Salvia microphylla 'Royal Bumble'

9,00 €
Iva incl.

Varietà con foglie verde scuro e steli scuri con fiori rossi, grandi. Come per tutte le Salvia arbustive si raccomanda una potatura decisa dopo l'inverno per evitare che la pianta lignifichi perdendo vigore e vuotandosi alla base. Coltivare in pieno sole. Nonostante le Salvia semi-arbustive vengano date per rustiche fino a -10°C abbiamo testato la loro rusticità a temperature inferiori. La condizione fondamentale per una buona riuscita e per garantire il superamento di inverni rigidi è il drenaggio, da ottenere con una base di ghiaia nella buca al momento dell'impianto. I fiori hanno un buon sapore dolce e sono ottimi su gelati, torte, insalate, macedonie.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

L'epiteto specifico è composto dalle parole in greco μικρός (micrós piccolo) e da φύλλον (fiùllon foglia): dalle foglie piccole.

La pianta è in vaso di 16 cm di diametro

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Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Salvia microphylla Kunth
Accentazione e pronuncia
Sàlvia microfìlla
Altezza Massima
90 cm
Esposizione
Sole
Colore
Rosso
Fogliame
Semi-Sempreverde
Colore fogliame
Verde
Fioritura
Maggio-Novembre

Riferimenti Specifici

Abbinamenti suggeriti

Gaura lindheimeri 'Sparkle...

Varietà di Gaura apprezzata per le dimensioni ridotte rispetto alla specie e quindi adatta alla coltivazione in vaso oltre che a quella in piena terra anche in giardini di piccole dimensioni. Ha la stessa eleganza e leggerezza delle Gaura più alte, con esili fusti e fiori simili a farfalle bianche, che si muovono ad ogni soffio di vento. Preferisce posizioni soleggiate e terreni fertili, ben drenati.

L'epiteto generico deriva dal greco γαῦρος (gàuros altero, orgoglioso, maestoso).
Secondo la classificazione cladistica ( in base alla quale si riuniscono in gruppi, o cladi, ciascun gruppo costituito da organismi aventi un antenato comune) nel 2007 il genere Gaura viene considerato un sottogruppo del genere Oenothera e quindi il nome corretto è da considerarsi Oenothera lindheimeri e Gaura lindheimeri un sinonimo. Data la diffusione del nome Gaura, noi de I Giardini dell'Indaco continuiamo ad utilizzarlo per identificare questo genere, ma ci teniamo a riportare la nomenclatura più recente e corretta.

L'epiteto specifico ricorda il botanico tedesco Ferdinand Jacob Lindheimer (1801-1879), un esule politico tedesco che raccolse campioni botanici in America.

9,00 €

Heliopsis helianthoides...

Perenne cespitosa con steli, alti e rossastri che portano fiori giallo oro con il centro brunito. Preferisce posizioni soleggiate e terreno fresco, ben drenato, non arido. E' una pianta di rapido accrescimento e forma bellissimi cespugli di foglie rossastre sulla pagina inferiore con una gran quantità di fiori gialli.

L'epiteto generico è formato dalle parole greche ἥλιος (élios il sole) e ὄψις (ópsis aspetto, somiglianza) in riferimento ai capolini con fiori ligulati disposti come raggi del sole.

L'epiteto specifico deriva dal nome del genere Helianthus e dal greco εἷδος (èidos aspetto, somiglianza): 'simile a un Helianthus'. L'epiteto varietale in latino significa ruvida, dal latino scabere (scàbere, grattere, raschiare).

10,00 €

Lythrum salicaria

Erbacea perenne rizomatosa spontanea in tutta Italia, in luoghi umidi, sponde di laghi, fiumi e canali di irrigazione. Molto adatta alla coltivazione in giardino per la lunga e appariscente fioritura, sia in acqua che in terra, purchè abbia terreno fertile, non arido.

L'altezza della pianta dipende dal tipo di terreno e di irrigazione. Con terreno fertile e irrigazioni regolari raggiunge circa i 180 cm in piena fioritura.

I giovani germogli possono essere impiegati in insalata, le foglie essiccate come surrogato del tè, mentre in passato dalla macerazione delle foglie si distillava un'acquavite. La pianta è utilizzata in veterinaria e in passato ha trovato larga applicazione in medicina e ancora viene utilizzata come astringente, antibatterico, diuretico, antiemorragico.

