono alcune delle abbreviazioni più importanti utilizzate nei nomi botanici delle piante:

sp. (o spp.) specie da determinare es. Aquilegia spp.
sl. (o s.l. o s.lat) 'sensu lato'. Quando si cita una specie senza far riferimento alle sottospecie (subsp.) es. Lilium bulbiferum sl.
Subsp 'sottospecie' es. Molinia caerulea subsp. arundinacea
Cfr. 'Confronta' quando ciò che si riporta di seguito ad un nome non è certo.
cv. 'cultivar' Cultivated Variety, varietà selezionata dall'uomo.
syn. 'sinonimo'
var. oppure v. 'varietas', varietà identificata in natura
x 'pér' segno di moltiplicazione che indicata un ibrido. Può essere ibrido intergenerico (tra due generi diversi) o ibrido interspecifico (tra due specie diverse). La nomenclatura degli ibridi è regolata dal 'Codice internazionale di nomenclatura botanica' (ICBN Tokyo Code). Nelle formule di ibridazione, dalle più semplici alle più complesse, un ibrido intergenerico si indica con il × prima del genere del nuovo nome e senza spazio. es. xPardancanda norrisii ibrido di Iris domestica x Pardanthopsis dichotoma. Un ibrido interspecifico si indica ponendo × prima della specie del nuovo nome e senza spazio.
Utilizzando il ×, equidistante tra i nomi delle due piante incrociate si ha la formula di ibridazione. es. xHeucherella ottenuta da Heuchera ×brizoides x Tiarella cordifolia. E' pratica comune omettere lo spazio dopo il x quando si tratta di ibridi interspecifici, dato che non sono presenti altri x che potrebbero creare confusione( ad esempio Heuchera x brizoides se si trascrive il nome scientifico, Heuchera xbrizoides se si utilizza nella formula di ibridazione).
ex si trova sempre fra due autori (A ex B). Significa che l’autore B (quello che ha validamente descritto il taxon) ha ricavato il nome della pianta dall’opera dell’autore A, che però non l’aveva validamente pubblicato. Il termine “validamente” si riferisce alle regole del Codice di Nomenclatura.
Auct. 'auctorum' si intende che vari autori hanno usato quel nome botanico, ma non vengono nominati singolarmente.


Cliccando sul link qui di seguito potrete accedere ad un elenco delle abbreviazioni dei più importanti nomi di botanici che hanno contribuito alla nomenclatura scientifica.

Sul nostro sito trovato la voce Nome botanico della specie in ogni scheda tecnica (in costruzione, abbiate pazienza, ma a breve ogni scheda avrà questa informazione!) e qui sotto potete vedere due schede con esempi di abbreviazione dei nomi dell'autore.


Buona ricerca!

Abbreviazioni dei nomi

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