Briza media 'Limouzi'

9,00 €
Iva incl.

Graminacea semi-sempreverde con foglie verde glauco sfumate di rosso sugli apici e infiorescenze pendule giallo-verdi spesso soffuse di porpora. Coltivare al sole in terreno drenato, non arido. Tollera anche terreni poveri e mediamenti asciutti. La varietà Limouzi è più alta rispetto alla specie.

L'epiteto generico  deriva dal greco βρίζα (brίza un tipo di cereale), da βρίζειν (brízein, annuire) in riferimento alle spighe che dondolando nel vento, come se annuissero. In inglese la Briza è detta quaking grass, in riferimento al suono che producono le spighe mosse dal vento.

L'epiteto specifico fa riferimento alla dimensione delle spighe, più piccole rispetto a quelle di Briza maxima e più grandi di quelle di Briza minor. Deriva dall'aggettivo medius medio, intermedio.

Il nome della cultivar potrebbe fare riferimento alla regione francese del Limousin, Limouzi in forma arcaica. La Briza media è diffusa in gran parte dell' Europa, compresa la Francia. Che sia una cultivar selezionata da qualche vivaista francese della zona? 

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La pianta è in vaso di 14 cm di diametro

Quantità
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Scheda tecnica

Nome botanico della specie
Briza media L.
Accentazione e pronuncia
Brìza mèdia 'Limùsi'
Altezza Massima
70 cm
Esposizione
Sole
Colore
Rosso
Fogliame
Semi-Sempreverde
Colore fogliame
Verde
Fioritura
Maggio-Luglio

Riferimenti Specifici

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Pennisetum macrourum

Graminacea rizomatosa molto vigorosa e sorprendentemente bella. Portamento a fontana con alti steli che portano spighe lunghe color crema, molto luminose, per tutta l'estate. Coltivare in pieno sole, in terreno ben drenato, fertile, irrigato regolarmente. Con irrigazioni meno frequenti si sviluppa meno in altezza e produce una minore quantità di spighe e più corte.

L'epiteto generico deriva dal latino penna (piuma) e da seta (setola): con setole piumose.

L'epiteto specifico 'macrourum' ha origine dal greco μακρόϛ macrós grande, lungo e da οὐρά ourá coda, con riferimento alla dimensione delle spighe.

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Pennisetum alopecuroides...

Una delle graminacee ornamentali più belle, nella sua semplicità. Spighe in gran quantità da Luglio a Novembre, persistenti per buona parte dell'inverno e molto decorative sia in estate, raggiunte dal sole del mattino e del tardo pomeriggio che le fa illuminare, sia in inverno, quando vengono rivestite dall'umidità e dal ghiaccio. Coltivare in pieno sole, in terreno fertile, non arido, ben drenato. 

L'epiteto generico deriva dal latino penna (piuma) e da seta (setola): con setole piumose.
L'epiteto specifico è formato dalle parole greche dal greco ἀλώπηξ (alópex volpe ), οὐρά (urá coda) ed εἷδος (èidos sembianza): simile ad un Alopecurus, cioè con spighe simili a code di volpe.

Il nome della varietà è quello della città di Hameln, in Germania, conosciuta per la fiaba del Pifferaio magico.

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Andropogon scoparius...

Il genere Andropogon(o Schizachyrium) è originario delle praterie americane ed è apprezzato nei giardini per la resistenza al caldo e al freddo e per le ridotte esigenze di manutenzione. Si adatta a diversi dipi di terreno, anche argilloso, ma un buon drenaggio permette uno sviluppo ottimale. Sopporta periodi asciutti e terreni poveri. Le foglie sono verdi, glauche alla base e durante l'autunno si tingono con i toni dell'arancio e del rosso.

Schizachyrium scoparium 'Prairie Blues' è una selezione della specie spontanea con una sfumatura azzurra  ancora più accentuata durante la primavera e l'estate alla base delle foglie, che in autunno si tingono di rosso. La fioritura in Agosto, con lunghi racemi color bronzo soffusi di viola, è seguita dalla formazione del seme, che decora le spighe con ciuffi piumosi leggerissimi.

La leggerezza di questa graminacea, la facilità di coltivazione e il contrasto cromatico che crea nel periodo autunnale e invernale la rendono una delle più belle da utilizzare in giardino con la garanzia di risultati ottimali.