L'epiteto generico deriva infatti dal greco λύθρον (liùthron, sangue rappreso) con riferimento all'utilizzo antiemorragico che ne veniva fatto fin dall'antichità (come si trova indicato nel De Materia Medica di Dioscoride). Improbabile l'interpretazione per cui il nome faccia riferimento al colore dei fiori.

L'epiteto specifico salicaria, col significato di 'simile al salice', fa riferimento alla somiglianza delle foglie o delle esigenze colturali delle due piante.

10,00 €

Miscanthus sinensis...

Varietà molto alta e dal bellissimo portamento slanciato. Le spighe sono prima porpora e poi via via che si aprono assumono toni argentati.

Richiede posizioni in pieno sole per fiorire adeguatamente e svilupparsi al meglio. Si adatta a diversi tipi di terreno purchè fertile, non arido, drenato.

L'epiteto generico Miscanthus nasce dall'unione delle parole greche μίσχος (míschos stelo) e ἄνϑοϛ (ánthos fiore), cioè 'con fiori portati da peduncolo/steli'  . L'epiteto specifico sinensis invece deriva dal termine latino Sina, Cina, con riferimento alle zone di origine di questa graminacea.

Il nome della cultivar 'Gracillimus' deriva dal superlativo del termine latino gracilis, esilissimo, con riferimento all'altezza e allo slancio delle spighe. 

12,00 €

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Salvia microphylla 'Hot Lips'

Una Salvia che non passa inosservata: fiori bicolore che in base alla temperatura nascono bianchi, rossi oppure bicolore. Forma un cespuglio dalla forma regolare, ben strutturato e con portamento sferico. Come per tutte le Salvia arbustive si raccomanda una potatura decisa dopo l'inverno per evitare che la pianta lignifichi perdendo vigore e vuotandosi alla base. Nonostante le Salvia vengano date per rustiche fino a -10°C abbiamo testato la loro rusticità a temperature inferiori. La condizione fondamentale per una buona riuscita e per garantire il superamento di inverni rigidi è il drenaggio, da ottenere con una base di ghiaia nella buca al momento dell'impianto.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

L'epiteto specifico è composto dalle parole in greco μικρός (micrós piccolo) e da φύλλον (fiùllon foglia): dalle foglie piccole.

9,00 €

Salvia x jamensis 'Melen'

Fiori giallo paglierino, molto luminosi, con calici scuri, su un cespuglio semisempreverde che raggiunge in pieno sviluppo gli 80cm di altezza e larghezza. Come per tutte le Salvia arbustive si raccomanda una potatura decisa dopo l'inverno per evitare che la pianta lignifichi perdendo vigore e vuotandosi alla base. Coltivare in pieno sole e terreno ben drenato, condizione indispensabile per garantire resistenza anche a temperature inferiori a -10°C.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

L'epiteto specifico identifica gli ibridi interspecifici identificati per la prima volta all'inizio degli anni '90 nei pressi del villaggio di Jame nello stato di Coahuila de Zaragoza (Messico) dal botanico e ricercatore James Compton.

9,00 €

Erica x darleyensis 'White...

Varietà dal portamento simile a Erica darl. 'Kramer's Rote', ma con fiori bianchi e foglie che in primavera si sfumano di giallo. Sempreverde, rustica e resistente, crea bellissimi cuscini fioriti e preferisce posizioni soleggiate e terreni ben drenati, con sufficiente irrigazione nel periodo estivo e all'impianto. Posizioni troppo ombreggiate limitano la fioritura.

L'epiteto generico deriva dal greco ἐρείκειν (ereíkein tritare, sbriciolare). In tempi antichi gli veniva infatti attribuita la capacità di frammentare i calcoli, come riporta Pietro Andrea Mattioli (umanista del '500) nella sua traduzione del De Materia Medica di Dioscoride (I, 100).

La specie darleyensis nasce spontaneamente intorno ai primi del '900 nel vivaio di James Smith, nel Derbyshire in Inghilterra, dall'ibridazione tra Erica carnea ed Erica erigena (precedentemente nota come Erica mediterranea). Il primo ibrido venne battezzato Erica 'Darley Dale' (la città del Derbyshire in cui si trova il vivaio). Dal nome di questa cultivar prende nome la specie, darleyensis appunto, col significa di 'proveniente da Darley'.

Rispetto ad altre specie di Erica si rivela molto più resistente e vigorosa, capace di tollerare brevi periodi di siccità e terreni non acidi (esigenza vincolante per la coltivazione delle altre specie di Erica), anche se il terreno ideale è leggermente acido.

8,00 €

Salvia chamaedryoides var....

Foglie argentate e fiori azzurri su un cespuglio che raggiunge al massimo i 50 cm. Originaria dell'America Centrale è molto resistente all'asciutto, una volta ben radicata. Come per tutte le Salvia arbustive si raccomanda una potatura decisa dopo l'inverno per evitare che la pianta lignifichi perdendo vigore e vuotandosi alla base. Coltivare in pieno sole. Nonostante le Salvia semi-arbustive vengano date per rustiche fino a -10°C abbiamo testato la loro rusticità a temperature inferiori. La condizione fondamentale per una buona riuscita e per garantire il superamento di inverni rigidi è il drenaggio, da ottenere con una base di ghiaia nella buca al momento dell'impianto.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

L'epiteto specifico ricorda la somiglianza di questa Salvia con il Teuctrium fruticans, con foglie argentate e fiori azzurri, chiamato Camedrio ed è formato dall'unione delle parole chamaedrys e εἶδος (èidos aspetto, sembianza): 'con l'aspetto simile al Camedrio'.

L'epiteto varietale isochroma in greco significa 'dello stesso colore'.

9,00 €

Salvia x jamensis 'Heatwave...

Una delle varietà della serie Heatwave, creata per resistere al caldo estivo, con minori irrigazioni e per mantenere un portamento compatto. Salvia 'Heatwave Glimmer' ha fiori bianco crema e calici neri, un bellissimo contrasto accentuato dalla quantità di fiori, prodotti senza sosta da Maggio a fine Novembre. Le Salvia del gruppo jamensis sono ottenute dall'ibridazione di Salvia microphylla x Salvia greggii. Da queste due tipologie si sono originati tantissimi tipi diversi di Salvia, di diverse altezze, colori e forme. Coltivare in terreno molto ben drenato in pieno sole.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

L'epiteto specifico identifica gli ibridi interspecifici identificati per la prima volta all'inizio degli anni '90 nei pressi del villaggio di Jame nello stato di Coahuila de Zaragoza (Messico) dal botanico e ricercatore James Compton.

9,00 €

Lonicera nitida 'Baggesen's...

Piccolo arbusto sempreverde con fogliame verde acido/giallo in primavera, verde chiaro in estate, color bronzo in autunno. Coltivare in pieno sole per ottenere colorazioni più decise. Può essere posizionata anche in mezzombra, ma in tal caso la colorazione si manterrà verde chiaro/giallo. Preferisce terreni fertile, drenati, non aridi.

L'epiteto generico fu assegnato da Linneo in onore del medico e botanico tedesco Adam Lonitzer (latinizzato in Lonicerus, 1528-1586), autore di un trattato sulle erbe medicinali.

L'epiteto specifico significa lucido, luminoso(nitidus in latino), con riferimento al colore delle foglie.

Il nome della cultivar(letteralmente 'l'oro di Baggesen') celebra il poeta danese Jens Baggesen(1764-1826).

8,00 €

Salvia x jamensis 'Violette...

Varietà con foglie particolarmente aromatiche e steli sottili carichi di fiori di medie dimensioni viola intenso, con la gola leggermente più scura, blu-viola. Coltivare in pieno sole o mezzombra(almeno 4 ore di sole), in terreno ben drenato. Come per tutte le Salvia arbustive si raccomanda una potatura decisa dopo l'inverno per evitare che la pianta lignifichi perdendo vigore e vuotandosi alla base.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).  

L'epiteto specifico identifica gli ibridi interspecifici identificati per la prima volta all'inizio degli anni '90 nei pressi del villaggio di Jame nello stato di Coahuila de Zaragoza (Messico) dal botanico e ricercatore James Compton.

9,00 €

Salvia hybrida 'Bleu Armor'

Varietà di origine orticola, con foglie fortemente aromatiche e fiori blu con una punta bianca nella gola. Scoperta nel 2009 da Catherine Bernabe nel vivaio Fleurs et Senteurs in Francia, probabilmente nata dall'ibridazione spontanea fra Salvia lycioides e altre tipologie di Salvia presenti in vivaio( jamensis presumibilmente). Rispetto a Salvia 'Blue Note' ha portamento più morbido e fiori di un blu più intenso.  Battezzata 'Bleu Armòr' traducibile con 'Armatura Blu'.