L'epiteto generico è formato dalle parole greche ἀνήρ ἀνδρός (anér andrόs uomo) e πώγων (pόgon barba) in riferimento alla peluria che ricopre alcune parti della spiga.

L'epiteto specifico deriva dal latino scopa (scopa, granata) col significato di 'simile a una scopa', per il portamento della pianta.

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Panicum virgatum 'Northwind'

Bellissima varietà con foglie verde glauco in primavera ed estate e giallo intenso in autunno. Il portamento verticale, la resistenza a vento e pioggia, lo sviluppo a colonna e il colore lo rendono insuperabile in giardino, in abbinamento con fioriture o altre graminacee, per dare struttura e slancio. Coltivare in pieno sole, in terreno fertile, non arido. Sopporta anche terreni argillosi. Con poco sole perde la compattezza che lo caratterizza e tende ad assumere un portamento più morbido e meno verticale.

L'epiteto generico deriva dal latino Panīcum (panìco, erba con spighe a pannocchia, Cato, Caes., Plin.)

L'epiteto specifico dal latino virga(verga, bastone).

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Molinia caerulea 'Heidebraut'

Una delle graminacee più belle, con lunghi steli che in autunno assumono toni giallo-arancio e che persistono per tutto l'inverno. Foglie sottili e portamento fine ed elegante, perfetta anche come prima linea, in quanto gli steli sottili lasciano vedere attraverso, creano bellissimi effetti di schermatura. Coltivare al sole o mezzombra in terreno fertile, umido. Si adatta bene anche in terreno argilloso, purchè non arido.

L'epiteto generico ricorda il botanico cileno Juan Ignacio Molina. L'epiteto specifico (indistintamente caerulea o coerulea) deriva dal latino caeruleus, azzurro, con riferimento al colore dei fiori, violacei. Arundinacea invece fa riferimento all'aspetto 'simile a una canna' (arundo, arùndinis - canna). Il nome della varietà significa 'sposa della brughiera' dal tedesco heide, brughiera e braudt, sposa.

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Molinia caerulea 'Moorhexe'

Varietà compatta che con i suoi 50cm di altezza è perfetta anche per la coltivazione in vaso. Ha spighe porpora, che creano un bellissimo contrasto con il fogliame. Preferisce posizioni al sole o mezzombra in terreno fertile, umido. Si adatta bene anche in terreno argilloso, purchè non arido.

L'epiteto generico ricorda il botanico cileno Juan Ignacio Molina.

L'epiteto specifico (indistintamente caerulea o coerulea) deriva dal latino caeruleus, azzurro, con riferimento al colore dei fiori, violacei. Arundinacea invece fa riferimento all'aspetto 'simile a una canna' (arundo, arùndinis - canna).

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Calamagrostis brachytricha

Graminacea di origine asiatica dalla forma compatta, cespugliosa, con spighe che spuntano rosate e maturano in bianco. Adatta a posizioni soleggiate, tollera anche qualche ora di sole in meno e preferisce terreni ricchi e ben drenati. La mancanza di acqua ne riduce le dimensioni e la spigatura. Diversamente da altre Calamagrostis (come C. acutiflora 'Karl Foerster') è una 'warm season grass', cioè una graminacea che fiorisce nella stagione calda. Infatti inizia alla fine dell'estate  a produrre spighe che persistono poi fino all'inverno.

L'epiteto generico deriva dall'unione dei termini calamus (càlamus canna, dal greco κάλαμος cálamos) e Agrostis (dal greco ἀγρός agrós campo e ὄστις ostis pronome relativo: quella dei campi) col significato di 'Agrostis con l'aspetto di una canna' per l'aspetto foglioso associato a steli alti che portano spighe piumose.

L'epiteto specifico è composto dalle parole greche βραχύς (brachiùs corto, breve) e θρίξ, τριχός (thrix, trichós pelo): con peli corti, in riferimento alla conformazione della spiga.

Vincitrice nel 2006 dell' Award of Garden Merit assegnato dalla Royal Horticoltural Society.

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Sorghastrum nutans 'Indian...

Una selezione di Sorgastrum nutans, graminacea originaria del Nord America.

Il fogliame, glauco durante l'estate, diventa giallo oro, con punti di arancio, in autunno. Le spighe sono alte, slanciate e ordinate, e nel momento della fioritura si nota molto bene sulle spighe il giallo degli stami.

Coltivare in terreno non troppo ricco: tollera bene terreni poveri e periodi di siccità, mentre con terreni troppo irrigati tende a perdere compattezza nel portamento.