Coltivare in pieno sole in terreno ben drenato. Può sopportare la mezzombra: con una quantità minore di ore di sole dirette la pianta cresce con fogliame più ricco e fiori più grandi, assumendo un portamento morbido, più lasso, ma pur sempre bello. Nonostante le Salvia semi-arbustive vengano date per rustiche fino a -10°C abbiamo testato la loro rusticità a temperature inferiori. La condizione fondamentale per una buona riuscita e per garantire il superamento di inverni rigidi è il drenaggio, da ottenere con una base di ghiaia nella buca al momento dell'impianto.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

9,00 €

Perovskia atriplicifolia...

Una varietà dal portamento compatto ed eretto con in più tutte le caratteristiche che hanno fatto apprezzare Perovskia atriplicifolia: fogliame argentato e aromatico, fioritura lunghissima e cerulea, resistenza e vigore. Coltivare in pieno sole, in terreno drenato. 

Anche se è a tutti gli effetti un piccolo arbusto preferiamo trattarla come un'erbacea. Si consiglia quindi di tagliare a circa 15 cm da terra ad ogni primavera per evitare che lignificando perda compattezza e si spogli alla base.

L'epiteto generico ricorda il generale Vasily Alekseevich Perovski (1794-1857), diplomatico russo e finanziatore del Pavlovsk Imperial Garden, nei pressi di San Pietroburgo.

L'epiteto specifico è composto dalle parole atriplex latinizzazione del greco ατραφαξυς (atràfaxus formato dal prefisso privativo a- e da τρέφω trefo, nutrire: non nutriente) e folium foglia: con foglie non nutrienti.

10,00 €

Salvia greggii 'Stormy Pink'

Salvia con foglie rotonde, rugose, aromatiche e fiori rosa ghiaccio molto luminosi che si schiudono da Maggio a Novembre senza sosta. Come per tutte le Salvia arbustive si raccomanda una potatura decisa dopo l'inverno per evitare che la pianta lignifichi perdendo vigore e vuotandosi alla base. Coltivare in pieno sole. Nonostante le Salvia semi-arbustive vengano date per rustiche fino a -10°C abbiamo testato la loro rusticità a temperature inferiori. La condizione fondamentale per una buona riuscita e per garantire il superamento di inverni rigidi è il drenaggio, da ottenere con una base di ghiaia nella buca al momento dell'impianto.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

L'epiteto specifico ricorda l’esploratore e naturalista statunitense Josiah Gregg (1806-1850).

9,00 €

Ampelopsis brevipedunculata...

Rampicante/ricadente adatta alla coltivazione in vaso o in piena terra. Ha foglie variegate con effetto marmorizzato bianco/verde e a fine estate produce bacche nei colori dal blu, al marrone, al viola che la rendono molto interessante anche nel periodo autunnale. Si adatta sia a posizioni in pieno sole che a mezzombra e preferisce terreni ricchi, drenati, leggeri.

Se cresciuta vicino a muri o tronchi tende a salire velocemente. Necessita di supporti per arrampicarsi sulle pareti, perché diversamente dal Parthenocissus non aderisce alle superfici, ma si sostiene con viticci. Coltivata in vaso può essere usata come ricadente: i lunghi rami formeranno un fitto cuscino che potrà essere tenuto a bada con potature regolari all'inizio della primavera.

L'epiteto generico è composto dalle parole greche ἄμπελος (ámpelos la pianta della vite) e ὄψις (ópsis aspetto) per l'aspetto simile a quello della vite.

Le bacche dell'Ampelopsis sono ricche di polifenoli e recenti studi stanno sperimentando gli utilizzi per la cura delle patologie del fegato. Rispetto ad altri componenti della famiglia delle Vitaceae ha semi molto grandi e quindi i frutti, nonostante siano commestibili, non sono particolarmente appetibili per gli umani, ma lo sono per gli uccelli, che favoriscono la diffusione dei semi.

Si trova identificata anche come Ampelopsis brevipedunculata f. elegans (K.Koch) Rehder (fonte: The Plant List), ma questo nome è ancora in fase di analisi.

L'epiteto specifico fa riferimento ai brevi assi floreali, chiamati peduncoli, che portano prima i fiori e poi le bacche.

15,00 €

Salvia microphylla...

Vigorosa e forte, fiori color salmone da Maggio a Novembre. Labbro inferiore grande  Coltivare in pieno sole e terreno ben drenato. Anche se le Salvia tollerano brevi periodi di siccità si consiglia di irrigare regolarmente specialmente in estate per garantire una fioritura soddisfacente.