Tagliare a circa 10/15 cm da terra dopo l'inverno.

L'epiteto generico deriva dal latino, col significato di 'simile al Sorghum'.

L'epiteto specifico invece da nutare (nutàre, ondeggiare): ondeggiante, ricadente, pendente con riferimento al movimento dei rami nel vento. 

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Hakonechloa macra 'Aureola'

Graminacea perenne della famiglia delle Poaceae che si allarga lentamente formando dei cuscini di foglie arcuate. Le foglie sono gialle con striature verdi e diventano rossastre in autunno. Produce pannocchie allargate di spighe lunghe fino a 18cm. Preferisce un terreno fertile, umido, ma ben drenato, in posizioni a mezzombra, anche se tollera un po' di sole, magari al mattino, purchè abbia sufficienti irrigazioni. Se coltivata troppo in ombra perde le sfumature gialle delle foglie. Si adatta benissimo anche al vaso.

La Royal Horticultural Society ha assegnato a questa varietà il prestigioso Award of Garden Merit.

L'epiteto generico deriva dal nome del monte Hakone (Prefettura di Kanagawa, Giappone) e dal greco χλόα (chlóa erba): erba del monte Hakone, in riferimento alla provenienza dei primi esemplari identificati in natura.

L'epiteto specifico macra deriva dal greco μακρόϛ (macrós lungo, grande) in riferimento alle lunghe foglie di questo genere. 

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Panicum virgatum 'Heavy Metal'

Varietà apprezzata per il fogliame glauco, decisamente azzurro, in primavera e fino all'estate. Dall'autunno assume i toni del giallo. Portamento verticale, ordinato. Coltivare in pieno sole e terreno fertile, non arido.

L'epiteto generico deriva dal latino Panīcum (panìco, erba con spighe a pannocchia, Cato, Caes., Plin.)

L'epiteto specifico dal latino virga(verga, bastone).

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12,00 €

Deschampsia cespitosa...

Una selezione del vivaista tedesco Karl Foerster, con una spigatura leggermente più tardiva (appunto tardi-flora) e molto più duratura, fino ad inverno inoltrato. Le spighe, leggere e slanciate, maturano durante la stagione in un bel colore ambrato e persistono sulla pianta fino alle gelate invernali, rivestendo un ruolo importante nella struttura invernale del giardino. Preferisce terreni ricchi, non aridi, anche argillosi e posizioni al sole o mezzombra.
L'epiteto generico è stato assegnato in ognore di Louis Auguste Deschamps (1765-1842), medico, naturalista e botanico francese.
L'epiteto specifico deriva da caespes (cèspes, zolla erbosa): cespitoso, accespito, per il portamento della pianta, che cresce a fitti ciuffi. In alcuni vecchi testi si trova scritta con il binomio -ae-, caespitosa (cespitosa), ormai in disuso.
Linneo l'aveva battezzata Aira cespitosa, da Αἶρα (àira, nome greco di Lolium temulentum come si trova in Dioscoride II,93), che Linneo probabilmente aveva erroneamente considerato affine alla Deschampsia.

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Muhlenbergia capillaris

Graminacea ornamentale apprezzata per la spettacolare spigatura rosa/porpora autunnale.

Bellissima sia per la bellezza delle spighe che per gli effetti delle gelate che decorano, rivestono, intarsiano ogni singolo piumino. Coltivare in pieno sole in terreno ben drenato.

L'epiteto generico rimanda al botanico americano G.H.E. Muhlenberg, mentre l'epiteto specifico viene dal latino capillus (capello) con riferimento agli elementi sottilissimi che compongono la spiga.

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15,00 €

Molinia caerulea subsp....

Varietà di grande effetto, con foglie basali più larghe di altre cultivar e lunghi steli che in autunno assumono toni giallo-arancio e persistono tutto l'inverno, costituendo un bellissimo elemento strutturale in giardino. Coltivare al sole o mezzombra in terreno fertile, umido. Si adatta bene anche in terreno argilloso, purchè non arido.

L'epiteto generico ricorda il botanico cileno Juan Ignacio Molina. L'epiteto specifico (indistintamente caerulea o coerulea) deriva dal latino caeruleus, azzurro, con riferimento al colore dei fiori, violacei. Arundinacea invece fa riferimento all'aspetto 'simile a una canna' (arundo, arùndinis - canna).

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