Come per tutte le Salvia si raccomanda di potare con decisione in Primavera per evitare che la pianta lignifichi. La potatura stimolerà la produzione di nuovi germogli alla base della pianta e sui fusti dell'anno precedente, evitanto che negli anni il cespuglio si spogli alla base e che sia meno resistente al freddo. Nonostante le Salvia semi-arbustive vengano date per rustiche fino a -10°C abbiamo testato la loro rusticità a temperature inferiori. La condizione fondamentale per una buona riuscita e per garantire il superamento di inverni rigidi è il drenaggio, da ottenere con una base di ghiaia nella buca al momento dell'impianto.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

L'epiteto specifico è composto dalle parole in greco μικρός (micrós piccolo) e da φύλλον (fiùllon foglia): dalle foglie piccole.

9,00 €

Erica x darleyensis...

c Ibrido di Erica dalla forma compatta e cespugliosa, con fiori rosa carico che si schiudono dall'inverno alla primavera. Preferisce posizioni soleggiate e terreni ben drenati, ma sufficientemente umidi almeno nei primi periodi di impianto e nel periodo estivo. Sempreverde, rustica e molto resistente, crea bellissimi cuscini fioriti.

L'epiteto generico deriva dal greco ἐρείκειν (ereíkein tritare, sbriciolare). In tempi antichi gli veniva infatti attribuita la capacità di frammentare i calcoli, come riporta Pietro Andrea Mattioli (umanista del '500) nella sua traduzione del De Materia Medica di Dioscoride (I, 100).

La specie darleyensis nasce spontaneamente intorno ai primi del '900 nel vivaio di James Smith, nel Derbyshire in Inghilterra, dall'ibridazione tra Erica carnea ed Erica erigena (precedentemente nota come Erica mediterranea). Il primo ibrido venne battezzato Erica 'Darley Dale' (la città del Derbyshire in cui si trova il vivaio). Dal nome di questa cultivar prende nome la specie, darleyensis appunto, col significa di 'proveniente da Darley'.

Rispetto ad altre specie di Erica si rivela molto più resistente e vigorosa, capace di tollerare brevi periodi di siccità e terreni non acidi (esigenza vincolante per la coltivazione delle altre specie di Erica), anche se il terreno ideale è leggermente acido.

9,00 €

Salvia 'Otis'

Quello che colpisce di questa Salvia è il color glicine dei fiori, grandi, luminosi. La pianta ha portamento morbido, allargato e cresce in larghezza fino a circa 70cm.

Come per tutte le Salvia arbustive si raccomanda una potatura decisa dopo l'inverno per evitare che la pianta lignifichi perdendo vigore e vuotandosi alla base. Coltivare in pieno sole e terreno ben drenato.

L'epiteto generico deriva dal latino e si trova già in Plinio, usato per la Salvia officinalis, dal verbo salvare (guarire).

9,00 €

Salix integra 'Hakuro Nishiki'

Bellissima varietà di Salice con foglie bianche e rosa in primavera e rami nudi, rossi in inverno. La quantità di foglie bianche e rosa in primavera crea l'effetto di una appariscente fioritura che ha fatto guadagnare a questo arbusto il nome di Salice dei gamberetti. La fioritura, di poca rilevanza, avviene all'inizio della primavera, con piccole infiorescenze rossastre.

Salix integra è originaria di Cina, Giappone, Corea e Russia ed è strettamente legato geneticamente a Salix purpurea, a cui è stato ricondotto erroneamente da alcuni autori in passato. Esempi sono S. purpurea var. multinervis (Franchet & Savatier) Matsumura e S. purpurea subsp. amplexicaulis (Chaubard) C.K.Schneid.

La specie è dioica, quindi gli organi riproduttivi maschili (stami) e femminili (pistillo) sono portati da piante diverse della stessa specie.

L'epiteto generico deriva dal nome latino del Salice, forse connesso con il sanscrito saras, acqua.

L'epiteto specifico è composto dal prefisso in- (ad indicare privazione) e tangere (tàngere toccare), cioè intera, Potrebbe fare riferimento al fatto che le foglie di questa specie sono riunite in grupoi di due o tre e opposte rispetto al fusto, mentre nelle altre specie le foglie sono alternate, quindi 'divise, non riunite'. Da qui la distinzione della specie come 'integra', cioè con foglie non divise tra loro, ma riunite.

Il nome della varietà può essere tradotto con 'broccato bianco' in giapponese.

22,00 €